 |
 |
 |
 |
| Storia Militare. I Romani e i loro nemici Storia Militare. I Romani e i loro nemici |
 |

02-June-2007
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2007
|
|
Gli accampamenti provvisori romani
Sono sicuro di aver letto in qualche libro di storia romana che durante alcune campagne i soldati romani costruivano un accampamento per la notte, per poi smontarlo alla mattina e riprendere la marcia.
Su internet ho trovato diverse notizie riguardo quelli permanenti, ma non molte su quelli provvisori. Il massimo sarebbe che mi diceste in quale libro l'ho letto, dato che non me lo ricordo  ma vorrei sapere se qualcuno di voi ha notizie più precise. Com'era l'accampamento provvisorio? C'erano anche strutture difensive? Quante ore di marcia erano previste durante il giorno?
Non ricordo nemmeno il periodo a cui si faceva riferimento, ma immagino che fossero i secoli della Repubblica, probabilmente tra II Guerra Punica e Giulio Cesare.
|

02-June-2007
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
I libri di storia romana che descrivono l'accampamento provvisorio sono innumerevoli e non saprei proprio quale hai letto, posso però dirti che con ogni probabilità tutti fanno riferimento alla descrizione riportata da Polibio (uno storico greco) nelle sue "Storie"; non so darti al momento riferimenti precisi (mi pare nel Libro X, ma potrei sbagliare) ma cercherò di informarmi.
Polibio di Megalopoli era uno dei giovani soldati greci che dopo la battaglia di Pidna del 168 a.C. (che vide la sconfitta dell'esercito Macedone) venne preso in ostaggio, come pegno del buon comportamento delle città greche e macedoni assoggettate da Roma. Passò la sua prigionia presso Emiliano Scipione, figlio del conquistatore di Macedonia e poi figlio adottivo di Publio Cornelio Scipione (quello che sconfisse Annibale). Polibio, che nel frattempo era diventato un fervente ammiratore del sistema politico e militare romano, seguì Emiliano Scipione nelle campagne iberiche durante la 2a Guerra Punica e descrisse in modo attendibile le pratiche dell'esercito repubblicano del II sec., tra cui l'accampamento provvisorio.
Bisogna però dire che la pratica di costruire un'accampamento provvisorio non è limitata alle guerre puniche ma era scupolosamente seguita dagli eserciti romani di tutte le epoche, e così come gli eserciti che combatterono contro etruschi e sanniti, anche gli eserciti di Cesare nelle Gallie o di Traiano nelle guerre daciche. Dato che il campo veniva smontato ogni volta che si riprendeva la marcia e l'utilizzo di materiale deteriorabile, non deve stupire che quasi non si abbiano tracce archeologiche di questi campi. La fonte principale di informazioni rimane quindi Polibio, mentre qualche notizia relativa al II sec. d.C., (che sostanzialmente confermano l'impostazione narrata da Polibio) vengono da uno scritto attribuito ad Igino (anche qui cercherò i dati precisi).
Parziale eccezione a questo vuoto archeologico sono alcuni campi semi-provvisori costruiti in occasione di assedi (he prevedevano quindi un soggiorno più lungo) come quelli di Numantia (assedio descritto da Polibio) e Masada (Giudea, 73 d.C.).
Tornando alla descrizine polibiana, questa riporta un campo provvisiorio per due legioni e due alae di alleati, cioè un normale esercito di campagna, per un totale di oltre 20.000 uomini.
Premetto che la più piccola unità amministrativo-logistica (ma non in battaglia) era il contubernium, cioè il gruppo di otto legionari che occupavano la stessa tenda. Ad ogni contubernium era affidato un mulo che trsportava la tenda, gli attrezzi di scavo e dei paletti (due per ogni legionario) che servivano a formare la palizzata.
Dopo che un distaccamente di esploratori (exploratores) aveva scelto il luogo adatto – 800 mq, preferiblmente rialzati e con un corso d'acqua nei pressi – veniva piantata una bandiera nel luogo dove andava eretta la tenda del console, e da qui venivano tracciato, piantando delle lance, il percorso della via Pretoria e delle vie ortogonali (via Quintana e via Principalis) e delle relative porte, e quindi il tracciato del perimetro, che se possibile, seguiva un andamento quadrato; notare che le città romane seguono lo stesso andamento dei campi, con pianta gradrangolare e vie ortogonali.
Metà della fanteria, insieme alla cavalleria e alla fanteria leggera (veliti), veniva posta di guardia dal lato rivolto al nemico, mentre la restante metà scavava il fossato (fossa) di cica un metro di profondità. La terra scavata andava a formare un terrapieno (agger) lungo circa 700 metri che formava uno dei lati del campo. Mentre gli altri tre lati venivano via via completati l'esercito, ad eccezione della cavalleria che rientrava per ultima, veniva ritirata al di quà del terrapieno.
Sul terrapieno venivano piantati i pali a cui abbiamo accennato prima a proposito del contubernium. Questi pali, appuntiti alle estremità e lunghi circa 1,5 m (un esemplare è stato ritrovato in inghilterra) venivano piantati uno affianco all'altro e quindi legati insieme; 40.000 di questi pali, su un perimetro di 3000 m significa una media di 13 pali per metro.
L'accampamento era posto all'interno dell'are trincerata e cominciava ua settantina di metri dall'agger, lontano cioè dal tiro degli arcieri. Da un lato della via Princilae trovava posto il Pretorium con la tenda del console, e le tende degli altri ufficiali, insieme a quei reparti scelti (in genere provenienti dalle ali degli alleati) detti extraordinarii che avevano il compito di avanguardia o cose simili. Dall'altro lato della via Principalis trovavano posto le due legioni, una a sinistra e l'altra a destra della via Pretoria, e più in là le due ali degli alleati (socii). Ogni Legione disponeva le tende secondo la divisione tra hastati, principes, triarii e cavalleria (cavalleria e fanteria per i socii), a loro volta divise per manipoli e centurie. Siccome una quarto circa del manipolo (circa 200 uomini) era sempre di guardia, erano sufficienti 20 tende a manipolo.
L'intero campo veniva realizzato entro 5 ore di lavoro.
|

