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Medioevo. Europa. Alto Medioevo (fino al 1000) Storia militare del Medioevo. Europa. Alto Medioevo (fino al 1000)

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Vecchio 29-August-2008
L'avatar di  ptahhotep
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Post Il fuoco greco

Il “fuoco greco” fu quasi certamente l’arma più potente di cui gli arsenali dell’Impero Bizantino potessero disporre ma risulta oggi una delle poche di cui non si conoscono con certezza le modalità d’uso, né quelle di costruzione. Le uniche testimonianze pervenuteci sono delle illustrazioni presenti in alcuni codici bizantini: si trattava di una sorta di “lanciafiamme” rudimentale, in uso sulle imbarcazioni, capace di colpire e infuocare il fasciame delle navi nemiche. La cosa più eccezionale era, non tanto il supporto (prima una sorta di trabocco o di petriera adattato ai dromoni, poi un particolare cannone) già di per sé innovativo, ma ciò che esso emetteva, infatti sia secondo fonti bizantine che di straniere (arabe, pisane ecc.) lo strano “proiettile” era in grado non solo di dar fuoco alle imbarcazioni con estrema facilità, ma anche di continuare a ardere sull’acqua. Si dice anche che fosse impossibile spegnerlo e che l’acqua sembrasse alimentarlo. Un’arma quindi dal potere straordinario per l’epoca, che persino gli arabi impararono a temere dopo il rovinoso esito del secondo assedio di Costantinopoli (717-718 d.C.), terminato con la vittoria da parte dei bizantini proprio grazie all’utilizzo del fuoco greco.
L’invenzione del fuoco greco si deve quasi certamente agli artiglieri bizantini, ma si tratta solo dell’ultimo anello di una “ricerca” portata avanti in oriente dai tempi dell’antico Impero Persiano e continuata da altri popoli tra cui i Greci dell’Asia minore, che non ha mai coinvolto i popoli occidentali, compresi i Romani, che la giudicavano priva di particolare interesse. Questa storia è quindi legata ad alcuni dei primi esperimenti condotti dall’uomo sugli idrocarburi, in particolare sul petrolio, già utilizzato agli albori della civiltà in Mesopotamia. Si parla dell’utilizzo bellico di sostanze infiammabili infatti già durante le guerre persiane, sia durante la conquista della Grecia da parte di Roma (che chiamava la nafta “olio di Media”). Altre testimonianze sono quelle di Giulio Africano (IV secolo d.C.), che offre una formula per la preparazione di un “fuoco automatico” a base di nafta, zolfo, e pirite. Quella di Giulio Africano è l’unica testimonianza sulla preparazione del fuoco greco (o di qualcosa di simile) giunta fino a noi, infatti come si sa esso fece la fortuna dell’Impero Bizantino che, lungi dal rivelare i suoi segreti militari, impose il silenzio su tutto ciò che lo riguardasse (tranne che sulle illustrazioni, fortunatamente per noi). Esistono diverse ipotesi circa la composizione della miscela utilizzata. In una, fra le più accreditate, si parla di una miscela contenente, oltre alla nafta (la cui presenza ritengo scontata), salnitro, e calce viva. Sarebbe proprio questa a far si che l’acqua non possa spegnerlo, infatti la calce viva (ossido di calcio, CaO) è altamente igroscopica, cioè ha una eccezionale capacità di assorbire l’umidità dell’ambiente, in modo tale da mantenere inalterato il punto di infiammabilità della miscela. Per quanto riguarda lo strumento di lancio del liquido infiammabile, alcune fonti straniere parlano di una balista petriera, ma anche su questo non si hanno certezze, dato che le poche fonti bizantine (naturalmente più accreditate), menzionano un meccanismo diverso, più simile ai moderni lanciafiamme, composto da un tubo in bronzo (il cannone già menzionato) con una sorta di otre sistemato dalla parte opposta alla bocca da fuoco, che veniva riempito con la miscela, successivamente incendiata, e pressato per farla fuoriuscire. Questa è l’ipotesi più verosimile, ma così la sua gittata sarebbe stata troppo corta per permettere alla nave attaccante di rimanere incolume. J. Hurdon e M.Byrne, hanno ipotizzato l’uso di caldaie per riscaldare la miscela fino all’ebollizione, usate per garantire un getto a pressione costante e una lunga gittata, in combinazione con un sistema di valvole e pompe. Anche questa ipotesi sembra però non reggere perchè come dice il ricercatore Pasch “la realizzazione di questa soluzione sarebbe stata possibile solo se i bizantini avessero molto avanzate nozioni di fisica dei liquidi ed una tecnologia avanzata per costruire una pompa così potente”. Malgrado tutto questo, però, si tratta soltanto di ipotesi dato che non risultano ritrovamenti archeologici di alcun tipo.

