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| Storia Moderna. Sezione Generica La storia dalla fine del Medioevo alla rivoluzione industriale. Indicativamente dal XV secolo agli inizi del XIX sec. Nella sezione generica inserite quegli argomenti non compresi nelle eventuali sotto-sezioni. |
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17-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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Spero che tu non ti sia offeso,non mi riferivo certo alla spettacolarizzazione di un avvenimento tragico e infausto come l'olocausto in qualche programma di intrattenimento,pensavo invece ad un dibattito di carattere storico in una trasmissione seria con l'intento di combattere, ad esempio ,un deprecabile fenomeno quale il revisionismo.Un modo, insomma, per prendere il toro per le corna ,come si suol dire;per liberarti la coscienza da un peso che,in ogni caso, non è il tuo ed al tempo stesso far qualcosa di buono per il prossimo.Ti racconto la mia esperienza personale,che certo non è paragonabile alla tua,ma che è sintomatica del mio modo di vedere le cose.I miei nonni paterni,da quando mio padre è mancato,abitano con me:mio nonno , che ha 97 anni ,all'avvento del fascismo al potere ,era nella milizia ferroviaria e decise di disertare per unirsi ai gruppi partigiani della sua zona; mia nonna ,che ora ha 94 anni , è stata dinnanzi ad un plotone di esecuzione nazista con mio padre bambino,che poi li ha graziati .L'altro ramo della famiglia,con cui da molti anni ho interrotto qualsiasi rapporto, è profondamente fascista:mio nonno ha militato nella Repubblica di Salò e ancor oggi ,se lo sentissi parlare,non ha modificato il suo pensiero e nel corso della sua vita ha sempre cercato di danneggiare il prossimo ed è profondamente razzista.Per farla breve, io ho fatto la mia scelta,secondo la mia indole, e non ho alcuna responsabilità , ne alcun merito per gli atti compiuti dai miei avi,così come non ce l'hai tu.
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17-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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si ma i tuoi antenati non sono conosciuti...il mio si e anche molto direi
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17-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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Appunto perchè sono conosciuti ti avevo suggerito di "approffittare" di questa,di certo , infelice situazione per generare nel prossimo una riflessione sullo sterminio di massa,sul razzismo ,sulla perversione a cui l'indole umana può giungere.Io ,da parte mia,non mi tiro mai indietro: abito in un piccolo comune,feudo della destra,dove spesso mi sono ritrovata ad avere "vivaci" discussioni in tal senso...giovani che attratti dal potere e dalla supremazia della razza si dichiarano fascisti e che non sanno cosa vuol dire,neppure conoscono le leggi razziali.Purtroppo l'ignoranza dilaga,per questo sensibilzzare è importante,a tutti i livelli.
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17-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Scusa la mia risata ma rido quando senti alcuni ragazzi italiani dire "Heil Hitler, Sieg Heil". Mi viene da ridere perché la maggior parte dei tedeschi non perdona agli italiani il "tradimento"e più che altro non vedo perché voi italiani dovete fare il saluto nazista quando noi vi abbiamo invaso e abbiamo fatto ingiustamente stragi. Quindi io dico sempre a dei ragazzini quando li vedo fare le svastiche che non sanno nemmeno il significato della svastica. Io lo so per ragioni di famiglia ma loro non sanno nulla, dovrebbbero parlare di più con i nonni e con chi ha sofferto
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17-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
alex_eichmann
loro non sanno nulla, dovrebbbero parlare di più con i nonni e con chi ha sofferto
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Hai perfettamente ragione, e qui certamente tu puoi dare un contributo prezioso.
