 |  |  |  | | Storia dell'Arte. Forum Generico In questa sezione confluiscono le discussioni di storia dell'arte che non possono essere comprese nelle categorie sottostanti |  | 
22-January-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Jan 2010 | | pittura e scultura Buongiorno a tutti,
ho creato questo thread perché c'è un aspetto della storia dell'arte che mi ha sempre un po' incuriosito ma che non riesco a spiegarmi.
In breve, pensando all'arte dall'inizio del 1400 alla fine del 1800 sono sempre rimasto colpito dalla presenza di tantissime grandi figure di pittori e molte meno di scultori.
In alcuni contesti storico/geografici ci sono anche diversi importanti scultori (per esempio il rinascimento fiorentino, il barocco romano, il neoclassicismo), in moltissimi altri il panorama è imbarazzante.
Per esempio, nel periodo storico che ho indicato prima ogni paese europeo ha avuto i suoi grandi pittori (chi in un periodo chi in un altro), mentre di grandi scultori faccio fatica a farmene venire in mente (a parte quelli fiorentini del rinascimento e gente come Bernini, Canova o Rodin).
Io non sono un grande esperto a riguardo, però mi chiedo quale sia il motivo.
Forse perché molti contesti la scultura è stata meno praticata della pittura?
Forse perché ha effettivamente prodotto opere di qualità inferiore?
O per altre ragioni?
grazie | 
22-January-2010
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Bella domanda, arf!
Non credo che si possa parlare di diversa qualità, ma piuttosto di diverse modalità di esecuzione, di diversi intenti, di diverse possibilità di uso. La scultura è tendenzialmente (sto buttando giù le idee come vengono) monumentale, la pittura piuttosto narrativa, almeno nell'ambito cui arf ha accennato. Nell'ambito gotico ad esempio, ma anche in quello barocco d'oltralpe (visto dall'Italia  ) pittura e scultura talvolta si incontrano con gruppiu scultorei lignei dipinti che hanno una funzione decisamente narrativa, quasi quadri tridimensionali. Ho in mente ad esempio un'Ultima Cena nella Cattedrale di Friburgo in Brisgovia
Sino all'800 la pittura, o meglio le arti figurative, avevano raramente un valore in sé, ma servivano a illustrare, celebrare, insegnare, glorificare ecc.
Le sculture abbisognano di uno spazio apposito, le pitture possono ben più facilmente adeguarsi a spazi esistenti. L'efficacia narrativa di una pittura, o di una serie di pitture, è certamente maggiore o quanto meno più immediata e inoltre non vanno dimenticati i costi, sia materiali che in tempo e fatica. | 
22-January-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Jan 2010 | | Quindi mi pare di capire che evidentemente la seconda delle mie ipotesi è quella più veritiera, nel senso che la scultura ha trovato ostacoli maggiori per varie cause, fra cui anche la sua "monumentalità".
Per quanto riguarda discorso del valore artistico inferiore, pensavo a contesti come ad esempio le Fiandre nel 1400: un buon numero di pittori innovatori (Van Eyck etc...) e importanti per lo sviluppo dell'arte occidentale e neanche uno scultore. Probabilmente c'erano anche tanti scultori molto bravi, ma magari erano ancorati a stilemi gotici triti e ritriti.
Cose analoghe immagino siano capitate per esempio nella Spagna o nell'Olanda del 600 oppure nella Francia di fine 800: tanti pittori molto ardimentosi e tanti scultori molto tradizionalisti.
Se però il mio discordo è valido (e non so se è valido), c'è da chiedersi come mai i pittori sono stati in generale più ardimentosi degli scultori... | 
22-January-2010
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Credo che uno dei motivi stia proprio nella "monumentalità" delle opere scultoree, nella loro "unicità". I committenti di opere pittoriche potevano permettersi anche di "rischiare" di più che non i committenti di sculture. Non bisogna però fermarsi alle grandi opere di scultura, proprio il rinascimento italiano è ricco di piccole sculture in bronzo spesso di alto valore artistico. Quanto alla scultura d'oltr'Alpe gli schemi gotici o goticheggianti persistono certamente più a lungo che non nella pittura oltre tutto più "trasportabile", anche come copia a stampa in forma di incisione, inoltre l'influsso delle sculture classiche ritrovate o riscoperte è certamente meno immediato che in Italia e questo vale anche per il materiale, in Italia dal Rinascimento in poi marmo e bronzo, oltralpe (ma anche nell'area alpina) ancora per molto tempo legno in policromia.
