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02-April-2009
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Mar 2009 | | Tattiche di fuoco della fanteria degli Stati Uniti. Ciao ragazzi!sono nuovo quì..appassionato di seconda guerra mondiale, e mondo militare in generale fino ai giorni nostri..volevo chiedere, durante la seconda guerra mondiale, le tattiche di fuoco e di assalto della fanteria americana erano magiormente basate sul fuoco di soppressione e l'attacco dal fianco da parte della squadra di assalto?erano usate come tattiche già da altri eserciti? | 
17-April-2009
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Ciao 82a Airborne. La domanda che fai è interessante ma forse anche un po' malposta, nel senso che, pur essendo previsti nei manuali di tattica dati in dotazione agli ufficiali una serie di operazioni da eseguire in determinate circostanze, queste erano più di una diverse tra loro, prevedendo comunque un certo adattamento alle diverse situazioni sul campo e sicuramente ancor più varie saranno state le soluzini prese affettivamente sul campo, in risposta all'incredibile varietà di situazioni che i vari ambienti presentavano, oltre all'evolversi delle tattiche nemiche nel tempo.
Comprenderai senz'altro che il roccioso deserto nordafricano presenta caratteristiche ben diverse da un paese sulle colline italiane, dal bocage della Normandia, dai boschi innevati delle Ardenne per non parlare della giungla della Nuova Guinea o le desolate spiagge di Iwo Jima: si tratta di caratteristiche ambientali (una spiaggia scoperta è ovviamente diversa da una montagna rocciosa..) a cui ci si doveva adeguare.
Ovviamente poi cambiano moltissimo gli approcci a seconda se l'obiettivo da assaltare sia un bunker corazzato, un nido di mitragliatrici in una buca, un mezzo blindato esplorante o un paio di fanti con fucile asseragliati in un edificio.
Ovviamente cambiano moltissimo le cose se ad attaccare è una squadra, un plotonne o un battaglione di fanteria; ma anche limitandoci alla squadra di fanteria (come dici tu stesso) bisogna capire se questa fa parte di fanteria meccanizzata (il fuoco di copertura proveniente dall'half-track può essere mobile, mentre con una squadra completamente appiedata i fuoco di copertura deve per forza essere quasi statico), oppure se l'attacco avviene in cooperazone con altre forze che offrano un ultreriore fuoco di copertura o di soppressione (carri armati, mortai) o in modo indipendente (come accadeva più spesso, per esempio, nel teatro del Pacifico).
In ogni caso, per rispondere in modo secco alla domanda che poni, direi che la soluzione più generalmente adottata (o perlomeno suggerita dai manuali), almeno nel caso di assalti su posizioni all'aperto, era proprio il contraio di quanto supponi.
Era infatti previsto una manovra di avvicinamento quanto più defilata possibile – e quindi anche vie non frontali, ove possibile – ma l'assalto vero e proprio avveniva appostando lateralmente (l'ideale era su entrambi i lati) le armi di appoggio (BAR, eventuali mitragliatrici da 7,62 o 12,7mm, tiratore scelto con fucile di precisione) e dare l'assalto frontalmente, con una brevissima serie di "balzi" (corsa di 5-10 metri>appiattimento al suolo>eventuale rotolamento laterale>nuova spinta di corsa) per giungere il prima possibile a distanza di tiro delle bombe a mano a cui seguiva l'ultima corsa diretta sull'obiettivo con fuoco diretto.
Questo sistema era in definitiva adottato da tutti gli eserciti dell'epoca ma, essendo ovviamente assai rischioso, ogni volta che se ne presentava la possibilità, lassalto diretto di questo tipo si cercava di evitarlo, ricorrendo al fuoco d'appoggio di mortai, mezzi blindati, attacco simultaneo (da più parti) di più di un reparto. ecc.
Spero di essere stato esaustivo. | 
17-April-2009
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Mar 2009 | | grazie, sei stato chiaro e completo..cmq io mi riferivo agli scontri a fuoco durante le ricognizioni ad esempio, dove sono impegnati soltanto qualche plotone o qualche compagnia di fanteria, armati soltanto di fucili automatici garand m1 e mitragliatori thompson e bar..mi è capitato spesso di sentir parlare di queste tattiche di fuoco dove una squadra di fuoco tiene occupato il nemico con un fuoco continuo di sbarramento e una squadra assalto fiancheggia l'obbiettivo prendendolo alle spalle o sul fianco dove è meno coperto..tutto quì.. | 
17-April-2009
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Faccio alcune premesse prima di risponderti.
1)Le ricognizioni erano eseguiti da appositi reparti divisionali, generalmente dotati di veicoli blindati o su jeep armate, a cui si aggiungevano scout a piedi che in caso di azioni di fuoco avevano comunque l'appoggio immediato dei blindati o delle armi di supporto dalle jeep.
