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| Storia del Pensiero. Bibliografia. Suggerimenti bibliografici Spunti, consigli e suggerimenti bibliografici su temi legati alla storia del pensiero |
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04-June-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Libri di storiografia
Salve a tutti!
Sono alla ricerca di libri dedicati alla storiografia intesa come concetto in generale da applicare allo studio della Storia. In altre parole, cerco libri che spieghino il COME si divulga la Storia, il COME si fa ricerca storica, il COME si scrivono saggi storici, il COME ci si approccia allo studio di un determinato aspetto o evento della Storia.
Grazie!
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06-June-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Ciao Mario. Credo di poterti consigliare: Fernand Braudel, "Scritti sulla Storia", Saggi Bompiani, 2001. Il libro raccoglie alcuni saggi del grande storico francese, comprendenti sia gli aspetti "epistemologici" della storia e della sotiografia, sia alcuni esempi pratici di pratica storiografica, esemplificati da due saggi su "I prezzi in Europa dal 1450 al 1750" e su Carlo V e Filippo II.
Pur trattandosi di testi non nuovissimi (l'edizione originale francese risale al 1969) ho trovato il libro abbastanza illuminante.
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06-June-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Ciao astracedi,
grazie del consiglio. Vedi, pur studiando storia, il cdl che frequento non dà la minima base di come si dovrebbe svolgere quello che dovrebbe essere il lavoro futuro degli studenti (storici, ricercatori, scrittori, divulgatori, saggisti e quant'altro), donde la mia richiesta di libri su tali aspetti, che ho elencato nel primo post del topic.
Non so quanto possa essere idoneo alla mia richiesta, ma ho trovato anche "La passione e la ragione. Il mestiere dello storico contemporaneo" di Giovanni De Luna, edizioni Bruno Mondadori.
Questo volume ridefinisce i caratteri e il mestiere dello storico. Gli storici pongono al passato le domande che scaturiscono dal bisogno di conoscere il presente; alimentano la narrazione con i materiali e i documenti che la contemporaneità ha messo a disposizione della ricerca storica (i documenti scritti, ma anche quelli iconografici e tutta la straripante mole della documentazione prodotta dai mezzi di comunicazione di massa, il cinema, la radio, la televisione, la fotografia, Internet ecc.); interagiscono con i cambiamenti che hanno investito la scuola e l'Università sul piano metodologico e didattico, cogliendo le opportunità racchiuse nei nuovi strumenti di trasmissione del sapere storico.
Sembra buono, ma non sono abituato a comprare libri su internet senza un'adeguata ricerca.
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30-June-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Il libro di De Luna è a mio avviso ottimo, ma sono certamente di parte. E altrettanto è Angelo d'Orsi, Alla ricerca della storia. Teoria, metodo e storiografia, Paravia Scriptorium. Questo attualmente non lo trovi se non in biblioteca. Però c'è Angelo d'Orsi, Piccolo manuale di storiografia, Bruno Mondadori.
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21-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Grazie Karl. Però vorrei anche capire cosa intendi per "essere di parte" riguardo il libro del De Luna. Credevo che nel fare ricerca storica non si cadesse nelle trappole della fede politica. Sì, chi dà ai propri libri uno stampo influenzato dall'essere marxisti, liberali, ecc., c'è, ma presupponevo che la ricerca storica si facesse immuni dalle proprie fedi politiche. Inevitabilmente il testo ne risente, ma non credevo ne risentisse anche la ricerca storica. D'altronde è anche vero che ho molto da imparare
Comunque, tornando in-topic, spulciando tra i corsi universitari che offrono materie di ricerca storica, si possono trovare validi esempi di bibliografia sull'argomento:
Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, Einaudi, 1998
Federico Chabod, Lezioni di metodo storico, Laterza, 2006
Pomian Krzysztof, Che cos'è la storia, Mondadori Bruno, 2001
Eric Voegelin, Che cos'è la storia?, Medusa, 2007
J. Topolski, Metodologia della ricerca storica, Il Mulino, 1975
Henri Marrou, La conoscenza storia, Il Mulino, 1997
Giuseppe Galasso, Nient'altro che storia. Saggi di teoria e metodologia della storia, Il Mulino, 2000
Nei prossimi giorni vedrò di cercarne altri, così da formare una bibliografia utile e poter discutere dei singoli libri.
