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| Storia Antica. Sezione Generica Dagli albori della storia nel Vicino Oriente fino alla tarda età romana. Nella sezione generica inserite quegli argomenti non compresi nelle eventuali sotto-sezioni. |
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25-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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Sul triclinio sdraiati sul fianco sinistro
La rivista scientifica Nature riporta, nella sua rubrica "Science in culture" (NATURE|Vol 448|16 August 2007, p753) un'ipotesi di due professori dell'Universita' di Pavia, Maurizio Harari (etruscologo) e Paolo Mazzarello (storico della medicina) sulla posizione dei commensali sdraiati sul triclinio. Com'e' noto l'abitudine di mangiare sdraiati venne dall'Oriente e si diffuse nelle classi abbienti delle civilta' mediterranee, tra i Greci, gli Etruschi e poi i Romani. Un'analisi di oltre 700 raffigurazioni diverse di commensali sdraiati sul triclinio ha rivelato che tutti sono sdraiati sul fianco sinistro.
(Le motif du banquet couché dans le Proche-Orient et le
monde Grec du VIIe au IVe siècle avant J.-C.Ecole Francais, Rome, 1982 di Jean-Marie Dentzer)
Si era sempre creduto che questo fosse dovuto alla necessita' di lasciare libero il braccio destro, tuttavia in diverse raffigurazioni si possono vedere persone mancine egualmente sdraiate sul fianco sinistro invece che sul destro, come sarebbe piu' naturale.
Secondo i due studiosi pavesi, questa posizione era dovuta invece ad una ragione anatomica dello stomaco. Notoriamente mangiare sdraiati non e' la posizione migliore per lo stomaco. Tuttavia, a causa della sua conformazione anatomica, sdraiarsi sul fianco sinistro aumenta lo spazio per il cibo, mentre sul fianco destro il cibo ha meno spazio, aumenta la pressione addominale e viene provocato il riflusso esofageo.
Tutt'ora i medici consigliano alle persone che soffrono di riflusso di dormire sul fianco sinistro.
E' notevole ritrovare questa nozione medica nelle civilta' antiche
Mario
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25-October-2007
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Non mi meraviglia che spontaneamente si scelga la posizione più favorevole, quella che rende più facile o gradevole il pasto. Che da questo poi derivi un'abitudine e persino una norma di comportamento mi pare un'evoluzione normale, come altre del genere.
Un esempio analogo è quello di tenere i bambini in braccio a sinistra, cosa che fanno anche le mamme mancine, perché in tal modo i bambini avvertono il battito cardiaco, a loro noto sin dal tempo della permanenza intrauterina e che ha un'azione tranquillizzante.
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21-November-2007
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Non so per quanto riguarda le raffigurazioni analizzate dagli studiosi, ma credo che la regola non fosse sempre la stessa. Se si va a Pompei (o in altri luoghi dove sono rimasti dei triclinii (sale da pranzo) con il pavimento musivo ancora visibile) si nota che i letti per mangiare erano solitamente tre (lo si deduce dallo spazio vuoto lasciato nel pavimento musivo, lì dove veniva posizionato il letto) disposti lungo le pareti interne. Quindi, in due casi il commensale sta sdraiato sul fianco sinistro (nei letti rispettivamente alla sinistra e difronte a chi entra), ma in un caso deve per forza stare sul fianco destro (nel letto alla destra di chi entra). A quanto ne so, nelle raffigurazioni pittoriche e scultoree non si trovano mai i tre letti, ma quasi sempre uno solo, al centro o alla sinistra di chi guarda, quindi è naturale che il commensale sia rappresentato sul fianco sinistro.
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06-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
leda
Quindi, in due casi il commensale sta sdraiato sul fianco sinistro (nei letti rispettivamente alla sinistra e difronte a chi entra), ma in un caso deve per forza stare sul fianco destro (nel letto alla destra di chi entra).
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Perche' per forza? Se i tre commensali fossero stati orientati in senso orario (visti dall'alto), sarebbero stati tutti e tre sdraiati sul fianco sinistro.
Cosi' come nelle raffigurazioni, si puo' disegnare una persona sdraiata sul fianco destro o sinistro indifferentemente.
Mario
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07-December-2007
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Sì, vero, ma in questo caso la persona sdraiata sul triclinio di destra avrebbe avuto la testa lontana da quella degli altri due, rendendo più difficile la conversazione con gli altri commensali. La discussione era infatti parte integrante del banchetto, il quale, almeno a certi livelli, durava a lungo, non solo per il numero delle portate, ma anche perché sentito come momento di scambio di idee con gli amici.
Con questo non voglio certo negare che l'ipotesi dei due studiosi sia possibile, ma quello che mi lascia perplessa è che non abbiano consultato alcuna fonte al riguardo. Quanto conoscevano i greci ed i romani dell'anatomia umana? Non si può fare un'analisi seria senza sapere prima questo, perché, a rigore, avrebbero potuto scegliere il fianco sinistro per motivi del tutto diversi da quelli medici. I dati forniti dalle discipline cosiddette scientifiche sono un valido aiuto, ma devono essere supportati dallo studio degli usi, costumi, conoscenze dell'epoca ai quali si riferiscono, altrimenti si rischia di attribuire all'antichità prerogative che non le appartenevano.
Ultima Modifica di leda : 08-December-2007 00:08.
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08-December-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
leda
...quello che mi lascia perplessa è che non abbiano consultato alcuna fonte al riguardo
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Come fai a dire come hanno lavorato i due studiosi? E' un'ipotesi, tutt'altro che campata per aria, che la rivista scientifica Nature si limita a riportare in una rubrica (comunque sempre un notevole riconoscimento, visto che si tratta di una delle massime riviste scientifiche al mondo). Non e' un articolo scientifico ne' un'opera compiuta, come mi sembra fosse chiaro nel mio messaggio.
Quote:
leda
Quanto conoscevano i greci ed i romani dell'anatomia umana? Non si può fare un'analisi seria senza sapere prima questo, perché, a rigore, avrebbero potuto scegliere il fianco sinistro per motivi del tutto diversi da quelli medici. I dati forniti dalle discipline cosiddette scientifiche sono un valido aiuto, ma devono essere supportati dallo studio degli usi, costumi, conoscenze dell'epoca ai quali si riferiscono, altrimenti si rischia di attribuire all'antichità prerogative che non le appartenevano.
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Considerando le qualifiche dei due autori dell'ipotesi (Paolo Mazzarello e' uno storico della medicina e Maurizio Harari un etruscologo, aggiungo un link sul suo profilo: Harari ) posso immaginare che non devano essere del tutto digiuni delle problematiche storiche.
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 08-December-2007 16:51.
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