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| Storia delle Religioni. Sezione Generica Storia delle Religioni. Nella sezione generica inserite quegli argomenti non compresi nelle eventuali sotto-sezioni. |
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26-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: friuli venezia giulia
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reincarnazione nelle religioni occidentali
Un numero crescente di cattolici crede nella reincarnazione ( Indici di Cristianità - ex libris) cortesemente chiedo (o apro la discussione):
chi credeva nella reincarnazione (tra le "religioni" occidentali)? Mi risultano:
- antichi celti;
- asatru;
- alcuni filosofi greci;
- primi cristiani (gnostici);
- alcune eresie cristiane (es. catari);
- cavalieri templari (?);
- alcuni "movimenti" odierni (es. chiesa universale e trionfante).
Riporto link pubblicazione cattolica "possibilista" sulla possibilità di reincarnazione: Le posizioni di alcuni teologi sul tema della reincarnazione - CredereOggi 105
Ultima Modifica di elkjaer : 26-September-2007 09:22.
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27-September-2007
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AI Storia Senatus
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Mah, "occidentale" dipende da cosa si intende. Il cristianesimo a rigore è una religione orientale. Comunque per i templari credo si tratti più di un "mito" della letteratura "esoterica" recente. O comunque non esistono documenti che li assimilino a gnostici e catari. Quello della seconda metà dell'800, le due regole del Merzdorf, sono un falso.
Primi cristiani e gnostici come saprai non sono la stessa cosa. Alcuni sostengono che le prime comunità cristiane "bazzicassero" la reincarnazione avendo subito le influenze del pensiero ellenistico, del platonismo, del pitagorismo, dell'orfismo. Io non sono nè cattolico nè cristiano, per cui non ho particolare interesse nel difendere questa o quella interpretazione, tuttavia mi pare che i passi ai quali ci si rifà e le letture che se ne danno siano un po' così... discutibili. Per gli gnostici alcuni li considerano intrisi di ellenismo, altri un fenomeno interno alle religioni orientali. Comunque so che la reincarnazione, seppur in vario modo, viene attribuita a molti dualismi: manicheismo, gnositicismo, ai catari. Anche alla cabala ebraica e perfino all'islamismo. Tuttavia mi pare argomento piuttosto controverso e c'è chi sostiene che la lettura dei documenti ai quali ci si rifà sia parziale e disinvolta, disinformata e decontestualizzata. C'è chi dice siano solo "fregnacce". Onestamente non ne so abbastanza...
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27-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: friuli venezia giulia
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[quote=Karl;362]Mah, "occidentale" dipende da cosa si intende. Il cristianesimo a rigore è una religione orientale. Comunque per i templari credo si tratti più di un "mito" della letteratura "esoterica" recente. O comunque non esistono documenti che li assimilino a gnostici e catari. Quello della seconda metà dell'800, le due regole del Merzdorf, sono un falso.
Primi cristiani e gnostici come saprai non sono la stessa cosa. Alcuni sostengono che le prime comunità cristiane "bazzicassero" la reincarnazione avendo subito le influenze del pensiero ellenistico, del platonismo, del pitagorismo, dell'orfismo. Io non sono nè cattolico nè cristiano, per cui non ho particolare interesse nel difendere questa o quella interpretazione, tuttavia mi pare che i passi ai quali ci si rifà e le letture che se ne danno siano un po' così... discutibili. Per gli gnostici alcuni li considerano intrisi di ellenismo, altri un fenomeno interno alle religioni orientali. Comunque so che la reincarnazione, seppur in vario modo, viene attribuita a molti dualismi: manicheismo, gnositicismo, ai catari. Anche alla cabala ebraica e perfino all'islamismo. Tuttavia mi pare argomento piuttosto controverso e c'è chi sostiene che la lettura dei documenti ai quali ci si rifà sia parziale e disinvolta, disinformata e decontestualizzata. C'è chi dice siano solo "fregnacce". Onestamente non ne so abbastanza...[/quote]
Più o meno sono le stesse informazioni che avevo raccolto io (cercado di discernere tra i dati in internet).