Spero di non essere stato troppo noioso con la mia spiegazione.
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Vecchio 20-September-2008
L'avatar di  ptahhotep
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Scusate se non ho inserito la mia domanda! (devo forse cominciare a preoccuparmi seriamente per la mia memoria). Forse è la mancanza di tempo...
Dopo tutto ciò volevo chiedere se avete qualche notizia in più su questo argomento, o qualche nuova ipotesi più attendibile. Mi interessa molto, ma non ho altre notizie oltre a quelle che ho elencato.

Ancora scusa. Ciao.
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Vecchio 22-March-2009
L'avatar di  benandante
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Per quello che ne sapevo io, la parte principale della miscela doveva essere il petrolio e , se i bizantini non erano degli ignorantoni dovevano aver capito che passare un lancio di petrolio sulla fiamma avrebbe innescato la vampata di fuoco.
Altro discorso era lo spegnimento che era fatto con aceto( fonte non attendibile però?)e la sabbia.
Ionltre , le pompe a doppio stantuffo im pare che erano già conosciute ergo ecco qualcosa che poteva soffiare il fuoco , anche se la distanza della soffiata non credo fosse molto ampia.
Stà di fatto che sicuramente una trireme , una liburna o un dromone a remi erano molto veloci e manovrabili in battaglie in cui si tentava lo sperono del nemico, inoltre credo che la balista avrebbe aiutato molto , se , legata alla freccia , si ponevauna piccola giara a mò di bomba molotov.....
Altro non so!Spero di esser stato d'aiuto!
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Vecchio 22-March-2009
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Ricetta per il fuoco greco.
«Ignem graecum tali modo facies: Recipe sulphur vivum, tartarum,
sarcocollam et piceam, sal coctum, oleum, petroleum et
oleum gemmae. Facias bullire invicem omnia ista bene.
Postea impone stupae et accende, quod si volueris exhibere
per embotum, ut supra diximus. Stupa illinita non
extinguetur, nisi urina vel aceto vel arena».

(Marco Greco, Liber ignium ad comburendos hostes)

cioè olio, petrolio, pece, sale calcinato, resina, zolfo, colla animale, tartarum non lo so, ma è una polvere bianca che serve per lucidare i metalli.

zilc
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Vecchio 24-March-2009
L'avatar di  ptahhotep
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Un saluto a tutti. Sono contento che abbiate risposto a questa discussione (avevo quasi dimenticato la sua esistenza). Le vostre informazioni sono molto utili e preziose. E' molto verosimile che lo si spegnesse con acidi, poichè la calce viva è alcalina. Davvero molto interessante...
Penso che le vostre notizie mi saranno utili. Grazie
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Vecchio 25-March-2009
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Il sale calcinato non è calce, è sale (cloruro di sodio anidro) cotto, disidratato, serve a rallentare la combustione.
Questa ricetta non contempla la calce viva.
La calce veniva usata durante gli assedii, versata sugli attaccanti dalle mura.

che ci devi fare?
vuoi la ricetta del napalm? il danno è alla portata di chiunque, è la costruzione che è difficile. Scherzo.
se la vuoi ce l'ho.
ciao
zilc
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  #7 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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vuoi la ricetta del napalm? il danno è alla portata di chiunque, è la costruzione che è difficile. Scherzo.
se la vuoi ce l'ho.
ciao
zilc
Voglio proprio sperare che tu scherzi.