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17-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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C'è una riflessione che vorrei sollevare, in relazione alla domanda di Alex su cosa dovrebbe fare difronte alle critiche ingiuste che gli si fanno quando salta fuori il suo cognome. Potresti chiedere caro Alex "dov'era il popolo tedesco quando Hitler salì al potere"? E "dov'era il popolo italiano quando Mussolini marciò su Roma"? Perchè se Hitler e Mussolini riuscirono a compiere determinate azioni, fu dovuto anche al fatto che l'opposizione che ricevettero fu molto debole. Larghi strati della popolazione italiana (parlo dell'Italia perché conosco meglio la storia) erano con Mussolini, persino molti ecclesiastici (il papa di allora firmò i Patti Lateranensi nel '29, Mussolini aveva già proclamato le leggi fascistissime che introducevano la dittatura). Mussolini ammise candidamente la responsabilità dell'omicidio di Matteotti, ed il popolo italiano che fece? Per la maggior parte nulla. Ovviamente non voglio generalizzare, ci sono state anche persone che rifiutarono di piegarsi, però se si fosse dato vita ad una vera e propria rivoluzione dalle Alpi alla Sicilia, non credo che Mussolini sarebbe andato molto avanti. E lo stesso vale per Hitler. Quindi, sebbene il tuo bisnonno abbia avuto una responsabilità diretta nella morte di tanti ebrei, la responsabilità fu anche di chi lasciò che Hitler andasse avanti nel suo operato, sia coloro che pensavano avesse ragione, sia coloro che, pur disapprovandolo, non fecero nulla per paura. Già alle prime discriminazioni contro gli ebrei, già dopo l'annessione dell'Austria e le prime conquiste fatte in violazione degli accordi, il popolo tedesco avrebbe dovuto rivoltarsi. Anche la società dell'epoca, a mio avviso, fu responsabile dei "mostri" che aveva creato, specialmente visto che per lo più non seppe, o forse non volle, opporsi a quello che sentiva e vedeva. In Italia, solo quando la situazione precipitò e la guerra volse nettamente in favore degli alleati, allora tutti, dal re che gli aveva dato i pieni poteri agli stessi suoi gerarchi, si schierarono contro Mussolini e lo misero in minoranza, come i topi che abbandonano la nave prima che affondi. Questo dovresti chiedere a tutti coloro, italiani e tedeschi, che ti insultano per il tuo cognome: cosa fece il tuo nonno o bisnonno per opporsi a Mussolini o Hitler? Perché la neutralità, in certe situazioni, diventa essa stessa complicità.
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17-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
leda
Perché la neutralità, in certe situazioni, diventa essa stessa complicità.
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Né Mussolini né Hitler ricevettero il potere se non da chi glie lo diede e glie lo lasciò prendere. Questo è ancor più che complicità, è connivenza, è consenso.
In Germania si scoprono ora, da non molti anni, gli oppositori al nazismo, quelli del 21 luglio, ma si dimentica che erano per anni stati collaboratori del regime, in nome magari del giuramento prestato, del loro onore di ufficiali della Wehrmacht, di rappresentanti di un'aristocrazia di sentimenti nazionalisti, e che passarono all'opposizione nel momento in cui era chiaro che la follia di Hitler e di chi non sapeva sottrarsi al suo fascino o al suo potere stava trascinando la Germania nel disastro.
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18-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Non si oppose nessuno perché la Germania in quel periodo che Hitler salì al potere era in uno stato pietoso. Hitler come Mussolini in Italia erano uomini di grande carisma ed è stato normale per noi tedeschi accettarlo e per voi accettare il Duce. Queste sono questioni penso che non riguardano il popolo ma gli eventi storici, il tempo in cui questi eventi si sono svolti.
Il mio bisnonno come Hesse, Bormann , Heydrich , Himmler e altri non si opposero perché stavano bene in quel regime, perché loro disponevano della vita come volevano e questo per loro era potere, purtroppo.
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18-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Non volevo certo fare accuse generalizzate. Certamente le condizioni storiche, sociali, economiche erano tali da permettere che qualcuno dotato di carisma le sfruttasse. Quello che fa pensare, e spaventa, è come persone "normali" poste in situazioni particolari, modificano il loro comportamentio e sono capaci di giustificare azioni che altrimenti non avrebebro certo compiuto.
