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Rievocazioni Storiche Il reenacting, ovvero la pratica delle rievocazioni storiche. Segnalazioni, discussioni ed esperienze


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Vecchio 18-December-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 167
Predefinito Perché il reenacting è nella sezione di storia militare

E' da tempo che volevo inserire un topic che avrà forse alcune connotazione un po' polemiche nel confronto del mondo delle rievocazioni storiche. Ora, visto che si sono iscritti alcuni reenactors, avrei picare di affrontare il tema.

Premetto che io stesso faccio parte di una associazione che si occupa di rievocazioni storiche: l'Associazione Tabularasa / Compagnia d'arme "LoBasilisco", associazione iscritta al CERS (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche) che si distingue nel panorama dei reenactors per essere abbastanza ttenta a quelle che dovrebbe essere il normale modo di procedere per veri reenactors: una abbastanza severa attenzione alla verosimiglianza storica di quanto si "mette in scena", con una discreta (in alcuni casi ossessiva) attenzione alle fonti... Insomma, con un termine abusato si è abbastanza atenti alla "filologicità", cosa che distingue i reenactors dai figuranti delle "feste di paese". Sono quindi un reenactor e molto contento di esserlo, anzi vorrei avere più tempo e mezzi economici per dedicarmici di più.
Allo stesso tempo io stesso proposi, quando è nato questo forum, di mettere una sezione "Rievocazioni Storiche" e, soprattutto, di metterla all'interno della sezione di Storia Militare.

E' ora veniamo al punto, e alla nota polemica. Molto spesso i reenactor, specie i più appassionati, hanno la pretesa di fare opera di divulgazone culturale, di fare un'opera di ricostruzione utile anche al procedimento storico (quello della Storia con la S maiuscola), e magari anche di fare archeologia sperimentale.
Non voglio negare che queste cose sia in parte vere (soprattutto l'aspetto divulgativo) ma ho l'impressoine che su questi aspetti si calchi un po' troppo la mano al fine di dare maggiore dignità a quello che forse andrebbe meglio definito come semplice hobby, passatempo, divertimento.

Certo, c'è differenza, io credo, tra chi, per esempio, fa giochi di ruolo fantasy, e chi invece spende tempo e denaro per riprodurre nei maggiori dettagli possibili, la sua tenuta da soldato di fanteria di linea napoleonica e mostrare ad un pubblico come ci si muoveva sul campo e si sparava con i fucili a pietra focaia.
Eppure, in tutta sincerità, cos'è che muove il reenactor: la voglia di fare divulgazione o addirittura "Storiografia" oppure, semplicemente, il piacere di girare mascherati come a carnevale e di sentire l'adrenalina durante un combattimento con spada e scudo?

Se si vuole "ricreare" un mondo passato, perché la stragrande maggioranza dei gruppi storici sono a carattere militare? Io credo che sia semplicemente più divertente muoversi in mezzo ad una formazione e sparare con fucili d'epoca, oppure menar botte con la spada, piuttosto che "rievocare" situazioni più pacifiche.
Se, per esempio, si prendono gli anni a cavallo tra 700 e 800, i reenactors sono quasi tutti soldati dei vari eserciti che hanno combattutto nelle guerre napoleoniche; non ci sono notai, stagnai, contadini, pellicciai, ecc.
Le donne sono quasi invariabilmente delle "vivandiere"...

E questo, salvo eccezioni, vale per tutte le epoche. Ecco quindi che non esistono, ad esempio, gruppi di reenactors che rievochino le corti papali medievali, mentre proliferano le compagnie d'armi. Ecco che non si rievoca la vita nelle fabbriche dei primi del novecento, né le rivolte dei lavoratori, mentre abbondano i gruppi di militari della prima o seconda guerra mondiale.

In tutti i casi i motivi di queste scelte sono per me due:
1) è più "divertente" impersonare un combattente. Questo spiega anche perché molti gruppi di reencators abbiano una forte connotazione maschiel (maschilista?) in cui le donne si "accodano", spesso semplicemente per stare insieme ai loro mariti o fidanzati: si divertono di meno degli uomini, diciamoci la verità.
2) il reenacting, più che un fenomeno di "analisi" storica e di divulgazione, è vista dal pubblico (e dagli enti che sganciano i pochi soldi disponibili) come un momento di spettacolo. Ed è evidente a tutti che una battaglia o un duello sono più spettacolari di altri momenti della vita quotidiana.