Parrebbe che la credenza (meglio la dottrina) nella reincarnazione (intendendo il termine in modo molto elastico - anche solo come passaggio di taluni componenti "spirituali" da un individuo ad un altro-) fosse "predicata" tra i filosofi greci che hai citato e fosse presente nei culti dei Celti, nell'asatru e, se non ho capito male, nell'arianesimo (per il quale Gesù sarebbe stato originariamente umano riuscendo poi a "ricongiungersi" a Dio incrementando la sua componente divina - tramite reincarnazioni?-).
Inoltre sarebbe stata presente tra i "primi cristiani" (proprio in considerazione della commistione con dottrine orientali - anche se, a rigore, è orientale anche il cristianesimo) e tra gli gnostici.
Secondo una "teoria" la dottrina sulla reincarnazione (inizialmente considerata "normale" nel cristianesimo) sarebbe stata eliminata in quanto non consentiva il controllo dei fedeli (ed è oggettivamente vero che è più facile per un governo - che spesso concideva con la chiesa- controllare dei sudditi che hanno il terrore di commettere "peccati" - che spesso coincidono con reati- in quanto "irrecuperabili" e fonte di dannazione ETERNA-).
Insomma: dottrina della reincarnazione riservata a pochi "eletti" (particolarmente istruiti) e negata al "popolo bue" che avrebbe potuto interpretarla in modo molto pragmatico, "faccio tutto quel che me pare e chissenefrega, tanto mi reincarno", con il rischio di "disordini sociali".
La Chiesa come la "spectre": "la gente non lo devono sapere".
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28-September-2007
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AI Storia Senatus
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Per quanto riguara il cristianesimo so che spesso viene indicato il concilio di Costantinopoli come responsabile della condanna ufficiale della credenza della reincarnazione tra i cristiani. Tuttavia onestamente non mi sentirei di appoggiare tale interpretazione...
Per quanto riguarda quelle filosofie ellenistiche e i Celti sì, almeno per quanto ne so. Anche se sì, è da intendere in senso piuttosto generico, come trasmigrazione delle anime o metensomatosi. Diodoro Siculo per quanto riguarda i Celti la assimilava appunto al pitagorismo, Cesare anche fece un'operazione simile. Tuttavia si tratta di un caso di "traduzione" di una cultura nella "lingua" di un'altra, e non è da prendere proprio per oro colato. Ci sono poi dei poemi gallesi che recitano <<sono stato un salmone blu, sono stato un cane, un cervo, un capriolo, un tronco...>> e <<ho rivestito numerose forme prima di essere libero...>>, però non si sa neanche se siano autentici oppure no. Probabilmente nel caso dei celti si tratta di <<stati e gradi dell'essere>> (scrive Scarpi in <<Celti e Germani>>, in Manuale di storia delle religioni, Laterza).
Sull'arianesimo non saprei... So che Ario sosteneva la non consustanzialità di Gesù, che poteva sì essere Figlio di Dio, sua creatura, magari superiore, divina, ecc., ma che ha avuto un inizio e una fine, e che non è della sostanza del Padre nè ha un filo diretto con lui, in quanto Dio è assolutamente trascendentale, unico e indivisibile. Se poi abbia incrementato la sua componente divina tramite reincarnazione questo non saprei.
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28-September-2007
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Utente attivo
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l'argomento è piuttosto interessante, tutavia è abbastanza complesso e io non ne so abbastanza da poter esprimere un giudizio.
