 |
 |
 |
 |
| Storia Contemporanea. Sezione Generica La storia dal Congresso di Vienna ai giorni nostri. Indicativamente dal XIX secolo ai giorni nostri. Nella sezione generica inserite quegli argomenti non compresi nelle eventuali sotto-sezioni. |
 |

21-June-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
Aldo Moro
Il 2008 è il trentennale di quei 55 giorni, cosa ne pensate?
__________________
Marco
|

22-June-2008
|
 |
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
A onor del vero mi sono documentata poco sulla vicenda, ma a me le cose non sembrano poi tanto così cambiate da allora.... nel senso che in Italia la giustizia è qualcosa di molto, molto aleatorio. Non so cosa se negli altri paesi sia meglio o peggio, ma a me interessa il mio, e qui non vedo quello che tanti sbandierano: la democrazia (quella vera, non quella spacciata per tale). Ed in un paese democratico e dove ci sia giustizia le persone non vengono rapite tanto facilmente, chi commette reato viene punito e in tempi brevi ecc. ecc. Forse la situazione è relativamente più tranquilla rispetto a quel periodo, ma sebbene sotto altre vesti ed in altri modi l'andamento delle cose è rimasto più o meno lo stesso. Poi forse sono io che ormai sono sulla via del pessimismo cosmico... 
|

22-June-2008
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Io quegli anni li ho vissuti da adulto a Torino e ricordo ancora l'atmosfera di sgomento, di insicurezza, l'aria di tragedia che si respirava. Un anno dopo ho lasciato l'Italia (non vi è un nesso, direttamente, ma...)
|

06-July-2008
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Quote:
leda
...a me le cose non sembrano poi tanto così cambiate da allora....
|
No, Leda, non concordo... Io nel 1978 avevo solo 12 anni e vivevo un'infanzia abbastanza felice, eppure mi ricordo distintamente di come nell'aria ci fosse una tensione ed una paura diffusa e palpabile, un generale senso di insicurezza e sospetto, che ai nostri giorni, pur nello sbandierato "problema sicurezza", è difficilmente comprensibile.
Non mi riferisco solo all'episodio di Moro, che comunque ebbe un impatto fortissimo su tutti; io forse, ancora bambino, vissi l'attentato, la prigionia e la successiva morte di Morte in modo un po' distaccato, ma sentivo comunque la generale tensione di quegli anni. Mi colpiva di più il quotidiano bollettino di guerra degli scontri di piazza, dei "gambizzati", delle sparatorie quotidiane; e mi colpì soprattutto il precedente attentato al treno Italicus (1974) e la successiva strage della stazione di Bologna, tanto che la mia famiglia era sempre un poco timorosa a muoversi in treno (nonostante che, con mio padre ferroviere, avessimo i biglietti gratuiti).
L'odio che contrapponeva attivisti di destra e di sinistra si espandeva e toccava chi si manteneva al centro (i democristiani erano ovviamente odiati da entrambe la parti) ed anche a chi si voleva mantenere estraneo alla politica: e furono molti quelli che, pur in un'atmosfera di diffusa e capillare militanza e interesse politico, negli anni di piombo si allontanarono dagli interessi politici, votando (DC, soprattutto) più per abitudine che per convinzione.
Io vivevo ad Ancona, città "di provincia", lontana dalle convulsioni delle grandi città e rispetto a queste molto più tranquille, e vengo, inoltre da una famiglia piccolo borghese (come si diceva allora) che da certe brutture cercava di tenermi un po' "lontano". Eppure ricordo bene la bomba davanti alla sede della DC (e ve ne furono più di una) e le gambizzazioni su giovani anconetani (o ad opera di giovani) che oggi sono rispettabili politici di entrambe le parti, e le cariche delle polizia, le risse, le occupazioni, l'eroina. La sera era come se ci fosse il coprifuoco e nessuno usciva di casa, anche d'estate.
Due anni dopo l'attentato di via Fani, nel 1980, avevo 14 anni: rispetto agli adolescenti di adesso, trent'anni fa un quattordicenne (ed io in particolare) era ancora un bambino. Assistetti alla prima assemblea d'Istituto all'Istituto Tecnico Industriale, e pur sapendo cosa mi aspettava, rimasi scioccato. Mentre la massa degli studenti se nel stava silenziosa in mezzo – ed io, "burba" del 1° anno, tra questi – gli studenti dell'ultimo anno si erano divisi su fronti letteralmente contrapposti ai due lati della sala: fascisti contro comunisti. L'intera assemblea (democratizzazione scolastica frutto del '68) non fu altro che uno scambio ininterrotto di urla e di insulti tra le due parti, arrivando più volte quasi alle vie di fatto, mentre il preside sedeva ammutolito, assolutamente incapace ed impossibilitato a controllare la situazione.
L'anno dopo tutto questo era improvvisamente finito: erano cominciati i superficiali anni '80 della "Milano da bere". Un periodo culturalmente spento, che è stato un preambolo all'ottundimento politico degli scorsi anni, ma che è stato visto come un autentico sollievo per un'intera generazione.
|