Anche quando l'arte trova posto nelle case di una borghesia agiata (a cominciare dai Pasi Bassi) è certamente più facile appendere alle pareti quadri che non sistemare sculture! Se mi regalassero la Gioconda un angolino lo troverei, ma col David avrei davvero problemi! ;-)
Ricordo però che vi fu un tempo una discussione sulla superiorità della pittura o della scultura, ritenuta superiore in quanto tridimensionale. I pittori risolsero talvolta il problemo dipingendo figure "tridimensionali" in quanto il lato nascosto era riflesso in uno specchio e avvicinandosi così alla scultura. (Non vorrei sbagliare, devo averlo letto in un volume su Caravaggio, devo guardare un po' se lo ritrovo). Proprio oggi leggevo in uno studio contenuto nel catalogo di una mostra dei Simbolisti belgi che al contrario nella casa di un collezionista austriaco le sculture erano poste tra specchi in maniera di rendere visibili su tutti i lati.
Il discorso è certo ampio e interessante e mi farebbe piacere che vi partecipasse qualcuno di più qualificato di me. | 
24-January-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Jan 2010 | | Giusto per completezza, ni sono un po' messo a riguardare il mio libro di storia dell'arte del liceo, Piero Adorno - L'arte italiana (libro che non mi è mai piaciuto molto, ma questa è un'altra storia), di cui riporto alcuni estratti: Il rinascimento artistico fiammingo non è visibile nell'architettura [..] Nè è visibile nella scultura, malgrado i notevoli esempi di oreficeria e di altari riccamente intagliati. Nella Spagna seicentesca, dominata ancora dallo stile controriformista, non è l'architettura, legata a uno stile severo e classicheggiante, o la scultura, in ritardo sulle altre scuole europee, ma la pittura ad esprimere alcuni grandi artisti. La concezione che si sviluppa nella parte cattolica dei Paesi Bassi raggiunge il massimo livello - più che in architettura (nella quale si riprendono, ornandoli, motivi tradizionali), e in scultura (nella quale ci si attiene piuttosto a elementi classicheggianti) - in pittura, soprattutto ad opera di Rubens. Nell'Olanda protestante [...] mentre la scultura è poco seguita (la religione protestante avversa le immagini sacre), è nella pittura che si hanno i massimi risultati. Per decorare questi edifici sacri e profani [sta parlando dell'architettura Rococò] lavorano intensamente gli scultori, i quali, tuttavia, non riescono a raggiungere il livello qualitativo dei contemporanei pittori.
[...]
Meno interessanti, rispetto agli architetti contemporanei, sono gli scultori che operano a Roma riprendendo la tradizione del Bernini e dell'Algardi, senza raggiungere, quasi mai, grandi valori espressivi. Assai scarsi sono i risultati artistici [del romanticismo] nel campo della scultura, non soltanto in Italia ma anche fuori. Neppure in scultura, come già abbiamo notato per l'architettura, la seconda metà dell'Ottocento trova una sua via adeguata ad esprimere i grandi mutamenti culturali dell'epoca.
I giudizi sembrano abbastanza impietosi.
In molti contesti la scultura (e anche l'architettura, ma è un altro paio di maniche) non si è saputa esprimere a dovere, ha avuto una marcia in meno rispetto alla pittura..
P.S. grazie dceg! Speriamo anche altri intervengano... | 
24-January-2010
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Non posso che concordare. Pensa, tanto per fare un esempio all'espressionismo, molti nomi in pittura, una rivoluzione per certi versi, ma in scultura? Il primo scultore moderno è forse Rodin. Contemporaneo agli impressionisti è in Francia Bartholdi ( Auguste Bartholdi - Wikipedia) - Ho visitato di recente il museo a lui dedicato a Colmar, non vi ho visto nulla di innovativo, esaltazione patriottica, trionfalismo et similia, anche nelle opere pittoriche. 
Qualcosa cambia con il liberty, dove però anche nella scultura l'elemento decorativo tende a prevalere. Tanto per fare un esempio di "scultura" contemporanea, qualche immagine dal museo Tinguely di Basilea: 
Ultima Modifica di dceg : 24-January-2010 12:42.
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