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Preistoria e Protostoria Elementi di storia della preistoria e protostoria. Dall'età della pietra fino all'età del ferro e agli albori della Storia.

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Vecchio 20-October-2007
L'avatar di  leda
AI Storia Senatus
 
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Predefinito Nuova datazione della statura eretta

Secondo recenti studi dell'Università di Havard, la conquista della statura eretta va spostata addirittura di 15 milioni di anni rispetto a quanto si credeva. Il primato del più antico bipede conosciuto tocca al Morotopithecus bishopi, che 21 milioni di anni fa già camminava eretto, stando alle analisi genetiche svolte sulla spina dorsale di questo primate, che risulterebbe in tal modo il progenitore dell'uomo e delle scimmie antropomorfe. Il merito della scoperta è di Aaron G. Filler, studioso del Museo di Zoologia Comparativa dell'Università di Harvard, che sostiene altresì che il bipedismo sarebbe nato non sul terreno come sempre creduto finora, ma già quando i nostri antenati vivevano sugli alberi, il che significa che per gli scimpazè e gli altri primati più evoluti ci sarebbe stato un ritorno all'originario modo di camminare.
La tesi sostenuta, nel caso fosse confermata definitivamente, porterebbe a rivedere buona parte delle attuali conoscenze sullo sviluppo dell'evoluzione umana, aprendo anche una serie di interrogativi (come quello sul perché nelle scimmie antropomorfe ci sia stata un'involuzione del bipedismo) di non facile soluzione, almeno secondo gli schemi vigenti.
Dal sito di anthropology:
Aaron Filler’s Morotopithecus bipedalism « Anthropology.net
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Vecchio 21-October-2007
L'avatar di  ShemsuHor
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Predefinito

Notizia interessante! Bisogna vedere però se questo Morotopithecus bishopi sia veramente un antenato dell'uomo. Potrebbe essere un primate la cui linea evolutiva poi si è estinta, mentre quella umana deriva dall'Australopiteco che acquisisce la stessa caratteristica in un secondo momento.
Anche perchè 15 milioni di anni sono tanti.
Vedremo...
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  #3 (permalink)  
Vecchio 31-January-2008
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Data Registrazione: Jan 2008
Messaggi: 1
Predefinito Personale Teoria

IL GRANDE INTERROGATIVO
PERCHE' LE PRIME SCIMMIE ANTROPOMORFE HANNO ASSUNTO LA STAZIONE ERETTA?
Su tutti i testi scientifici e di Paleoantropologia è presente il grande interrogativo:
"Perché ad un certo punto un tipo di scimmia, si suppone, il Proconsul si è erecto sulle zampe poste-riori ed ha assunto la stazione eretta?".
Questo tipo di postura è in netto contrasto con la struttura risica dell'animale di allora.

MI PIACEREBBE CHE VISITIATE IL MIO BLOG E CONDIVIDERE E SAPERE LE VOSTRE OPINIONI
GRAZIE LUCIANO

Ultima Modifica di Karl : 03-February-2008 14:23. Ragione: Rimozione link come da regolamento.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 10-March-2008
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Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Verona
Messaggi: 29
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Quote:
leda Visualizza Messaggio
La tesi sostenuta, nel caso fosse confermata definitivamente, porterebbe a rivedere buona parte delle attuali conoscenze sullo sviluppo dell'evoluzione umana, aprendo anche una serie di interrogativi (come quello sul perché nelle scimmie antropomorfe ci sia stata un'involuzione del bipedismo) di non facile soluzione, almeno secondo gli schemi vigenti.
In biologia il concetto di involuzione non esiste. Esiste sempre e solo l'evoluzione, che non significa "progresso" come comunemente si intende, ma solo adattamento all'ambiente, come aveva compreso l'intuito geniale di Darwin.
Pertanto l'evoluzione biologica non ha una direzione. Ad esempio i cetacei si sono riadattati a vivere nel mare pur discendendo da mammiferi terrestri i quali a loro volta sono i lontani discendenti di esseri acquatici (i pesci).

Il concetto che il bipedismo sia comparso in scimmie anche 20 milioni di anni fa e' ora comunemente accettato.
E' molto probabile che un antenato comune all'uomo ed alle scimmie antropomorfe avesse la postura eretta,come adattamento alla vita arborea, e che questa sia stata mantenuta nell'uomo, mentre nelle scimmie antropomorfe si sarebbe evoluta la loro attuale postura.

Paul O’Higgins and Sarah Elton
Walking on Trees

Science 316 p1293 2007

Quello che invece non e' ancora chiaro e' quale tipo di selzione naturale abbia favorito tale postura

Mario
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  #5 (permalink)  
Vecchio 26-March-2008
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Data Registrazione: Mar 2008
Messaggi: 6
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Scusate l'ignoranza ...ma allora quella storia del pollice opposto alle altre dita che ha generato la capacità di manipolare e che ha "convinto" gli uomini che conveniva tener libere le mani era una bufala?
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  #6 (permalink)  
Vecchio 27-March-2008
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Messaggi: 29
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Marco Valerio Visualizza Messaggio
...ma allora quella storia del pollice opposto alle altre dita che ha generato la capacità di manipolare e che ha "convinto" gli uomini che conveniva tener libere le mani era una bufala?
Bufala e' un brutto termine. Diciamo che sono delle semplificazioni, valide all'inizio, che poi vengono superate da nuove scoperte. Nell'evoluzione sono importanti i principi generali, che sono rimasti validi da quando Charles Darwin scrisse "L'origine della specie" 150 anni fa.