La mia impressione è che l' esperienza di Cristo (vera per la materia o solo per lo spirito) è successiva a precedenti speculazioni che elaborarono in modi propri l'idea di reincarnazione,o trasmigraione delle anime, e viene ad esempio dopo l'esperienza del buddha non del tutto sconosciuta a pensatori occidentali; esperienza che supera la reincarnazione nell'unità con l'universo. Inoltre l'esperienza del buddha e quella di cristo sono simili poichè in entrambe vi è come fondamentale l'idea di una riconciliazione più o meno definitiva al Principio Universale attraverso un cammino di illuminazione che supera i vincoli della materia e della forma .
da un punto di vista storico appare chiaro che la figura di cristo e la sua storia ha dato origine a differenti interpretazioni che si sono poste in maniera diversa riguardo all'idea di reincarnazione, ma tra le quali ha prevalso l'idea di un superamento della stessa,almeno nei termini di eterno ritrono alla vita terrena.
infatti anche nel cristianesimo è contemplata una finale reincarnazione (resurrezione col corpo ) ma che si pone su un piano differente da quello materiale, volgarmente in termini indù, samsarico.
Ho dato un'occhiata al secondo link di elkjaer e ne duduco che la attuale riflessione su quest'argomento è dovuta specialmente al contatto con culture diverse da quella occidentale che hanno conservato una data idea di reincarnazione. tuttavia non mi è sembrato che si paventasse per il cristianesimo la possibilità di una reincarnazione di tipo "samsarico" o "karmico".
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28-September-2007
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Nuovo Utente
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Luogo: friuli venezia giulia
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Ho dato un'occhiata al secondo link di elkjaer e ne duduco che la attuale riflessione su quest'argomento è dovuta specialmente al contatto con culture diverse da quella occidentale che hanno conservato una data idea di reincarnazione. tuttavia non mi è sembrato che si paventasse per il cristianesimo la possibilità di una reincarnazione di tipo "samsarico" o "karmico".
Credo che tu intenda "secondo thread".
La questione è un pochino diversa:
- sono fortemente legato ai valori della tradizione "nordeuropea" (Celti, Germani - riunendo nel termine germanico: ostrogoti, longobardi, franchi, ecc-) e non per questioni etniche;
- d'altro canto so che non riuscirò a raggiungere taluni obiettivi in questa vita da cui l'interessamento per "religioni o culti" che prevedano delle "seconde possibilità" o perlomeno una visione dell'aldilà non basata su un paradiso asettico e contemplativo e un inferno di punizioni e sofferenze.
Da questo punto di vista tra Celti e Germani sto abbastanza tranquillo.....
Oltretutto nell'asatru si intende l'universo come un insieme di "mondi" (usando un termine
della letteratura fantasy: "dimensioni parallele") che si influenzano l'uno con l'altro e sono percorsi tutti da una primaria forza vitale.
Non credo proprio nel karma (buddismo?) perchè lo ritengo una religione troppo crudele. Che senso ha punire una persona facendola reincarnare, ad esempio, in un corpo sofferente? Intanto viene punita anche l'anima originaria di quel corpo (che non c'entrava nulla) inoltre se la persona già era una carogna quando stava bene figurarsi quando sta male, quindi si instaura un circolo vizioso di reincarnazioni peggiorative.
Senza contare il fatto che ciò genera un concreto razzismo verso cittadini con disabilità congenite (se "dio gli ha fatto questo" in fondo lo hanno meritato).
La mia visione è molto più ottimista:
1) se c'è un Dio (forza vitale ecc.) ci vorrà bene e quindi ci offrirà la possibilità di vivere felici da VIVI (ci sono persone con patologie gravi che hanno vite scomode ma felici, non riporto un elenco che sarebbe lunghissimo).
2) Relativamente alla "sofferenza" (malattie, omicidi ecc.) mi rifaccio al "mistero" cristiano. Mistero non vuol dire che "succede non si sa perchè" ma che "fa parte di un disegno complessivo". Le nostre maggiori conoscenze sulla terapia delle patologie tiroidee sono state conseguenti all'incidente di Chernobyll. Forse Tizio nasce con una patologia congenita, ciò lo fa diventare insegnante, piuttosto che atleta, e tra i suoi alunni c'è Caio, che decide di diventare medico sulla base dell'incontro col docente Tizio, e scopre un vaccino che lascia il segno nello storia dell'umanità.