Comunque anche come scherzo questo non è consono allo spirito del forum.
Ti prego di astenerti da cose del genere.
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Vecchio 25-March-2009
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Scusami zilc, per quanto riguarda il discorso della calce/ sale calcinato non ho fatto caso a ciò che ho scritto (forse mi sono lasciato trasportare dalle teorie che ho elencato prima, pur avendo capito benissimo ciò che dicevi). La ricetta è comunque molto verosimile, e di questo ti ringrazio.
Lo scherzo riguardo al Napalm è invece di pessimo gusto.
Il mio interesse riguardo a queste armi del passato è puramente storico. Non voglio certo avere una ricetta perfettamente funzionale per realizzarlo! Sarebbe come fare ricerche sulle armi nucleari (e ne ho fatte parecche) per prepararsi un arsenale!
In ogni caso il punto su cui vorrei focalizzare il discorso non è tanto la "ricetta" di un fuoco che non può essere spento dall'acqua o che brucia in acqua, per quello basta infatti un po' di petrolio (basti pensare agli incendi delle petroliere o delle piattaforme petrolifere). La questione è come produrre un "fuoco automatico", cioè che bruci come un moderno lanciafiamme, costruito con i mezzi dell'epoca, e soprattutto come "lanciarlo" sulle navi nemiche senza mandare a fuoco la propria nave. In questo caso non mi riferisco più a miscele lanciate in giare come "molotov", come ha detto benandante, che sicuramente venivano utilizzate, ma a veri e propri "cannoni lanciafiamme" come quelli che si vedono nelle illustrazioni bizantine.
Il discorso di benandante riguardo alle pompe a stantuffo è molto interessante e mi documenterò al riguardo. Bisognerebbe possedere informazioni sulla "potenza" raggiunta dalle pompe bizantine e sul loro potenziale uso in guerra.
Se ne avete ulteriori notizie fatemi sapere. Grazie delle informazioni.
Un saluto a tutti
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Vecchio 25-March-2009
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Ah, dceg!

Se sparo massime morali come

distruggere è alla portata di chiunque
è il costruire che è difficile

che persona sarò?

Prima di pensar male bisognerebbe pensar bene, anche se il gobbo, da buon cristiano e avvezzo al suo ambiente, disse che a pensar male ci s'indovinava.

Riguardo alle armi ricordo che tutti abbiamo la cucina piena di coltelli, ma non siamo mica tutti assassini.

E comunque è vero, sarebbe fuori tema, andrebbe messo nella sezione di storia contemporanea :-)

Seriamente.
So di essere a casa tua: obbedisco.
Però campa tranquillo, ok?
ciao
zilc


Ptahotep, va bene, non si scherza. Che gente tetra!
Su History chanel ho visto la ricostruzione di una pompa a stantuffo (ora non ricordo se a doppio effetto o a due pistoni appaiati) che aveva una gittata CONTINUA di 10-20 metri di liquido incendiato. Non so quale miscela fosse perchè la trasmissione era già iniziata. Volevano vedere se era possibile la ricostruzione in base a documenti antichi e con tecnologie antiche, e l'esperimento ha funzionato.
La tecnologia non è delle più complesse. La cosa più difficile è la rettifica dell'interno delle canne, ci vorrebbe il tornio, ma è fattibile anche a mano, anche se è più lunga la costruzione degli utensili che quella della pompa.
Comunque era possibile incendiare senza darsi fuoco.

tanti tanti Auguri
zilc
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  #10 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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Prima di pensar male bisognerebbe pensar bene, anche se il gobbo, da buon cristiano e avvezzo al suo ambiente, disse che a pensar male ci s'indovinava.
Condivido! È l'ultimo saggio sopravvissuto, il grande Belzebù. Non lo ammiro per nulla, ma devo riconoscere la sua malefica saggezza.