La teoria dell'evoluzione e' considerata la teoria scientifica piu' provata che esista, in quanto il numero di osservazioni sperimentali che la confermano e' enorme, viene confermata ogni giorno, e non esistono osservazioni contrarie all'interno della ricerca scientifica, (al contrario di quanto viene affermato da una consistente parte della cultura contemporanea).

La storia dell'evoluzione del'uomo ha fatto grandi progressi da allora, specialmente negli ultimi tempi, anche se non credo che si potranno ricostruire nei dettagli tutti i passaggi.
Non si possono trovare reperti paleontologici per ogni gradino del processo. L'evoluzione e' un processo continuo, mentre la conservazione e la scoperta dei reperti sono eventi casuali e relativamente rari.
Inoltre, spesso l'evoluzione segue un cammino tortuoso, favorendo certi caratteri attraverso una selezione naturale che ha agito in un lontano passato e che ora non c'e' piu'.

Mario
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  #7 (permalink)  
Vecchio 06-July-2010
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Messaggi: 3
Predefinito Un'antichità assai antica

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leda Visualizza Messaggio
Secondo recenti studi dell'Università di Havard, la conquista della statura eretta va spostata addirittura di 15 milioni di anni rispetto a quanto si credeva. Il primato del più antico bipede conosciuto tocca al Morotopithecus bishopi, che 21 milioni di anni fa già camminava eretto, stando alle analisi genetiche svolte sulla spina dorsale di questo primate, che risulterebbe in tal modo il progenitore dell'uomo e delle scimmie antropomorfe. Il merito della scoperta è di Aaron G. Filler, studioso del Museo di Zoologia Comparativa dell'Università di Harvard, che sostiene altresì che il bipedismo sarebbe nato non sul terreno come sempre creduto finora, ma già quando i nostri antenati vivevano sugli alberi, il che significa che per gli scimpazè e gli altri primati più evoluti ci sarebbe stato un ritorno all'originario modo di camminare.
La tesi sostenuta, nel caso fosse confermata definitivamente, porterebbe a rivedere buona parte delle attuali conoscenze sullo sviluppo dell'evoluzione umana, aprendo anche una serie di interrogativi (come quello sul perché nelle scimmie antropomorfe ci sia stata un'involuzione del bipedismo) di non facile soluzione, almeno secondo gli schemi vigenti.
Dal sito di anthropology:
Aaron Filler’s Morotopithecus bipedalism « Anthropology.net
Non ho letto l’articolo del 2007 e non ho visto neppure i grafici anatomico-ossei riguardo alla maggiore antichità dell’Homo erectus, il Morotopithecus bishopi di G. Filler, retrocesso cronologicamente addirittura a 21 milioni di anni fa.
Se dalle discussioni lette (compreso l’allegato di leda) lo studioso americano mette in campo una vita ancora arboricola delle creature dei fossili che sono stati presi in esame, la tesi della profonda antichità del bipedismo, non può poi essere tanto convincente: per due ordini di ragioni.
Si può agevolmente immaginare (la pensano la maggior parte degli Studiosi del settore) che l’evoluzione dell’antico Primate verso il genere Homo sia avvenuta in ambienti aperti (plausibilmente savane e praterie ad erbe alte) dove la necessità di scrutare da una posizione più alta possibile e per maggiore tempo ha predisposto, trasformando progressivamente la conformazione dell’ultimo tratto delle vertebre e delle anche del Mammifero in questione. ad una migliore postura per la stazione eretta.
Questa abitudine può essere osservata nel comportamento di alcuni piccoli mammiferi della prateria dell’America Settentrionale dal curioso nome di “cani della prateria”, simili alla Mangusta. Essi per molti minuti per volta e ripetutamente durante la giornata stanno in posizione eretta per osservare meglio l’ambiente che li circonda.
Si può altresì immaginare che la condizione di vita all’aperto creava una situazione di maggiore pericolo per i gruppi umanoidi scesi dagli alberi ma dava al contempo una maggiore e svariata gamma di opportunità alimentari che altrove non c’erano o che erano molto più faticose a procurarsi. Una di queste opportunità sarà stato il consumo del midollo osseo – contenente proteine pregiate – e della carne di animali abbattuti anche da altri predatori. La condizione di bipede, quindi, sarà stata la posizione iniziale per ulteriori sviluppi della successiva attività umana, prima fra tutte l’utilizzo degli gli arti anteriori, non più anche per correre, ma solo per costruire utensili e “creare” successivamente strutture materiali più complesse.
Se accogliessimo l’idea che il Morotopithecus bishopi, (insieme ad altri tre tipi similari del Miocene inferiore, di G. Filler) abbiano potuto muoversi in posizione eretta sin da 21 milioni di anni fa e pertanto essere in una condizione ottimale per le ulteriori fasi di sviluppo evolutivo, potremmo anche accogliere l’idea che nulla avrebbe impedito, che dopo qualche milione di anni avrebbe potuto prodursi un Primate del genere Australopithecus afarensis o africanus se non addirittura un essere del tipo Homo habilis, generi umanoidi, bipedi, che hanno vissuto sul nostro pianeta rispettivamente 3 e 1,5 milioni di anni fa.
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