Comunque io sono convinto che ci sia una "energia positiva" (chiamiamola Dio o Fede) che ci "aiuta" e che in parte abbiamo in noi e possiamo coltivare e sviluppare (o disintegrare).
Su questo non ho dubbi. Se mi lascia anche reincarnare, meglio.
Anche perchè mi angoscia parecchio una vita ultraterrena da fantasma: tu vedi tutto e non puoi far niente. Veramente angosciante.
Tanto per citare un esempio riporto il caso di Kyle Maynard ( USATODAY.com - Wrestler's world is never limited by his disability) un wrestler privo di braccia e gambe (che gareggia contro atleti normodotati), nel suo sito (o comunque ricordo di aver letto una sua dichiarazione) affermava di considerare la sua particolare situazione una opportunità, esplosiva ed esclusiva, per dimostrare alle persone quanto si possa fare (alla faccia dell'espiazione karmica).
Una visione positiva delle mutilazioni è presente nella mitologia norderuropea (anche in considerazione del fatto che si trattava di popoli guerrieri). Quindi nessuna "punizione divina" buddista (o pietismo cristiano) ma "cose che succedono normalmente per il semplice fatto che uno è vivo" e possono essere superate.
Mi sembra un modo di vedere le cose molto positivo e dinamico vs le punizioni divine o la rassegnazione cristiana.
Ultima Modifica di elkjaer : 28-September-2007 15:54.
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28-September-2007
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Eh beato te che ti angoscia la vita da fantasma ultraterreno. Purtroppo non avendo "fede", per me la morte è la fine di tutto, della vita cosciente, la non esistenza, il nulla. E la cosa mi terrorizza appunto a morte (fin da piccolissimo - e tranne per un breve periodo in cui la morte sarebbe stata una liberazione, pensavo. Mi "svegliavo" a 4-5 anni - in realtà non stavo dormendo - in preda al panico, talvolta piangendo, con la paura del nulla della morte). Quindi la prospettiva del fantasma ultraterreno, a confronto, mi consolerebbe alquanto. Preferirei di gran lunga la dannazione eterna piuttosto che il nulla assoluto. Sarebbe almeno qualcosa...
P.S. No credo che Milena si riferisse proprio al link, quello sui teologi.
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28-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: friuli venezia giulia
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Prendila per quello che può valere:
- una volta mi recai da una pranoterapeuta per il trattamento di una patologia oculare (premetto che sono un biologo con una specializzazione alla facoltà di medicina, il trattamento pranoterapeutico l'ho considerato complementare a quello medico sulla base di evidenze fisiche di "emanazione di energia" da parte dei pranoterapeuti - quando ti sfiorano con la mano senti calore, alla peggio è una forma di termoterapia) inoltre, insegnando in scuole recupero anni, mi ritrovai come allievo un "lettore di auree".
Entrambi avevano acquisito le loro capacità in seguito ad eventi traumatici (un incidente automobilistico ed un coma, rispettivamente). La pranoterapeuta era anche medium (me lo disse durante le sedute).
Secondo entrambi, i defunti sono intorno a noi (solo che non li vediamo); relativamente alla reincarnazione: per la pranoterapeuta sarebbe una eventualità possibile solo per alcuni defunti (inoltre sono previste forme di espiazione e i defunti non starebbero nell'aldilà inerti ma ciascuno avrebbe un compito - non ho compreso di più); secondo il "lettore di auree" una parte di noi (un nostro "chakra" - non chiedermi cosa sia-) permarrebbe alla morte e si trasmetterebbe ad altre persone. Come vedi ci sono delle differenze ma:
- entrambi affermano che i defunti ci circondano (e consigliano di non scherzarci su in quanto tra i defunti, come tra i vivi, ci sono i buoni e i cattivi);
- entrambi ammettono forme di reincarnazione.
Ribadisco, prendila per quella che è: una mera testimonianza.
Sullo scherzare sui defunti ti riporto il seguente episodio: quando il "lettore di auree" mi disse, durante una lezione, che i defunti sono intorno a noi io feci qualche battutina: il giorno dopo mi slogai una caviglia.