06-July-2008
|
 |
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Non mi riferivo nel post all'atmosfera del tempo e alle risse e scontri del periodo. Certamente le cose da quel punto di vista sono migliorate, ma la giustizia è rimasta quella di allora: incapace di operare, incapace di fare giustizia nella maggior parte dei casi. E poi abbiamo sì una maggior tranquillità, ma la nostra democrazia è molto "falsa" ed ancora vengono tirati in ballo comunismo e fascismo, quando ormai non esistono più, per accusare (il pericolo "rosso" che porterebbe morte, miseria ecc. ed un certo uso del poteredestra che sarebbe preludio al ritorno della dittatura).
|

02-August-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
Sono daccordo con con te (Astracedi) gli anni ottanta sono stati anni che hanno trasformato la nostra società, impegnata politicamente con tutte le problematiche del caso, ad una società iper consumistica e priva di ideali. Alla fine degli anni settanta ero un bambino, ma mi sarebbe piaciuto viverli più da vicino.
__________________
Marco
|

02-August-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
Trovo abberrante che quasi tutti gli autori che hanno preso parte al gruppo di fuoco a via Fani o che hanno tenuto prigioniero Moro, oggi sono quasi tutti liberi. Anzi di tanto in tanto si vedono affiorare in qualche salotto televisivo.
Qualche mese fa ho visto un programma televisivo su LA7 - cognome e nome- dove era invitata la figlia di Moro la primo genita. Raccontava che l'anno scorso hanno intitolato alla memoria del padre una scuola, Lei si era offerta di partecipare all'apertura dell' istituto, non ci crederete, ma le hanno comunicato che non aveva alcun titolo per presenziare alla cerimonia........
__________________
Marco
|

11-August-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Aug 2008
|
|
uummhh sarà perché sono più anziano di voi, sarà perché quando tutto questo succedeva io già ero all'università o forse per la nostalgia dei vent'anni, vi posso assicurare (dal mio punto di vista chiaro...) che le cose non andavano proprio così.
L'atmosfera non era affatto buia alla fine degli anni '70.
Siete interessati alla storia quindi sapete che gli avvenimenti lontani nel tempo vengono descritti per grandi linee.
Anni di piombo li chiamano...per me furono anni di concerti rock, di attività frenetiche, di grande impegno culturale nei quali la gente si confrontava (non soltanto in piazza ma anche là) sul quotidiano, ogni cosa aveva una valenza politica e non.
Un periodo in cui esistevano grandi riviste. Ricordo Frigidaire e il Male (due fra tutti ma ve ne erano decine di simili.
Soprattutto anni di grande socializzazione. Purtroppo oggi che ho un figlio della mia stessa età di allora mi rendo conto dei pochi input che ci sono in giro, gente generalmente individualista, schiavi del dio denaro e con tanta confusione in testa.
Certo che oggi la politica è grezza e lontana dal sentire comune, dite che c'era contrapposizione fra comunisti e fascisti ed è vero; ma quante sfumature c'erano non ve l'hanno mai spiegato, il brutto è che se ve lo spiegassero purtroppo non è nelle corde di un giovane ventenne di oggi capire la differenza tra il comunismo ortodosso e quello libertario o tra i situazionisti e gli anarco-individualisti.
Lo stesso discorso vale per le destre.
Oggi si è fascisti "per moda" o di sinistra perché Berlusconi sta istaurando una "dittatura dolce" - per strada si vedono militari e i vigili urbani girano con la pistola - negli anni '70 succedeva lo stesso nel Cile di Pinochet.
La storia va valutata con un atteggiamento neutrale e disincantato, ma la storia recente invece va compresa fino in fondo cercando di dare il giusto peso alle affermazioni dei "vincitori" (che si sa sono quelli che scrivono la storia) e cercando di andare oltre il dato sensazionalistico.
Insomma bisogna pensare con la propria testa, questa è l'eredità non raccolta o peggio oscurata, dei terribili ANNI DI PIOMBO.
__________________
AVT TACE AVT LOQVERE MELIORA SILENTIO
|