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18-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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Caro dceg,tu ne sai certo più di me....ma mi preme sottolineare come appunto sia in situazioni particolari che l'essere umano mostra la sua vera natura,ed è qui che non ci si può più nascondere a se stessi,scegliendo in base alla propria indole.
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18-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Lo so bene, lo dimostrano non solo la storia ma anche studi sperimentali, eppure ogni volta ce ci penso mi pare inconcepibile, sconvolgente. Talora qui per la strada vedo persone anziane dall'aspetto mite e tranquillo e mi chiedo, ma allora dove erano, che cosa facevano?
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19-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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alex, anch'io ti do il mio benvenuto....anch'io conosco molto bene, la fama del tuo nonno, ma tu non sei lui...e non siamo noi a scegliere a che famiglia appartenere...lui ha afatto le sue scelte..tu avrai le tue
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dove volete arrivare; SEMPRE PIU' SU
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19-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Oggi, col senno del poi, è facile identificare da che parte stava il bene e da che parte stava il male. NOn ho nessunissima difficoltà ad indentificare con assuluta chiarezza il fascismo ed ancor più il nazismo come fenomeni assolutamente nefasti.
Se si prova a fre uno sforzo di immaginazione e ci si cala nella mentalità
dell'epoca ecco che la negatività dei regimi totalitari appare più sfumata e meno manichea, e si può forse anche comprendere (attenzione: comprendere, non condividere) come siano potuti nascere fenomeni estremi come il nazismo e gli stermini razziali.
Il giudizio morale dei fatti storici ha bisogno di eventi plateali, come la seconda guerra mondiale e la pubblicizzazione degli stermini nazisti, per mettere nella giusta luce una linea politica aberrante.
Altre volte ha bisogno di tempi lunghi e del lento modificarsi del costume, perché si prenda coscienza del bene e del male.
Negli anni '20 e '30 non era affatto scontato, anche all'interno delle grandi nazioni democratiche, che i totalitarismi fossero fenomeni negativi; il razzismo, anche se non "scientificamente codificato" come in Germania ed Italia, di fatto era parte integrante della cultura e della pratica di tutte le nazioni occidentali, e l'antisemitismo era ugualmente piuttosto diffuso.
Basti pensare, inoltre, che fino a pochi anni fa erano in molti qui in Italia e non solo a voler fare dei pesanti distinguo tra totalitarismi nazi-fascisti (al cui interno ci sono comunque evidenti differenze) e regimi comunisti altrettanto opprimenti e violenti come quello sovietico o di Mao o Pol Pot.
Sotto questa luce si possono anche distinguere, almeno in parte, l'orizzonte politico "nazionale" da quello delle scelte individuali, proprio perché le singole persone che si comportarono in un modo che, secondo il pensiero morale e politico democratico e moderno, è sicuramente da rinnegare, crebbero in realtà in un ambiente che aveva un senso etico ed una sensibilità politica differente dalla nostra.
E' facile oggi dire che chi scelse di stare dalla parte dei repubblichini scelse la parte "sbagliata", meno facile era capire allora dove stessero la parte sbagliata e quella giusta. Tra i repubblichini ci furono senz'altro alcuni "macellai", disprezzabili già da allora, probabilmente, ma non tutti furono tali e non si può dire quindi, a priori, che disprezzabili furono TUTTE le singole persone che scelsero di stare dalla parte antidemocratica.
Chiamatelo revisionismo, o come vi pare, ma a me sembra che se si possono chiaramente definire deleterie e malvagie le politiche totalitaristiche nel loro insieme, grazie, appunto al senno del poi, molto più arduo è esprimere giudizi sulle scelte etiche dei singoli perché nate in un contesto particolare.
Si possono e si devono condannare gli episodi di violenza che, tanto per fare un esempio, compirono i giovanissimi soldati della divisione SS Hitlerjugend, ma non si può fare a meno di pensare che quei ragazzi erano cresciuti e si erano formati colturalmente, ideologicamente ed eticamente all'interno di una società lontana anni luce dal nostro modo di vedere.