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21-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Jerzy Topolski, La storiografia contemporanea, Editori Riuniti, 1981
Jacques Le Goff - Pierre Nora, Fare storia. Temi e metodi della nuova storiografia, Einaudi, 1982
Raymond Aron, Lezioni sulla storia, Il Mulino, 1997
Isabella Zanni Rosiello, Andare in archivio, Il Mulino, 1996
Isabella Zanni Rosiello, Archivi e memoria storica, Il Mulino, 1987
Giuseppe Cacciatore, La lancia di Odino. Teorie e metodi della scienza storica tra Ottocento e Novecento, Guerini, 1994
Francesco Barbagallo, Italia contemporanea. Storiografia e metodi di ricerca, Carocci, 2002
E quelli già citati nel topic:
Fernand Braudel, Scritti sulla storia, Bompiani, 2001
Giovanni De Luna, La passione e la ragione. Il mestiere dello storico contemporaneo, Bruno Mondadori, 2004
Angelo D'Orsi, Alla ricerca della storia. Teoria, metodo e storiografia, Paravia Scriptorium, 1999
Angelo D'Orsi, Piccolo manuale di storiografia, Bruno Mondadori, 2002
Ultima Modifica di Mario : 21-July-2008 16:04.
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26-July-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Di parte nel senso che ho studiato a Torino per cui, anche se non ho dato esami con loro, "conosco" sia De Luna che d'Orsi. Di parte anche perchè mi trovo particolarmente in sintonia, e dal punto di vista storiografico, e da quello "politico-culturale". In sintonia ovviamente non significa essere sempre d'accorso e su tutto.
In che senso il testo ne risente, ma non pensavi ne risentisse anche la ricerca storica? La ricerca ne risente, ma non solo in campo storiografico, anche nel campo della fisica per dire... Tuttavia nella fisica è magari più facile "confutare", nella storia o in altre discipline affini potrebbe essere in parte più difficile dimostrare la fallacia di certe interpretazioni. In parte però, e non per tutte (non so, tesi negazioniste ad esempio sono agilmente smontabili, ma questa non è neanche ricerca storica, è spazzatura...). Dobbiamo però intenderci sul senso da dare al "ne risente". Può infatti risentirne anche positivamente, e non solo negativamente. Proprio De Luna parla infatti di passione e ragione... Il problema è quando la "fede" politica influisce troppo, e distorce, falsifica, mistifica, ideologizza, ecc. (se ne può poi essere consapevoli, se in malafede, o meno). In tal caso dovrebbe soccorrerci proprio il metodo storiografico, di modo che in una ricerca, prima ancora di andarne a criticare le interpretazioni e le conclusioni, si possa verificare se si è seguito un certo metodo, accettabile, rigoroso, "scientifico", oppure no.
C'è poi un'altra questione, quasi sempre ignorata nel dibattito "politico-culturale" perchè fa più comodo lanciare anatemi ed accusare gli altri di quello che in realtà si è (cioè "credenti". Alla faccia della morte delle ideologie a mio avviso la maggior parte delle persone è invischiata nella più pericolosa delle ideologie dominanti, la superficialità, l'ignoranza, la moda. E non mi riferisco all'ignoranza derivante dal non avere i mezzi per studiare o che so io, ma a quella che deriva dal non avere semplicemente voglia di approfondire e di conoscere sul serio. Da qui la "credenza", l'"ideologia". Non so, per rifarsi a temi attuali, il nucleare. Tutti ne parlano, tutti si schierano, ma in base a cosa? La maggior parte, politici compresi e anzi loro sopra tutti, in base a visioni ideologiche e superficiali. Troppo costerebbe informarsi sul serio, e allora tanto vale aderire all'ultima "moda"...). E cioè il fatto che non sempre la "fede" è "fede", ed è acritica e aprioristica, ortodossa. Non so ad esempio, c'è chi dà un certo indirizzo alla propria ricerca perchè "marxista", per stare al tuo esempio; ma c'è anche chi fa il percorso esattamente opposto, e cioè arriva al "marxismo" (io lo virgoletto sempre perchè a me il termine non piace, perchè andrebbe al plurale, e perchè molto spesso si riferisce a orientamenti che con Marx poco hanno a che fare, specialmente se insopportabilmente ortodossi e dogmatici) proprio in seguito ai risultati della propria ricerca...