20-August-2008
|
|
AI Storia Senatus
|
|
Data Registrazione: May 2007
|
|
Capisco il punto di vista di Frenkminen, legato forse, per sua stessa ammissione, alla nostalgia per la gioventù, ma oggettivamente giustificato dal fatto che gli anni '70 furono un periodo di effettivo fermento culturale ed artistico. Io stesso, ad esempio, se non ascolto musica classica mi dedico soprattutto alla musica di quel periodo – rock progressivo, cantautori – ovvero un modo di fare musica straordinariamente "intelligente" ed intellettuale, specie se confrontato con quanto si sente mediamente oggi.
Ed è anche vero che la contrapposizione politica (armata e non) non era su soli due fronti nettamente distinti: destra e estrema extraparlamentari (ma forse sarebbe meglio parlare di tre macrocategorie: Stato, estrema sinistra ed estrema destra). IN effetti le sfumature politiche erano complesse, fino ad arrivare ad apparenti contraddizioni in termini come il "nazimaoismo", ma non per questo il confronto tra le varie parti era meno acceso e violento: significava solo che un brigatista rosso poteva prendersela tanto con un poliziotto, un fascista dichiarato o un membro della CGIL.
Eppure mi sembra che anche all'interno degli anni '70 – come ho sentito spesso nell'opinione di quegli anni li visse “attivamente" – il 1977 (o giù di lì) segna un cambiamento sensibile nell'atmosfera che si respirava, che dagli anni di sostanziale entusiasmo (pur con tutti i contrasti anche violenti che avvenivano) degli anni successivi al 1968 muta con un incupimento dell'atomosfera e una maggiore disposizione all'uso della violenza a sfondo politico.
Prego andave a vedere su Wikipedia l'elenco delle vittime delgli anni di piomobo dal 1969 (anno dell'attentato di Piazza Fontana) al 1984 (strage del rapido 904) – Vittime degli anni di piombo e della strategia della tensione - Wikipedia – oppure sull'analoga (ma incompleta) pagina dedicata agli attentati compiuti dal 1947 (portella della Ginestra) ad oggi - Cronologia delle vittime italiane del terrorismo nel secondo dopoguerra - Wikipedia.
In entrambi i casi si vede chiaramente come il numero delle vittime aumenta progressivamente fino al culmine del 1980-81. Si tratta di un numero di vittime impressionante, la cui notizia mediatica non poteva non influire sullo stato d'animo del cittadino medio. Alle vittime elencate nel primo sito, si aggiungono i feriti (nel secondo sito sono enumerati solo alcuni casi più noti) che comprendevano feriti non mortalmente in attentati con deceduti, ma anche persone oggetto di falliti attentati e, soprattutto, ona mole davvero notevole (di cui non è facile avere quantificazione numerica) di attentati volutamente non letali. Parlo del gran numero di "gambizzati" (si sparava alle gambe per non uccidere, in un'accezione morbida del detto maoista "colpirne uno per educarne cento") o degli analoghi "sprangati" (ovvero azzoppati a colpi di spranga): erano eventi quasi quotidiani con cui i membri più violenti dell'attivismo extraparlamentare, senza forse arrivare ad essere veri terroristi, colpivano gli avversari politici. A questi si sommavano i feriti e contusi degli scontri tra attivisti in assalti alle rispettive sedi, all'università o negli scontri di piazza, in cui i feriti erano altrettanto spesso membri delle forze dell'ordine.
Si aggiungano infine i morti a causa della criminalità comune od organizzata (mafia, banda della magliana, ecc.) o per overdose di eroina...
D'altra parte Frenkminen stesso nel parlare di "vincitori che scrivono la storia", segno, mi pare, che individua l'attuale establishment come il risultato di una lotta e di una contrapposizione.
Ultima Modifica di astracedi : 20-August-2008 12:03.
Ragione: mi ero dimenticato un link
|

19-September-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Sep 2008
|
|
sarebbe giusto, doiveroso ricordare le vittime...senza contare che il 9 ottobre è l'anniversario della catastrofe Vajont..fa impressione la diga se la vedi...anche in questa vicenda GIUSTIZIA PER NESSUNO
__________________
dove volete arrivare; SEMPRE PIU' SU
|

22-September-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Aug 2008
|
|
gioia e rivoluzione
Anche se con un certo ritardo vorrei rispondere ad astracedi.
Molto di ciò che dici è vero ma i "tempi " sono sbagliati 
Il 1977 (come del resto il '68) fu un anno magico in quanto fu il punto di svolta che unì un numero, mai così grande prima di allora, di giovani che provenivano da varie esperienze (alcune decisamente ortodosse e invivibili tu citi i nazimaoisti ma tutta l'area M-L cioè i gruppi stalinisti avevano importato ridicoli modi da rivoluzione culturale de noantri  ) non sempre edificanti e libertarie.
Nel 1977 i giovani uscirono dalle costrizioni di una sinistra vecchia e repressiva e si dichiararono "autonomi". Oggi questa sembra una parolaccia ma al tempo fu una grande conquista soprattutto perdere la connotazione ideologica spesso incomprensibile fra le varie compagini (marxisti, anarchici, trotzkisti ecc.) e conquistare una libertà inusuale per un periodo (gli anni '70) di schieramenti contrapposti.
Dopo il '77 ci si avviò lentamente verso gli anni '80 anni di riflusso in cui le sparatorie furono all'ordine del giorno come l'eroina e altre cose del genere che stroncarono sul nascere (forse non casualmente) questo nuovo soggetto "politico" che in quanto troppo numeroso faceva paura al potere.
ciao
__________________
AVT TACE AVT LOQVERE MELIORA SILENTIO
|
| Strumenti Discussione |
|
|
| Modalità Visualizzazione |
Modalità lineare
|
Regole di scrittura
|
Tu non puoi inserire messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
Il codice HTML è Disattivato
|
|
|
|
Archeologia Italiana - 1998-2008 - Copyright. Tutti i diritti riservati InPictura di Ivan Boni - PIVA 03045520362
|
Tutti gli Orari sono GMT +2. Attualmente sono le 05:57.
SEO by vBSEO 3.1.0
|
|
 |
 |
 |
 |
|