Come scienziato ti dico che è un caso, come persona ho smesso di fare battutine (quando cambia il tempo la caviglia duole ancora....).
Comunque, secondo entrambi la morte non sarebbe la fine di tutto. Il "lettore di auree" guarì da un disturbo cardiaco dopo il coma ed interpretò tale fatto come conseguenza della scomparsa della sua "paura della morte".
Come persona razionale (sono un laureato della Facoltà di Scienze): entrambi "davano un po' sul santone" ma entrambi riportavano esperienze reali (o perlomeno da loro percepite come tali). Il lettore di auree collabora con dei medici (veri medici) e la pranoterapeuta impiegò anni di studio ad utilizzare capacità che, inizialmente, avrebbe preferito non avere:
subito dopo l'incidente doveva andare a "scaricarsi" in un centro di Bologna per non stare male (dal Friuli).
Ultima Modifica di elkjaer : 28-September-2007 18:35.
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28-September-2007
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Utente attivo
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Prorpio ieri ho incontrato un signore del mio paese che mi dice di essere un guaritore, seguendo una "passione" che aveva fin da bambino: riassesta le ossa, sana fratture, elimina piaghe e ristabilisce l'equilibrio energetico del corpo umano (ovviamente lui non l'ha detto così ma il succo è quello). Nessuno gli ha insegnato .......tranne i morti tramite il sogno...... uno schema diffuso in molte culture di tutto il mondo dalla preistoria ad oggi. Lui ovviamente non lo sa.
Anche l'idea di una primaria forza vitale è diffusa e propria di molte culture , ma se parliamo di india karma e simili il discorso si fa più complicato. Lo scopo della vita è arrivare alla morte sufficientemente puri e consapevoli da potersi ricongiungere con la forza primaria di cui sopra. La sofferenza è un mezzo di purificazione e non sono affatto sicura che vi sia disprezzo verso i difetti del fisico come la sofferenza dell'anima. In india la discriminante è puramente sociale. ovviamente poi l'interazione tra la dottrina karmica indù e il nirvana buddhista è molto più complessa.
Se vi è riunificazione col tutto non vi sono fantasmi Il cristanesimo lo chiama Paradiso, un luogo in cui i beati vivono lodando dio, e si badi bene non sono solo i beati ,ma il coro dei beati . essi sono una sostanza sonora che è l'armonia universale ovvero Dio ( sto proprio leggendo un libricino sull' origine dell'Universo dal suono e dell'universo stesso come suono condensato attraverso la materia) e formano attorno a Dio che è il centro un vero e prioprio mandala ( si veda Il Paradiso di Dante).
Se tu insegui gli obiettivi "da portare a termine " certamente avrai un grosso attaccamento alla vita e probabilmente ti reincarnerai fin quando non sarai pronto ad accettare di annullare la tua individualità (una cui parte ad ogni modo permane) nella totalità dell'enregia universale.
per ora "basto" poi magari aggiungerò qualche altra riflessione
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29-September-2007
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Il mio bisnonno dicono (non solo i familiari, ma anche la gente del posto ancora in vita che mi è capitato di incontrare, che l'ha conosciuto) avesse "facoltà" di guaritore, mediante le erbe soprattutto ma non solo. Dopo un incindente (anche lui evento traumatico) in guerra, dove se non ricordo male perse la vista per qualche tempo, iniziò a "parlare" con gli animali. "Sentì" a distanza dei cavalli che stavano male, se ricordo bene. In seguito "parlava" con uccelli e altri animali, nel senso che chi l'ha visto m'ha detto che facevano sostanzialmente quello che voleva lui. Ricordava interi libri a memoria, che "recitava" anche in pubblico. E mi dicono abbia predetto la data della sua morte, senza sbagliare. Purtroppo documenti che possano "provarlo" non ne ho, a parte un trafiletto di non mi ricordo cosa, in cui si parla di lui come uomo saggio, esperto di erbe curative, ecc.
