Elezioni in Russia. Putin saldamente al potere
Si sono tenute le elezioni in Russia come saprete, e il partito di Putin, Russia Unita ha ottenuto un pleibiscitario 64% dei voti, e quasi i 2/3 dei seggi in Parlamento (i due terzi dei seggi consentono modifiche unilaterali alla carta costituzionale). Nonostante le richieste da parte degli organismi internazionali, e delle forze di opposizione, che hanno preceduto le consultazioni, il presidente Putin non ha rinunciato a guidare direttamente in prima persona la lista di Russia Unita, prendendo quindi parte attiva alle politiche.
I commenti dell'OSCE e del Consiglio d'Europa sono di netta critica e contrasto delle procedure e dei modi che hanno scandito la campagna elettorale, nettamente a senso unico sia per gli abusi amministrativi riscontrati, che per la copertura mediatica "fortemente sbilanciata a favore del partito al potere", oltre agli effetti di una legge elettorale "i cui effetti complessivi hanno compromesso il pluralismo".
Denunce di brogli sono venute da diverse forze di opposizione, tra queste i comunisti di Zuganov (seconda forza rappresentata in parlamento con il 11.6% dei voti); Kasparov, noto per essere stato più volte campione mondiale di scacchi, militante della formazione politica l'Altra Russia, arrestato pochi giorni prima della vigilia del voto per una manifestazione politica, ha parlato apertamente dell'inizio di una dittatura.
E' inquietante il 98% dei voti ricevuti da Russia Unita in Cecenia e Inguscezia (come segnalato da Repubblica), dove gli osservatori occidentali avevano e hanno difficile accesso.
E' una nuova Russia quella che si sta presentando agli occhi degli occidentali?
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