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Storia dell'Arte. Forum Generico In questa sezione confluiscono le discussioni di storia dell'arte che non possono essere comprese nelle categorie sottostanti

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Vecchio 21-September-2009
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Predefinito La serenissima repubblica nel 1500

Mentre va avanti la discussione sul Gotico sul forum di AI, volevo provare ad aprire una discussione di più ampio respiro che possa comprendere aspetti storici, culturali e artistici a tutto tondo anche sul forum di storia. In particolare l'argomento che suggerisco è Venezia nel secolo di passaggio tra il rinascimento maturo e il manierismo, sia per l'amore che provo per questa città che non si può mai dire di conoscere veramente, sia perchè è il secolo di Palladio, uno dei progettisti più interessanti di sempre.
Ovviamente spero che anche altri abbiano voglia di contribuire con aspetti di ogni tipo

Al link seguente si può leggere una breve cronologia che può dare qualche spunto per inquadrare la situazione nel periodo trattato:

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Vecchio 21-September-2009
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è il secolo di Palladio, uno dei progettisti più interessanti di sempre.
Proprio in questi giorni sto leggendo, tra l'altro, un volume sul Palladio e le sue opere. Paolo Mayrton, Manfred Wundram, Thomas Pape -Palladio, Sämtliche Werke (tutte le opere), Taschen, Köln, 2009. Geniale architetto che fa culminare il Rinascimento aprendo la strada al Barocco!
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Vecchio 23-September-2009
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Palladio è un grandissimo artista. Io cito spesso Zevi (come si fa a non citarlo quando si parla di storia dell'architettura?) e credo che le sue parole siano le più chiare per descriverlo: "2 preconcetti hanno offuscato, per secoli, la comprensione dell'arte di Palladio (1508-1580): da un lato, il classicismo entro il quale la si voleva ibernare; dall'altro, un vago pittoricismo alla Paolo Veronese che serviva a mitizzarla come narcosi idillica, consolatoria, esportabile nel mondo [...] sembrava immune da angosce manieristiche. Rivela invece lacerazioni e strazi [...] è l'unica grande figura del secolo a dedicarsi esclusivamente all'architettura. Mentre altri maestri coevi sfogano sentimenti e risentimenti in pittura e scultura, mantenendo gli edifici in un ambito più ordinato e composto, Palladio esplicita i suoi affanni solo nella scrittura architettonica, nell'alterarne gli equlibri tradizionali, le proporzioni, i rapporti prospettici".

Spendo due parole anche per inquadrare geograficamente la Serenissima repubblica: nel '500 Venezia raggiunge l'apice del suo potere economico, diventando un centro di scambi con l'Oriente, il nord Europa e il nord Africa; a breve le nuove rotte e l'influenza sempre maggiore di inglesi e olandesi ne segneranno il rapido declino. Il rinascimento è anche il momento in cui inizia a fortificarsi sulla terraferma, per controllare le vie di comunicazione come lungo l'Adige e l'Adda, le vie verso l'Austra, verso la vicina e spesso rivale Milano, a sud verso le terre del Papa e la Toscana. Tra le città che controlla ci sono Bergamo all'estremo ovest, Verona, Padova, Vicenza, Treviso, tutti centri culturali interessanti e spesso caratterizzati da una certa autonomia di pensiero. Venezia raggiunge i 183.000 abitanti e si lancia in una serie di grandi opere, sulle isole e nei centri sottoposti al proprio potere. In questa serie di cantieri, in questo fermento culturale, si formano alcuni dei più grandi artisti dell'epoca. Un'esperienza importantissima delle tante trasformazioni rinascimentali del territorio è quella delle ville: tra il vicentino e il padovano si edficano 257 ville, 31 delle quali a opera di Palladio.
Molto interessante è un atteggiamento tipico della città lagunare, ovvero la tendenza, seguendo un ideale di "concordia", a evitare ogni conflittaulità nella veduta di insieme della città e ogni sconvolgimento architettonico; per scongiurarli Venezia attua un allontanamento sistematico delle figure artistiche di maggior rilievo. Gli unici a salvarsi sono Palladio e, in seguito, Longhena.
Il territorio della serenissima è uno dei più urbanizzati, Venezia si estende su 600 ettari alla fine del medioevo e cresce ancora in seguito con l'estenzione abitativa a San Giorgio e alla Giudecca, anche Padova e Verona crescono fino, rispettivamente, a 450 e 380 ettari.
Alla grande frammentazione dell'Italia del '400 si sostituisce, nel '500 l'ascesa di pochi poli principali come Firenze, Milano, Venezia, Genova, Roma, Napoli e Palermo, mentre le altre città scompaiono progressivamente dala scena politica e in generale l'Italia tutta acquista un ruolo sempre più marginale nello scacchiere politco internazionale.
Questa carta mostra la situazione dell'Italia centrosettentrionale nel 1492
ITALIA NEL 1492 - CARTINA
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Vecchio 25-September-2009
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Il ‘500 si inaugura con l’elezione di Leonardo Loredan, il 2 ottobre 1501. Primo doge di questa famiglia, viene eletto a sorpresa alla sesta votazione del primo scrutinio con il minimo dei voti (purtroppo non so molto sul “sistema elettorale”, se qualcuno volesse spiegarlo gliene sarei grato).
Questo dipinto del Bellini, mostra Loredan nel 1501:
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...oge.600pix.jpg