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29-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: friuli venezia giulia
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La sofferenza è un mezzo di purificazione
E' proprio questo il concetto che non mi va bene (mi sa tanto di vendetta). Uno è stato una carogna in vita, bene: fai in modo che nella vita successiva faccia del bene agli altri (che si faccia un mazzo così).
Farlo soffrire che senso ha? Non eliminerebbe le sofferenze che egli fece agli altri, anzi ne genererebbe di nuove. Mi sa tanto di occhio per occhio dente per dente.
Prendiamo Gesù Cristo, ammettiamo che sia il Figlio di Dio (o parte di Dio): scende sulla Terra, si consegna ai Romani (come consegnarsi alle SS), viene torturato e, prima di morire, cosa fa? Perdona tutti.
Secondo me la questione va vista in questo modo: in un mondo pieno di violenza l'insegnamento cristiano proponeva il principio secondo cui se si controbatte alla violenza con "azioni positive" alla fine si vince anche il peggiore dei nemici (la morte - con la resurrezione-) ed in ogni caso una vita "propositiva" dà dei risultati migliori di una vita basata sul principio di sopraffazione dell'altro.
Gesù Cristo non era un vigliacco, o una "persona" con un gran senso di sopportazione, ma una persona che ha dato un insegnamento (e per darlo è giunto alle estreme conseguenze - sofferenza e morte-).
Se sulla croce Gesù avesse detto: "Papà, mi sono rotto gli zibidei: fulminali tutti" avrebbe incrementato e sancito la giustezza del modo di vivere violento dell'epoca (e infatti li ha perdonati tutti).
Insomma Gesù Cristo, aldilà del resto, aveva una testina bella dura ed era molto forte e combattivo.
Il problema è che noi (società moderna) abbiamo confuso la forza con la vigliaccheria, il combattimento non violento con l'inerzia, Gesù cristo scelse un modo di "combattere" (opporsi al male) alternativo alla violenza (compresa la logica faidistica dell'"occhio per occhio dente per dente" o del "ti faccio soffrire per espiare- "fa più male a me che a te"-) però combatteva (una sorta di Ghandi), attualmente noi (società attuale) chiudiamo un occhio su tutto e lasciamo passare tutto per vigliaccheria e quieto vivere (non certo per applicazione dell'insegnamento cristiano).
E' per il senso di combattimento (componente fondamentale delle società celtiche e germaniche) che mi sento "affine" a Gesù. Non posso concepire una vita come espiazione perchè sarebbe una vita "passiva", "rassegnata", in qualche modo "sprecata" (o "egoisticamente destinata all'espiazione").
Meglio fare e andare avanti come facevano (seppure con modalità opposte Germani e Cristiani).
Ultima Modifica di elkjaer : 29-September-2007 11:04.
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29-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: friuli venezia giulia
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"E mi dicono abbia predetto la data della sua morte".
Anche una persona che abitava a cento metri da casa mia predisse il giorno della sua morte (e ci azzeccò), non era un guaritore ma aveva capacità divinatorie.
Effettivamente ci sono dei fenomeni che sono veri ma non scientifici (scientifico = misurabile e ripetibile) e che non siamo ancora in grado di spiegare razionalmente.
Ultima Modifica di elkjaer : 29-September-2007 10:59.
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30-September-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: May 2007
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Ogni nuova vita è una nuova possibilità; il karma determina la forma, non la sostanza delle vite. Cioè in una data scala di forme a seconda del modo in cui si è liberamente deciso di condurre una vita si potrà ottenere l'illuminazione, o nella prossima ci si reincarnerà in un dato essere. La forma è condizionante e solo alcune forme danno la possibilità di una coscienza in grado di capire e avere l'illuminazione. Però tutte le forme danno la possibilità di pulire il karma e purificarsi fino a raggiungere la forma propria per l'illuminazione. ( preciso che queste sono mie personali interpretazioni)
Avendo a che fare con cuccioli di qualsiasi animale ben si percepisce l'adattamento alla forma delle essenze e lo studio che essi fanno delle possibilità offerte.