Del resto poi le cose non sono sempre così facili. Uno storico di cui non condividiamo la posizione politica, se segue un metodo rigoroso, può produrre risultati validi quanto quelli che potrebbe produrre un matematico di questa o di quell'altra fede politica. E non è poi sempre così facile inquadrare le persone e gli studiosi... Non so, potremmo dire Bloch=marxista; Marrou=cattolico; Galasso=liberale; Aron=liberalconservatore; e via discorrendo. E tuttavia quest'ultimo per esempio, passa da posizioni di sinistra in gioventù al gollismo, e nonostante ciò tiene corsi su Marx di cui è studioso, ma odia - come molti tra i "marxologi", anche di sinistra - il marxismo...
Comunque, per il come si fa storia alla fine i testi di metodologia servono certo, come base, ma credo lo si impari solo facendolo, e nel tempo, un po' come tutte le cose. Il che in questo caso significa anche, certamente, masticare e metabolizzare un sacco di libri oltre che di fonti di prima mano. Un primo passo sarà sicuramente la tesi quando dovrai metterci mano 
Ultima Modifica di Karl : 26-July-2008 04:41.
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26-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Ciao Karl,
grazie per la risposta. Naturalmente, lo chiarisco, io non volevo accusare nessuno, la mia era solo una domanda alla tua affermazione, non sapendo che tu avessi conosciuto De Luna. Pensavo, infatti, ti riferissi a questioni prettamente politiche.
Io non accuso nessuno perchè comunque ritengo che bene o male ogni storico, a prescindere dalla propria "fede" e dalle proprie idee, dà un contributo a ciò che studia e diffonde, anche se visto da una certa angolatura. E se voglio saperne di più, compro il lavoro di un altro storico sullo stesso argomento, visto da angolatura diversa, e così riesco a farmi un buon quadro d'insieme. Poi potrò essere d'accordo o meno su uno dei lavori, ma almeno avrò costruito una buona base per potermi permettere di "giudicare" (tra virgolette  )
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27-July-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Esattamente, sì. Credo sia l'unico modo per mantenere una certa indipendenza di giudizio. Poi sai, può essere che magari due tesi che apparentemente si escludono, in realtà per te siano complementari (e già esprimere e motivare quella che per te è una complementarietà sarebbe un nuovo apporto alla ricerca). Non dico necessariamente che tout se tien e vada bene tutto e il contrario di tutto, perchè a un certo punto secondo me, sempre se possibile, ci vuole il coraggio della scelta; però neanche amo quell'atteggiamento per il quale se la tal cosa l'ha detta tizio, che non ci piace, allora non va bene al di là di quel che dice, al di là del merito. Del resto a chi non è mai capitato di leggere qualche cosa che condivide in pieno e che giudica positivamente, ma che tuttavia nelle intenzioni dell'autore è portata come esempio negativo? E chi ci impedisce di riprendere quell'analisi ma stravolgerla nel giudizio? E perchè mai dovremmo farlo? Solo perchè chi l'ha scritta non ci piace?
P.S. Sì sì, lo avevo capito che non era tua intenzione accusare nessuno, nè come accusa io l'ho intesa. Mi riferivo infatti al dibattito pubblico, che ahimè... è quel che è 
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