1848: Volontari Pontifici
Nel 1848, sulla scia delle aspirazioni politiche neoguelfe, Pio IX volle partecipare alla coalizione antiaustriaca che avrebbe dovuto liberare il Nord Italia dal controllo asburgico e poi realizzare una federazione di stati italiani con a capo il Pontefice.
Della coalizione, che prese le mosse dal Regno di Sardegna di Carlo Alberto, facevano parte, oltre a diverse migliaia di volontari diversamente organizzati, le truppe napoletane inviate dal Regno delle Due Sicilie e le truppe Pontificie, quest'ultime organizzate in due colonne. La prima, comandata dal Generale Durando, cmprendeva truppe regolari; la seconda, comandata dal generale Ferrari, comprendeva battaglioni formati da volontari, in massima parte provenienti dai reparti di Guardie Civiche di Marche ed Emilia-Romagna.
Alle soglie dello scontro armato, quando ormai Carla Alberto era penetrato in Lombardia e le truppe Napoletane e Pontificie si appressavano anch'esse, Pio IX fece il celebre pronunciamento. Probabilmente temendo un allontanamento delle fedeli dell'imperatore e delle popolazioni austro-ungariche dalla fede cattolica verso il protestantisimo, il pontefice fece un'improvvisa marcia indietro, proclamando la necessità della pace e abbandonando la coalizione, segnando in quest modo anche il suo destino, perché i Borboni seguirono lo Stato della Chiesa e come alleati dei Piemontesi rimasero solo volontari.
Le truppe pontificie al comando di Durando (in parte) e di Ferrari, rifiutarono di seguire l'implicito ordine del Pontefice di ritirarsi e si unirono alle truppe combattenti, seguendo, come volontari, gli ideali di unità d'Italia.
Si distinsero particolarmente i volontari di Durando, nella sfortunata difesa di Vicenza, e molti di loro si ritrovarono poi, sotto il comando di Garibaldi, a difendere la Repubblica Romana dai Francesi.
Ora vengo a fare agli utenti del forum una richiesta "da un milone di dollari" riguardo alle formazioni pontificie (Volontari Romani) di questo periodo. Qualcuno ha informazioni di sorta su armi usate, regolamenti, ecc.? So che c'è qualcosa sull'esercito pontificio del 1860 (quelli della battaglia di Castelfidardo), ma per la prima Guerra d'Indipendenza io sono al buio quasi completo.
Anche se ormai è una questione di curiosità e cultura personale, la cosa nata è nata da esigenze di re-enacting (col mio gruppo storico abbiamo da tempo "ricostruito" la 3a Compagnia Volontari della Provincia di Ancona, provenienti in larga parte da Jesi) e si è però trovato un bozzetto della divisa e poco di più, cosicché per il regolamento (ordini di manovra e di fuoco, ad esempio) ci rifacciamo a quello austriaco del 1838 con ordini tradotti in italiano, anche se sappiamo già essere diverso da quello piemontese del 1835, e da un manuale di istruzione per la Guardia Nazionale del 1860 che ho scovato sul web.
Anche per i fucili abbiamo avuto qualche problema, non sapendo quali modelli fossero in dotazione ai pontifici in quegli anni (ragion di più per i volontari delle Guardie Civiche), neanche se, come probabile, fossero già passati dai moschetti a pietra focaia a quelli a percussione.
In realtà quella del fucile è più una nostra curiosità storica, perché in commercio si trovano praticamente solo repliche di età napoleonica per i moschetti a pietra focaia (il Brown Bess inglese o le varie versioni dello Charleville francese o quelle da questo derivato), mentre per i fucili a percussione si trovano esclusivamente repliche di modelli usati durante la Guerra Civile Americana (noi, per praticità, anche se con scarsa filologicità, usiamo questi: Enfield M1853, Springfield 1842 e 1861, e Springfield Zouave).
Comunque se qualcuno sapesse dirmi qualcosa sui fucili dell'esercito pontificio, o proporre repliche alternative a quelle citate (da non dissanguarsi, magari), e qualunque altra informazione sull'argomento è ringraziato fina da ora.
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