I Loredan erano una delle famiglie “nuove” di Venezia, messe in luce dalla grande abilità commerciale e dalle ricchezze così acquisite. All’illustre tradizione e agli antenati degni di nota (tracui l'ammiraglio Pietro Loredan), Leonardo affianca, a sottolineare la grandezza ormai ottenuta dalla famiglia, la costruzione di una casa sul Canal Grande nel sestiere di Cannaregio nel 1481 finanziata dal futuro doge, ma, credo, voluta da Andrea Loredan.
L’opera è di Mauro Codussi (seguo l'attribuzione credo ormai ritenuta valida, anche se non ci sono documenti che l'assicurino).
Il Codussi, originario di Lenna in provincia di Bergamo, nasce nel 1440, la sua formazione ricorda più quella degli architetti di oltralpe che di quelli italiani. Già da giovane è a Rimini dove lavora come tagliapietre e muratore, ed è suggestivo che si sia formato nella città dove, proprio in quegli anni, l’Alberti si sta inventando il rinascimento. In seguito, una volta a Venezia, si mette in luce come capomastro della manodopera proveniente dal bergamasco, tra cui i suoi conterranei della val Brembana e, in seguito, come architetto. La centralità della sua figura per il rinascimento veneziano è riconosciuta, forse per primo, dal figlio del Sansovino, che scrive: “i principalissimi di tutti i palazzi del Canal Grande sono quattro […] cioè il Loredano a San Marcuola, il Grimano a San Luca, il Delfino a San Salvadore e il Cornaro a San Maurizio. […] Il Lordano adunque, di gran corpo e di grande altezza, e anteriore in tempo a tutti gli altri, e quasi posto in Isola, è molto nobile, perciochè oltre alla copia delle stanze di dentro, ha la faccia coperta di marmi grechi, con grandi finestroni tutti colonnati alla corinthia …”. Le sue grandi innovazioni sono quindi quella di aver introdotto l’uso dei marmi greci e della pietra d’Istria sulle facciate, e, soprattutto, quella di aver inaugurato la stagione dei grandi edifici privati simbolo del potere familiare, fino all’epoca ignoti nel panorama veneziano.
Ecco l'edificio:
http://www.nysid.net/entranceexhibition/vendramin.jpg

Il capolavoro che è ca’ Loredan (ora più nota come ca’ Vendramin dal nome degli ultimi proprietari, o, forse, più nota ancora come sede del casinò di Venezia) mostra molti elementi del rinascimento, a partire dalla marcata separazione dai piani, con un’esaltazione dei piani nobili, nei quali è ricercata un’elegante simmetria dei pieni e dei vuoti della facciata, la pianta tradizionale originale viene turbata dall’ampliamento eseguito a opera dello Scamozzi nel 1614 per volere dei Calergi, nuovi proprietari dell’edificio. Gli interni erano affrescati con eleganza dal Giorgione, purtroppo ormai non restano tracce di questi, coperti da stucchi nel corso del tempo.
A palazzo Corner-Spinelli (1480-1490) inserisce anche il bugnato.
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...r_Spinelli.jpg

Opera commissionata dalla famiglia Lando, poi acquisita dai Corner che ne modificano nel '500 l'interno su progetto di Sanmicheli.
Alcuni ritengono di poter vedere i modelli del rinascimento toscano nella sua opera, in conflitto con l’altro grande dell’epoca Pietro Lombardo. Io in realtà ritengo che l’architettura si allontani molto dai contemporanei progetti rinascimentali, mostrando una certa peculiarità e un riflesso ancora chiaro della tradizione tardo gotica. Le uniche somiglianze sono eventualmente nella scelta di distribuzioni simmetriche e, al limite, nell’introduzione del bugnato, che però non usa sistematicamente. Inoltre la formazione culturale dell’artista lo tiene lontano da quelle che sono le motivazioni ideologiche del rinascimento. Questa indipendenza culturale lo mantiene indipendente anche nelle scelte, e la chiesa di san Zaccaria è un esempio. Tutta la struttura è alleggerita (e al tempo stesso caricata) visivamente con un ricorso alle linee curve, a archetti, bifore su colonnine di gusto medievale, rosoni ciechi.
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...S.Zaccaria.jpg

Le scelte sono molto libere, manca anche quella ricorrenza totale alle proporzioni geometriche e ai rapporti semplici, non meno che nell’opera di Lombardo. Santa Maria dei Miracoli è un suo progetto che rende chiaro secondo me questo fatto:
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...ble_church.jpg

L’architettura si consuma sugli strascichi del gotico veneziano, e alla cultura dominante non interessa colmare il gap culturale che inizia a separarla da città come Firenze e Roma, si accontenta dell’eleganza dello stile ornato e minuzioso dei due artisti che meglio si sposa con quella che è l’aspetto della città (ancora la concordia, ancora il rifiuto della rottura e dell’individualismo). Fino all’elezione a proto della repubblica di Sansovino mancherà una cosciente introduzione del nuovo stile.
Posto anche questo articolo che affronta l'architettura di Codussi e la costruzione del palazzo Loredan, entrambi, come detto, interessanti punti di svolta per l'architettura lagunare. Premetto che non l'ho ancora letto interamente, ma, per quel che può valere, non condivido in pieno alcune delle affermazioni:
http://www.cisapalladio.org/annali/p...o_Martinis.pdf

Discorso diverso è in pittura dove i Bellini, soprattutto Giovanni, mostrano un eleganza e una maestria capace di competere con le novità del centro Italia, ma questo non è il mio campo e mi rimetto a chi ne sa di più.
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