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Storia delle Religioni. Sezione Generica Storia delle Religioni. Nella sezione generica inserite quegli argomenti non compresi nelle eventuali sotto-sezioni.

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  #16 (permalink)  
Vecchio 06-June-2007
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Salve a tutti!
Mi intrufolo anche qui.
Ho comprato, diverso tempo fa, "La religione romana arcaica" di George Dumezil...purtroppo non ho avuto ancora il tempo materiale di leggerlo, magari quando ci riesco lo recensisco!
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  #17 (permalink)  
Vecchio 06-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Mi permetto di dissentire. A mio avviso quest'uso fu dovuto in parte al fatto che anche i Romani avevano assimilato i loro culti arcaici e più recenti da altri popoli (latini, etruschi e greci), in parte rientrava anch'esso nella loro strategia di governo: sostanzialmente essi tendevano ad inglobare (seppur gradatamente) le popolazioni nel loro sistema, concedendo la cittadinanza (il cosiddetto ius) ai popoli sottomessi dopo un certo periodo.

Io credo che la questione possa essere posta nei medesimi termini di quella dell' uso politico della religione. Un cristiano per esempio non potrebbe mai accettare altre divinità e venerarle; un animista sì, perchè egli riconoscendo la sacralità del tutto non avrà difficoltà ad accettare che anche popoli diversi da lui riconoscano determinate funzioni sacre, e a farle proprie qualora annetta politicamente o meno altre culture. Penso, per fare un esempio concreto, al caso del Giappone dove si può contemporaneamente essere quantomeno shintoisti ,buddhisti e confuciani, professandone i culti proprio perchè l'elemento religioso di base autoctono giapponese, lo Shinto appunto, ha forte connotazione animista .
Però ovviamente sono solo impressioni essendo io piuttosto ignorante nello specifico.

Ciao
Milena
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  #18 (permalink)  
Vecchio 07-June-2007
L'avatar di  fraska
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Mi inserisco anche io nella discussione...anche se non sono ferratissima sull'argomento, che però mi incuriosisce e interessa!!
Stavo riflettendo un pò....
Anche la pratica degli auspici (pratica che deriva direttamente dall'Etruria) e delle orgie possono essere indizi del carattere animista della religione romana?!
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  #19 (permalink)  
Vecchio 06-April-2008
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Ciao a tutti...

Mi inserisco nel discorso (anche se non so nulla sui Romani) per fare qualche considerazione sull'importanza della parola nel pensiero magico-religioso egizio.

Il nome era importantissimo nelle pratiche magiche: la sua conoscenza e la sua corretta pronuncia. Invocare un dio con il suo nome signifiva "costringerlo" a rispondere ed esaudire le richieste di chi lo chiamava. Conoscere il nome di un essere umano permetteva di fargli del male o del bene. Il nome era parte integrante dell'essere umano al pari della sua anima.
Nei Testi delle Piramidi vi sono vari riferimenti al potere del nome del sovrano associato agli dei. Per esempio "Se il nome di Osiride fiorisce nel nome di Abydos allora il nome di Pepi fiorirà e questa sua piramide fiorirà e questo suo edificio fiorirà per tutta l'eternità!".
Senza il nome nessuno poteva essere giudicato nell'aldilà da Osiride, non poteva iniziare una nuova vita senza che gli dei conoscessero il suo nome e dopo la nascita l'esistenza dell'uomo iniziava quando per la prima volta veniva pronunciato il nome. Il defunto doveva conoscere determinati nomi per compiere senza problemi il suo viaggio nell'aldilà, essere introdotto al cospetto di Osiride e vagare liberamente nella Duat. Nel Libro dei Morti un intero capitolo insegna al defunto il nome di tutti gli elementi della barca sulla quale doveva navigare verso l'aldilà e che era necessario pronunciare:

Luogo nel quale si lega la barca: Dimmi il mio nome.
Defunto: Signore delle due terre, abitante del tempio è il tuo nome.
Timone: Dimmi il mio nome.
Defunto: Gamba di Hapiu è il tuo nome.
e così via...

Un'altra leggenda riporta di come Iside desiderasse i poteri del dio Ra ma non potesse averli senza conoscere il suo nome. Così modellò un serpente nell'argilla e avvelenò il dio Ra per sapere il suo nome in cambio della sua opera guaritrice. Ricorda quando Mosè, sul monte Sinai, chiese il nome di Dio e questi (furbetto) gli rispose: Io sono colui che sono.

L'argomento è trattato ampiamente da Wallis Budge in Magia Egizia.
Sarebbe interessante fare una comparazione con altri popoli. Chi ne sa di più?
Ciao.
Per non dimenticare il fatto (implicito in quello che tu hai detto) che anche nei riti per il defunto e nelle preghiere per lui, pronunciare il suo nome era fondamentale per permettergli di vivere nell'aldilà.

Cancellare il nome del defunto dalle pareti, in modo da non poterlo più leggere e non permetterne il ricordo significava praticamente condannarlo alla dannazione in quanto la sua vita ultraterrena non poteva essere perpetrata con i riti terreni

Credo e spero di non aver detto eresie
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  #20 (permalink)  
Vecchio 01-August-2008
L'avatar di  (dedaloNur)
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fraska Visualizza Messaggio
Mi inserisco anche io nella discussione...anche se non sono ferratissima sull'argomento, che però mi incuriosisce e interessa!!
Stavo riflettendo un pò....
Anche la pratica degli auspici (pratica che deriva direttamente dall'Etruria) e delle orgie possono essere indizi del carattere animista della religione romana?!
Ciao a tutti:
io conosco solo una caso di ierogamia a Roma e in effetti pare che la praticassero le vestali attorno ad una pietra fallica...

i porbabili simboli e riti introdotti dall'Etruria sono molti, provo a farne un elenco:
1) il rito del pomerium ad esempio quello di Romolo e della apposizione dei confini è etrusco.
2) Romolo si convinse a edificare lì roma, quando vi vide volteggiare sopra degli avvoltoi, l'avvoltoio è un animale sacro a Erakles, introdotto a Roma secondo me pima che dai greci dagli stessi Etruschi, Erkle figlio di Uni. Erkle tra l'altro eliminò i sacrifici umani dal tevere
3) lo stesso calendario romano dovrebbe essere etrusco.
4) il passo citato da Polibio sulle superstizioni del popolo in effetti si riallaccia ad un altro passo di livio, nelquale si parla di Etruria come madre di tutte le superstizioni.
5) gli etruschi erano animisti, e gli aruspici e la disciplina etrusca furono introdotti a Roma. Gli aruspici etruschi seguivano le legioni in guerra.

Mi ricollego a questa discussione, :
[Aprile 2008] Il fenomeno della romanizzazione delle province dell impero - Pagina 9 - Archeologia Italiana Forum

per rispondere alla tua osservazioni io credo che il peso della tradizione etrusca su quella romana sia sia fatto sentire.
D'altronde dobbiamo anche riflettere che se i Romani come traspare dal mito erano sabini, erano animisti anche per questo tipo di ascendenza.

Ad esempio una divinità prettamente animista dei sabini era Pomona, la dea dei frutti, con la quale c'era appunto un rapporto do ut des.

poi la tradizione animista etrusca (molto più elaborata) presumibilmente si sovrappose e amalgamò a quella sabina, dandoci quella romana.
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