Più avanti tornerò sull'argomento, ma per il momento mi fermo qui, in attesa delle vostre opinioni, sia dei reenactors che degli altri utenti del forum...
__________________
Marco Astracedi
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  #2 (permalink)  
Vecchio 19-December-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 181
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Marco, da bambini si giocava a cowboys e indiani, "combattendo" e non arando i campi, mungendo le mucche e via dicendo. Il fascino del combattimento legato ad uno spirito "eroico", è certamente uno dei motivi che possono portare al reenacting, assieme l'incanalare l'aggressività (non intendo il termine in senso negativo) unendola alla creatività, alle regole, al piacere di stare insieme ad altre persone con idee simili e via dicendo. Se poi lo si inquadra in un un contesto "filologicamente" corretto, tanto meglio. E in fondo della storia che cosa abbbiamo appreso di più, le battaglie o la vita quotidiana dei comuni mortali?
Parlando di me stesso, beh, l'idea di ricostruire una bella corte papale rinascimentale con artisti e tutto il resto e magari anche i veleni (avrei un paio di candidati da proporre tanto per mantenere la correttezza filologica), ecc. mi piace molto!
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  #3 (permalink)  
Vecchio 21-December-2007
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Concordo col voi nel dire che cmq l'aspetto battagliero della storia è quello che piace di più, sia dal punto di visto dello spettatore, sia da quello del rievocatore.
C'è da dire poi che ci sono anche moltissime rievocazioni "pacifiche": mi vengono in mente Thiene, Mondaino ed Eraclea...A parte il fatto che le ultime due sono palii, Thiene presenta un vastissimo mercato medievale in cui il tema principale della rievocazione è proprio il mestiere antico. Mondaino poi penso che sia uno dei più bei eventi, dove c'è un vero e proprio "mercato per rievocatori". Infatti si possono trovare fibbie, cinture, scarpe, vestiti...però è un borgo aperto al pubblico dove si svolge attività rievocativa, non una fiera come quella di Bondeno.
Insomma, di solito l'attività guerriera e quella quotidiana viaggiano di pari passo nella rievocazione, però quando in piazza scende un gruppo di artiglieria fa molto più "spettacolo" dell'impagliatore di sedie :P
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  #4 (permalink)  
Vecchio 23-December-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 167
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Ringrazio Dceg per aver posto l'accento sull 'aspetto "infantile" della cosa, sia per quanto riguarda il "giocare alla guerra" sia, aggiungo io, per il "mascherarsi". Come sottolinea Claudio, il reenacting è anche un modo per incanalare la propria aggressività in forme piacevoli per il reenactor (con un'attività che è allo stesso tempo un gioco, uno spettacolo e uno sport) e per il pubblico (spettacolo, ma anche apprendimento).
TRovo anzi che il mantenere un po' di spirito infantile sia tutt'altro che disdicevole ma contribuisca a rendere l'individuo più sereno e vivace, ovviamente se si è coscienti di questa piccola "sindrome di Peter Pan" e ci si possa dimostrare più maturi e seriosi quando occorre.

Inoltre c'è la componente dello "stare insieme", e chinque faccia parte di gruppi di rievocazione storica sa bene come uno dei momenti più piacevoli è il convivio, quando si fanno gran tavolate di gente in costume di fronte ad un piatto di porchetta e litri di vino.

Quote:
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C'è da dire poi che ci sono anche moltissime rievocazioni "pacifiche": mi vengono in mente Thiene, Mondaino ed Eraclea...A parte il fatto che le ultime due sono palii, Thiene presenta un vastissimo mercato medievale in cui il tema principale della rievocazione è proprio il mestiere antico. Mondaino poi penso che sia uno dei più bei eventi, dove c'è un vero e proprio "mercato per rievocatori". Infatti si possono trovare fibbie, cinture, scarpe, vestiti...però è un borgo aperto al pubblico dove si svolge attività rievocativa, non una fiera come quella di Bondeno.
Insomma, di solito l'attività guerriera e quella quotidiana viaggiano di pari passo nella rievocazione
Sì, Nick, so bene che esistono alcune (rare) rievocazioni più "pacifiche", a cui si sommano una quantità di manifestazioni e "sagre" paesane (i vari palii, tornei, cortei, fino alla rievocazione di eventi religiosi). Quest'ultime sono però più delle rappresentazioni storiche, nel senso che i figuranti si limitano ad indossare bei costumi (spesso assai approssimativi) senza sapere un acca del periodo storico che si sta rappresentando; a queste manifestazioni spesso partecipano anche i gruppi di reenacting, ma come elemento accessorio e di spettacolo, sia perché i costumi sono più ricchi ed storicamente affidabili o il campo è esso stesso un'attrattiva, sia perché spesso propongono esplicitamente spettacolo, in genere di tipo guerresco.