04-June-2007
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2007
|
|
Grazie, hai dato una spiegazione molto esaustiva! Non sapevo che fosse stato Polibio a darne la prima descrizione. Cercherò anch'io il riferimento al libro preciso delle Storie, se trovo qualcosa edito il messaggio (stessa cosa per Igino).
Grazie ancora.
EDIT: il libro di Polibio è il VI, mentre l'opera di Igino è De Munitionibus Castrorum
Ultima Modifica di Antares : 05-June-2007 20:37.
|

11-June-2007
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Bravo Antares, esattamente Libro VI, 27-32. Nei paragrafi successivi, invece, si trattano diversi aspetti della vita nel campo (turni di guardia, ecc.).
Sul De Munitionibus Castrorum non so nulla di più, spiacente. Qualche accenno l'ho trovato su "Storia completa dell'esercito romano", di Adrian Goldsworthy.
ciao
|

28-June-2007
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2007
|
|
Se non mi ricordo male avevo sentito dire che gli accampamenti provvisori, i Romani, li copiarono da Pirro..
Perciò sarebbero da ricondursi alla guerra tarantina..
|

28-June-2007
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Sinceramente non so di questa copiatura dai macedoni di Pirro; sai dirmi da dove hai preso questa affermazione?
Creco, comunque, che tutt'al più i romani possono aver ricalcato dai greci alcuni particolari nella disposizione e non l'idea dei campi provvisori in sé. Per certo Livio, ogni volta che parla di eserciti romani in movimento, anche per epoche più antiche delle guerre tarantine (come quelle delle guerre sannitiche p. es.) accenna sempre all'erezione di un campo fortificato.
Pur essendo Livio da prendere un po' con le pinze per le sue considerazioni politiche, su particolari come questo credo sia piuttosto affidabile essendosi a sua volta rifatto a cronache più antiche.
Sinceramente non so se esistano altri scrittori più antichi di Polibio che accennino a campi fortificati. Chiedo lumi ad altri forumisti.
Aggiungerei che mi sembra in ogni caso assai improbabile che qualsiasi esercito italico, del periodo della prima Roma repubblicana, si accampasse senza un qualche sia pur sommario accorgimento difensivo
|

29-June-2007
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2007
|
|
Anche perchè sennò non si accampavano, ma si apprestavano.. a prenderle..
A parte gli scherzi, non mi ricordo dove ho letto di questa informazione, non ricordo nemmeno se l'ho letta o sentita.. comunque sia proverò a cercare qualche cosa in merito..
|

24-September-2007
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Sep 2007
|
|
Per le distanze di marcia ti consiglio di vedere sull'Epitoma Rei Militaris di Vegezio, certo egli si rifà a fonti preesistenti ma li ci trovi un po' di tutto!
|

05-November-2007
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2007
|
|
Non sono riuscito ancora a trovare le informazioni a proposito degli accampamenti, ma, se non vado errato, a proposito dell'incontro (mitico o meno) di Annibale e Scipione a Efeso, nello stilare la classifica Annibale dice che Pirro aveva insegnato l'arte di fortificare gli accampamenti..
|

06-March-2008
|
|
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Mar 2008
|
|
Se Masada viene considerato un campo semiprovvisorio vi consiglierei di dare un'occhiata a questo sito
www.bibleplaces.com/masada.htm
Ho avuto la fortuna di aver visto Masada di persona, è un'altura isolata in mezzo ad un deserto pianeggiante, non saprei dire quanto è alta ma ci si arriva con la funicolare.In cima c'è questa città con tanto di mura ( ricorda vagamente Orvieto) cisterne, orti e quanto serviva per essere un ecosistema autosufficiente. L'assedio romano ( in basso nella pianura) è durato un tot (la tradizione parla di qualche anno ma molto più verosimilmente si tratta solo di qualche mese) fin quando i Romani non hanno costruito una rampa di accesso fino alle mura ed hanno creato un varco.
Dall'alto di Masada si vede perfettamente l'accampamento romano in basso e la rampa.
Crededemi, fa impressione.
|

3 Settimane Fa
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Aug 2008
|
|
Ciao a tutti,
L'affermazione tale per cui fu Pirro ad insegnare l'arte dei Castra ai romani mi pare poco plausibile, fu infatti Pirro a dire, osservando una legione nel suo campo, che chi costruiva campi militari tanto organizzati non poteva essere chiamato barbaro.....
|
| Strumenti Discussione |
|
|
| Modalità Visualizzazione |
Modalità lineare
|
Regole di scrittura
|
Tu non puoi inserire messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
Il codice HTML è Disattivato
|
|
|
|
Archeologia Italiana - 1998-2008 - Copyright. Tutti i diritti riservati InPictura di Ivan Boni - PIVA 03045520362
|
Tutti gli Orari sono GMT +2. Attualmente sono le 07:16.
SEO by vBSEO 3.1.0
|
|
 |
 |
 |
 |
|