Non si tratta di fare del moralismo, non si tatta della tua massima, che trovo giusta. Si tratta della possibilità di fornire qui la ricetta del napalm, anche se non è difficile procurarsela altrove. Un forum pubblico ha delle responsabilità, che devono essere condivise da tutti gli utenti, tra cui quella di non fornire indicazioni che possano essere pericolose o di cui possa venir fatto cattivo uso. Pensa un po' se un qualche sprovveduto facesse degli esperimenti col napalm fatto in casa secondo una ricetta trovata qui! Cioè si comportasse come facevo io da ragazzino!
Ora che sono vecchio e saggio preferirei che non lo facesse.

Ultima Modifica di dceg : 25-March-2009 15:20.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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Wikipedia, versioni inglese e tedesca sono piuttosto esaurienti in merito al fuoco greco:
Greek fire - Wikipedia, the free encyclopedia
Griechisches Feuer – Wikipedia

Importante anche l'osservazione che la ricetta nel corso del tempo venne certamente modificata "migliorandola".
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  #12 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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A parte che essere vecchi non vuol dire essere saggi. Son vecchio anch'io e so di che si tratta. Si resta come si era, solo il corpo invecchia, il cervello impara di meno, ...dai non farmelo dire che lo sai! E tra moralismo e morale ce ne corre. E tu che sei filosofo lo sai bene. Quel che ti manca è la fiducia, che io conservo come un tesoro. E l'ottimismo, il pensare positivo. Cosa che Andreotti da persona bruciata qual'è non può accettare, per l'ambiente che ha frequentato, per la vita che ha vissuto. Il napalm fa parte della scienza e della storia, è un argomento come un altro, come qualunque altra cosa che può essere usata bene o male. Tutto è così, anche l'arguzia, l'intelligenza. Certo che non si danno le armi ai bambini, ma da qui a proibire tutto c'è qualche differenza. Il forum è tuo e faccio come dici. Ma non dirmi che sono stato offensivo o pericoloso, o che mi sono comportato imn qualche modo disdicevole. Puoi ammettere di essere tu a vedere fantasmi, ma tieni presente che quei fantasmi sono i tuoi. Pensa con calma e tranquillità e troverai un amico. Io non replicherò. ciao zilc
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  #13 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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Su History chanel ho visto la ricostruzione di una pompa a stantuffo (ora non ricordo se a doppio effetto o a due pistoni appaiati) che aveva una gittata CONTINUA di 10-20 metri di liquido incendiato. Non so quale miscela fosse perchè la trasmissione era già iniziata. Volevano vedere se era possibile la ricostruzione in base a documenti antichi e con tecnologie antiche, e l'esperimento ha funzionato.
La tecnologia non è delle più complesse. La cosa più difficile è la rettifica dell'interno delle canne, ci vorrebbe il tornio, ma è fattibile anche a mano, anche se è più lunga la costruzione degli utensili che quella della pompa.
Comunque era possibile incendiare senza darsi fuoco.
Non me lo sarei mai immaginato. Naturalmente anch'io me lo sono perso, altrimenti forse i miei dubbi sarebbero di minore entità. Grazie ancora delle preziose informazioni (vedrò di trovare notizie riguardo alla trasmissione)

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Wikipedia, versioni inglese e tedesca sono piuttosto esaurienti in merito al fuoco greco
Anche queste molto utili... chissà perchè in quella italiana ci sono sempre meno informazioni....
Grazie a tutti per l'aiuto.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 25-March-2009
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ptahhotep Visualizza Messaggio
. chissà perchè in quella italiana ci sono sempre meno informazioni....
Credo ci siano diversi motivi, certamente il numero di persone raggiungibili dalle versioni inglese e anche da quella tedesca è molto maggiore, e molte di più saranno naturalmente le persone disposte a condividere il loro sapere. Ma credo che si tratti anche di un modo diverso di intendere la cultura, meno elitario, meno "geloso" delle conoscenze, meno individualista e più aperto alla diffusione e che quasi si compiace di farne partecipi gli altri.
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