Nelle manifestazioni di reenacting o nelle "feste di paese" (le due cose quasi sempre convivono nella stessa manifestazione), e tralasciando l'opera di figuranti occasionali, sono tre le principali componenti della rievocazione:
- i gruppi di reenacting veri e propri
- i gruppi di spettacolo propriamente detti (giocolieri, musicanti, sbandieratori, falconieri, ecc)
- artigiani.

Vediamo per primo quest'ultimo gruppo, anche perché tirato in ballo negli esempi di Nick. Qui possiamo vedere sostanzialmente due tipologie. La prima comprende quegli artigiani che solitamente fanno altro – affollando in questi giorni i mercatini natalizi – e che in queste occasioni si mettono addosso alla bell'e meglio quattro stracci e continuano a vendere prodotti che spesso poco c'azzeccano (CD di musica andina, trenini giocattolo in legno, ecc.). Ci sono poi gli artigiani che lavorano per i gruppi di reenacting e che spesso sono a loro volta dei "rievocatori": si va dal fabbro che fabbrica spade, al calzolaio che produce scarpe medievali, a chi tinge i tessuti con tinture naturali e rivende i tessuti, ecc. Tutti questi artigiani esistono però soprattutto in funzione dell'esistenza dei gruppi di reenacting e di spettacolo, e i mercatini citati (dove io stesso ho acquistato) sono sì occasione di "spettacolo" e di "rievocazione", ma senza i reenactors che fanno la maggior parte degli acquisti neanche esisterebbero.

I gruppi di spettacolo rientrano invece, almeno in buona parte, in quello che sostenevo all'inizio, ovvero che il reenacting è soprattutto uno spettacolo e solo secondariamente un'occasione di cultura. Esistono sì gruppi musicali, tanto per fare un esempio, che fanno anche ricerca musicologica (e quindi, traslando, "archeologia sperimentale") ma nel panorama generale si tratta veramente di eccezioni: la maggior parte si limitano a verstirsi (più o meno) secondo una certa epoca e a suonare repertori stranoti, quando poi non si cade nel ridicolo proponendo, ad esempio, per il periodo medievale italiano, brani di musica celtica.

I gruppi di reenactors, infine. Basta dare un'occhio all'elenco degli associati CERS (C.E.R.S. - Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche - Rievocazioni storiche, eventi culturali, storia, medioevo, medioevale , ma la cosa non cambia anche per gli altri gruppi) per vedere come, quasi senza eccezioni, si tratta di gruppi con vocazioni "belliche", magari non sempre esclusive, ammetto, ma senza che questo modifichi l'evidentissimo andamento generale.

Ed ecco quindi che si ritorna alla solita dicotomia guerra-spettacolo. Non che ci sia nulla di male in ciò, tutt'altro. Anzi tutto torna perfettamente in linea con i miei interessi, coniugando lo svago ed il piacere di stare in compagnia con passioni personali e col "gioco" intelligente e utile.
Sarebbe a mio parere più opportuno avvicinare il reenacting ad uno spettacolo (per il pubblico) o ad un gioco (per i reenactors), piuttosto che a qualcosa di molto più pretenzioso. Naturalmente ci sono giochi più o meno intelligenti, e il reenacting rientra senz'altro nella prima categoria; a questo si somma una componente educativa che non voglio certo negare, non solo per chi pratica ma anche per chi assiste allo spettacolo.

La mia "polemica" è rivolta a quei reenactors un po' troppo pieni di sé che vogliono vedere in un'attività soprattutto ludica un qualcosa di molto più "alto".
Di gente simile ce n'è in giro parecchia e sono molto presenti nel web. Anche limitatamente al settore militare, qualcuno ha anche la pretesa di fare "sperimentazione" e analisi storica. Nulla di più falso, considerando sia le premesse motivazionali dei reenactors sia, e soprattutto, i fattori contingenti.

Tornerò più avanti su quest'ultimo punto.
__________________
Marco Astracedi
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