I reparti di fanteria, al pari degli scout, potevano operare semmai dei pattigliamenti, a livello di squadra o al massimo di plotone.
In entrambe i casi – ricognizione o pattuglia – comunque non si dovevano mai assaltare posizioni nemiche, ma limitarsi all'individuazione del nemico, e in caso di contatto si cercava di sganciarsi il prima possibile, ovviamente sparando...
2) Azioni di assalto ad obiettivi nemici erano in genere organizzati a livello di battaglione (quindi con tutte le relative armi d'appoggio). Determinati settori da colpire erano quindi suddivisi tra le due compagie di fanti (la terza era di riserva) ai cui plotoni venivani assegnati i singoli obiettivi.
La compagnia di fanteria USA, nel 1943, aveva a disposizione come armi di reparto 3 mortai da 60mm, 3 bazooka, 1 mitragliatrice da 12,7 e due da 7,62.
I singoli plotoni potevano invece contare solo su 3 BAR distribuiti 1 per ciascuna squadra.
Un assalto ad un obiettivo (per esempio un nido di mitragliatrici protetta da una squadra di fanteria trincerata nele buche) era quindi affidato al singolo plotone.
3)postazioni difensive che permettessero di essere aggirate senza che l'attaccante fosse sotto tiro in modo più o meno costante nel raggio di un centaio di metri, direttamente o indirettamente (nel senso che altre postazioni arretrate potevano coprire gli angoli di tiro "ciechi") erano postazioni fatte male. Specie da parte tedesca queste dovevano essere assai poche. L'azione di copertura e soppressione da parte delle armi pesanti di compagnia e battaglione serviva proprio impedire che le diverse postazioni difensive potessero coprirsi a vicenda: ma la squadra o il plotone attaccante non potevano mai avere certezza della loro efficacia.
L'assalto da parte del plotone poteva avvenire più o meno nel seguente modo. Una (a volte due) delle tre squadre veniva fatta avanzare fino ad una postazione defilata la più vicino possibile all'obiettivo e che doveva per forze essere posta lateralmente alla linea di avanzata delle altre squadre (sia che questa fosse diretta che "aggirante") in modo che gli altri non si trovassero sotto tiro.
Da qui la squadra apriva un fuoco di copertura per far "tener bassa la testa" al nemico.
Le altre due squadre avanzavano, dandosi reciprocamente il cambio e procedendo a "sbazi" oppure coperti da una cortina fumogena creata dalla squadra di copertura con bombe fumogene, verso l'obiettivo lungo la strada (qualsiasi fosse) che offriva il maggior numero di ripari: avvallamenti del terreno, muretti, alberi... Arrivati ad una certa distanza (diciamo un centinaio di metri) era difficile che le squadre non si trovassero sotto tiro.
A quel punto, mentre la squadra di copertura continuava il tiro, la o le squadre in assalto lasciavano in posizione laterale (sempre per lsciare libero il campo) le sezioni BAR che offrivano ulteriore fuoco di copertura. I fucilieri allora avanzavano diritte il più velocemente possibile (a sbalzi, magari aiutati da bombe fumogene) fino a una trentina di metri, distanza dalla quale lanciavano le bombe a mano per poi avanzare di corsa a fuoco spiegato fino al punto finale.
L'assalto finale delle due squadre poteva avvenite su un fianco? Certo, ove possibile. Tieni però conto che i fianchi di una posizione difensiva erano di certo a loro volta protetti da altre postazioni, cosicché la squadra avanzante avrebbe rischiato di trovarsi comunque sotto tiro. In effetti, visto che nessun assalto in realtà era un'azione isolata, l'avanzata delle truppe era preferibile che avvenisse sotto la protezione delle armi pesanti di reparto (compagnia, battaglione, reggimento) e quindi lungo direttrici prossime alle aree da queste coperte, cioè visibili da tergo e quindi abbastanza "rettilinee".
Concludo dicendo che azioni teoriche come quella descritta sopra, oltre ad essere appunto "teorica" e nei fatti soggetta a mille variazioni contingenti, era un fatto realativamente raro. Era cioè relativamente poco comune, in realtà, a dispetto di tanti film, che i piccoli reparti di fanteria arrivassero ad un vero contatto ravvicinato con le truppe nemiche. Queste, il più delle volte o erano annientate dal pesante fuoco preparatorio (artiglieria, aerei) o di soppressioni (armi pesanti di reparto) o di accompagnamento (corazzati), oppure all'approssimarsi delle truppe avanzanti si arrendevano o, più spesso, retrocedevano su posizioni arretrate. | | Strumenti Discussione | | | | Modalità Visualizzazione | Modalità lineare |
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