Grazie Marco,
a dire il vero è stato un caso fortuito quello di fare una scappata su AI e su AI Storia per vedere se c'erano novità. In effetti le novità ci sono sempre ma sono io che mi sono preso un periodo di riflessione.
In effetti è proprio un lavoro particolare sulla Seconda Guerra Mondiale che mi ha impegnato negli ultimi mesi e mi lascia scarsissimo tempo per l'archeologia che resta comunque sempre il mio primo amore.
Nell' autunno del 2005 ho iniziato, senza troppo impegno, a dire il vero, una ricerca specifica su una battaglia aerea che era scoppiata nei cieli del Friuli domenica 30 gennaio 1944. Sapevo da moltissimi anni che in quel giorno erano precipitati cinque bombardieri americani ed un rilevante numero di caccia, americani, tedeschi ed italiani. Due di questi bombardieri erano stati abbattuti nelle immediate vicinanze del mio paese e molti anziani ricordavano bene le carcasse degli aerei e soprattutto i morti ma nessuno sapeva chi fossero, da dove venissero venuti, su che aerei volassero ecc.
Nel novembre del 2005 era successo un fatto che avrebbe dato l' inizio ad un mio lavoro di ricerca capillare su quei fatti ed alla fine, alla quasi completa ricostruzione di tutte le fasi di quella tragedia.
Durante la consultazione degli archivi parrocchiali per una ricerca che niente aveva a che fare con quel 30 gennaio, un mio amico, storico locale, si era imbattuto in una piccola annotazione di poche righe, scritta in latino dal parroco di allora, che ricordava come il giorno 31 gennaio 1944, nel cimitero locale fossero stati sepolti alcuni aviatori americani.
Di due di essi era stato riportato il nome.
Sono partito da questi due nomi e, soprattutto grazie ad Internet, tassello dopo tassello sono stato in grado di ricostruire i fatti. Sull'argomento ho tenuto un paio di conferenze ed attualmente sto preparando una pubblicazione che, se tutto va bene, dovrebbe passare alla stampa entro la fine dell'anno.
La cosa più interessante, comunque, al di là della conoscenza dei fatti specifici, è che sono entrato in un mondo nuovo e fino ad allora per me sconosciuto, quello che, ancor oggi dopo quasi settant'anni gravita attorno al problema dei MIA, Missing in Action, i Dispersi.
Negli Stati Uniti principalmente ma anche in Inghilterra, Germania, Francia ed anche in Italia, anche se in misura minore, esistono gruppi di ricerca che si occupano proprio di questo, di riportare cioè a casa tutti quei giovani il cui luogo di sepoltura è ancora ignoto. Poco importa la loro nazionalità, se erano dalla parte giusta o da quella sbagliata. Alcune di queste associazioni lavorano direttamente sul terreno come le italiane R.A.F o G.A.V.S. che individuano e riportano alla luce i relitti e le misere spoglie in essi contenute, altre come la statunitense WWRM (WWII Families for the Return of the Missing) ha una rete di collaboratori nei maggiori paesi europei e raccoglie, analizza ed elabora tutti i dati inviati al fine di far luce sulle migliaia di casi di MIA che attendono ancora di essere risolti. Personalmente sono il loro contatto per quanto riguarda l'area nord orientale della nostra penisola. Credevo fosse in impegno leggero ma i fatti hanno dimostrato il contrario. Ci sono gli oneri ma anche molte soddisfazioni, per esempio, una quindicina di giorni fa, nell'arco di 4 ore sono stato in grado di risolvere il caso di un sergente Inglese disperso e che i familiari da quarant'anni cercavano nella zona di Graz in Austria mentre invece il suo aereo si era schiantato sul Carso triestino. Putroppo il suo corpo è tra i quattordici ignoti sepolti presso il Cimitero Inglese di Udine ma, se e quando sarà possibile, grazie alla tecnica del DNA, probabilmente potrà essere identificato e riportato in Inghilterra. Come vedi non è solo un discorso di ricerca storica ma anche un impegno o forse un dovere morale.
Scusa se sono stato eccessivamente prolisso e noioso ma mi sento notevolmente coinvolto emotivamente in questi fatti e tenderei volentieri a raccontare tanti altri casi, tante altre vicende umane, tanto altro insomma ma non credo sia giusto farlo in questo ambito.
Ecco spiegati i miei più o meno lunghi periodi di assenza dai forum.
Un salutone a tutti e spero di essere di nuovo tra voi al più presto.
Freddy
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