La credenza nella reincarnazione dovrebbe produrre un intrinseco rispetto per tutte le forme di vita.
La sofferenza invece non è sempre data sic e simpliciter da un destino predeterminato. Il male genera sofferenza e la sofferenza spesso si esprime a livello corporeo con deformazioni varie aquisite( infatti la sofferenza genera contratture corporee varie ,ristagni di energia e deformazioni della colonna vertebrale che generano alla lunga un totale disequilibrio nel corpo). Però uno ha la possibilità di agire rispetto alla propria sofferenza e trasformarla, come nell'esempio di Gesù da te riportato o negli innumerevoli esempi di guaritori e simili, come il bisnonno di Karl, che in seguito a forte sofferenza liberano i sensi e li acuiscono (in primis guariti essi stessi) . L'atteggiamento di subire la sofferenza è del tutto sbagliato e non esiste in nessuna religione a livello almeno teologico ( quello che poi serve per contrallare le masse ha poco a che vedere con un'autentico spirito religioso e dipende dalle manipolazioni di alcuni uomini che abusano di strategie sociali-adattive come la fiducia); subire vuol dire Non accettare e dunque porsi in contrasto, con tutte le conseguenze negative che ciò genera. Accettare invece non vuol dire subire, ma trovare la forza necessaria per comprendere e trasformare.
la sofferenza non va sottovalutata poichè essa esiste ed è la misura della non sofferenza. Ogni storia che parla di saggi ,uomini eccelsi ,o semplicemente di giovani che diventano adulti è una storia di sofferenza e di atteggiamenti rispetto ad essa .
Gesù non si oppose al male semplicemente accettò e trasformò e questa è la via che ha indicato.
Per quanto riguarda combattimenti guerrieri e simili ti consiglio di dare un' occhiata al post guerrieri e spiritualità ; per far la guerra ci vuole una preparazione spirituale e fisica adeguata e molte sofferenze. ed esibire cicatrici di guerra può dare la misura della "terribilità" del guerriero ma anche delle sue debolezze.
Ancora una nota sul difetto fisico congenito. Esso viene in alcune società inteso come segno divino, poichè è Dio che ha deciso di dare una particolarità nel fisico ad una persona senza che essa abbia colpa apparente. In teoria ciò avviene poichè quella tale persona è in grado di sostenere tale deformità o in forma di prova.(anche nelle concezioni karmiche una persona deforme è una persona che ha maggiori possibilità di pulire il proprio karma e ottenere la coscienza necessaria ad un cammino di illuminazione, questo perchè il suo "lavoro" è palesato)Qualche autore addirittura ha creduto che gli uomini del paleolitico seppellissero solo le persone in questo senso "toccate"
Milena
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30-September-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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anche nelle concezioni karmiche una persona deforme è una persona che ha maggiori possibilità di pulire il proprio karma
Milena, è proprio questo il punto su cui non saremo mai d'accordo:
una persona con dismorfismi non ha nulla da pulire, non ha niente di sporco rispetto ad una persona priva di dismorfismi.
Altrimenti è chiaro che, per la maggior parte, dei professanti tali religioni sarà legittimo discriminare i "deformi" (nota sul termine deformi: da un punto di vista medico anche il piede piatto è una deformità) perchè in fondo sono "sporchi", "hanno fatto qualcosa di male", "sono << meno bravi>> dei "non deformi".
Nel pantheon nordico ci sono divinità prive di vista (ergo: disabilità assolutamente non legata a colpe o pulizie, anzi).
Quindi mi tengo i miei culti occidentali che sono non discriminatori e si muovono in senso positivo.
Amen, ognuno si tiene il culto "che je pare".
Nota: Gesù, secondo me, non è stato "destinato" alla sofferenza per pulizia karmica ma per andare fino in fondo.
Ultima Modifica di elkjaer : 30-September-2007 12:51.
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