Da condannare certamente, quindi, ma considerando anche una serie di attenuanti.
E' un po' come vedere, oggi, ragazzini congolesi che già a 10 anni imbraciavano il fucile ed uccidevano i "nemici", che in età più adulta continueranno a combattere, uccidere e stuprare: quello hanno imparato e quello fanno.
IN buona parte diverso il discorso riguardo a quelle persone, come il nonno di chi ha scritto, che erano già allora adulte e senzienti, e scientemente appoggiarono il genocidio degli ebrei e degli altri gruppi "indesiderabili". Discorso diverso perché l'omicidio, negli anni dell'ascesa dei totalitarismi, era comunque un reato grave eticamente giustificabile solo in casi estremi. L'omicidio "di stato" finì per essere, per così dire, "tollerato" dalla morale nazionale totalitaria, come male necessario.
Ma lo sterminio di massa era qualcosa la cui estrema gravità non sarebbe
sfuggita anche al più "addomesticato" dei popoli, ed infatti la shoà venne tenuta nascosta, nei limiti del possibile, alla stessa popolazione tedesca.
Il personaggio di cui si parla in questo topic, tra i primi fautori e principale organizzatore del genocidio, è quindi doppiamente colpevole, sia dal punto di vista delle scelte politiche (come si è visto, più facilmente leggibili a posteriori) che di quelle della morale corrente.
Eppure, credo che anche durante il processo, a distanza di 15-20 anni dai fatti, non riconobbe mai la sua colpevolezza, neanche nel suo intimo, considerandosi un semplice burocrate, efficiente e fedele allo Stato fino all'annullamento di qualsiasi capacità di giudizio individuale: una figura terribile e tragica, che sfugge completamente al nostro senso logico.
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19-September-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Marco, hai ragione nella tua analisi e nelle tue considerazioni. Seda un latos i può comprendere, non mai giustificare, come fascismo, nazismo e gli altri regimi totalitari siano sorti in un particolare momento storico, in una particolare cultura, quello che lascia vedere che c'era molta malafede ammantata di idealogia sono i profitti che gerarchi, funzionari ed anche istituzioni statali e non hanno ricavato ad esempio dall'"arianizzazione" dei beni degli ebrei in Germania, espropri-ricatto (in cambio del tuo patrimonio ti permettiamo di lasciare la Germania), l'accapparrarsi dei beni, comprese le opere di arte "degenerata", e via dicendo. Qui non c'è scusa che tenga. È certo un capitolo meno terribile delle stragi, non cruento, ma ha colpito molte persone in quello che era il loro senso della vita, non solo economicamente.
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04-October-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2008
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Quote:
alex_eichmann
Vedi, io anche ora che abito qua in Italia andando all'università il mio cognome è uscito fuori e mi sono purtroppo fatto nemiche anche alcune professoresse che mi hanno detto parole visto chi era il mio bisnonno, purtroppo molto conosciuto da chi sa la storia. Penso che forse avrai capito chi era anche se non faccio il nome.
Vedi, io cerco, anche portando una volta un tema sulla questione razziale di cercare di far capire che io non centro nulla ma niente da fare. Alcuni apprezzano lo sforzo e mi sono vicini ma altri, la maggiorparte no e questo mi spiace anche perché io contro gli ebrei non ho nulla e se il mio bisnonno ha ucciso gli ebrei noi di oggi cosa centriamo?
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Beh scusate se intervengo per correggere il pronipote di Adolf Eichmann su questioni grammaticali tipiche di ITALIANI che non conoscono la propria lingua.Fate le Vs considerazioni dopo aver riletto le quote.
PS: il figlio di Eichmann in Argentina si vantava con la sua fidanzata del passato del padre anche se non aveva completato ...l'opera.(E' stato beccato per questo)
Penso che sia stato tra i pochi gerarchi di rilievo a non aver affrontato con se stesso la propria colpevolezza davanti a Dio.
Scusate l'interruzione
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