Registrazione FAQ Lista Utenti i Gruppi Utente Calendario Tags Cerca Messaggi Odierni Segna come Letti
Vai Indietro   AI Storia Forum. Forum Storia > Storia Militare > Storia Militare. XX secolo > La Seconda Guerra Mondiale

La Seconda Guerra Mondiale Storia Militare. La Seconda Guerra Mondiale

Tags: , , , , , ,


Rispondi
 
LinkBack Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 08-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 161
Predefinito vicende umane durante la guerra

In questi giorni ho molto saltuariamente ascoltato una interessante trasmissione di Radio3 - "Internierter" – che presentava le testimonianze di alcuni delle decine di migliaia di militari italiani che, dopo l'8 settembre '43, sono stati internati nei campi di concentramento tedeschi.

Non parlerò del pur interessantissimo argomento della sorte dei nostri militari dopo lo sfacelo dell'8 settembre, ma nell'ultima puntata ascoltata quest'oggi (tutte le puntate si possono comunque riscoltare sul sito di Radio3) è stato raccontato un piccolo episodio molto toccante.

Uno dei reduci, internato in un campo vicino al confine tra Austria ed Ungheria, raccontava della liberazione da parte dell'esercito sovietico. Dopo l'arrivo del primo carro armato russo, i nostri ora ex-prigionieri rimasero alcuni giorni come inebetiti, senza sapere cosa fare (ora non c'era nessuno che dava loro tutti gli ordini) ed infine, raccolti alcuni stracci si diressero dove era più probable trovare cibo: incontro alle colonne in avanzata dei russi. Questi li indirizzarono verso un campo di raccolta in Ungheria, dove venivano convogliati tutti i prigionieri non russi che venivano man mano liberati (oltra agli italiani, inglesi, francesi, ecc.), campo che la colonna degli italiani raggiunse, a piedi e quasi senza cibo, dopo una marcia di 180 km.
Qui vennero schedati da tre soldatesse dell'Armata Rossa incaricate. La soldatessa che schedò il nostro reduce era una ragazza di 17 anni che sarebbe poi divenuta sua moglie.
La ragazza era di Staligrado e nel '42 aveva vissuto la tragedia dell'assedio tedesco. Quando, nell'ottobre dello stesso anno, le sorti si ribaltarono in seguito alla controffensiva sovietica, i tedeschi, prima che la trappola si chiudesse, evacuarono o tentarono di evacuare quanti non direttamente utili al combattimento, insieme a molti russi, utili come forza lavoro; tra questi la ragazza ed i suoi genitori.
Durante la marcia di centinaia di km in mezzo alla neve, giorno e notte, il padre, già ammalato, una notte morì tra le braccia della ragazza. Lei e sua madre giunsero infine in un lager, in ungheria, dove erano usate come manodopera gratuita (schiavi, se volete). Un giorno dissero alla ragazza che sua madre si era ammalata e che era stata portata nell'ospedale del campo; dopo alcuni giorni le dissero che sua madre era morta. Dopo la guerra si venne a sapere che in quell'"ospedale" si facevano anche strani eseprimenti su cavie umane... Il vero destino della madre non si verrà mai a sapere.
La ragazza ed il reduce, si innamorarono e non avendo lei più nessuno, lo seguì in italia.

Sarò forse un sentimentale, ma devo dire che ascoltare questa storia dalla viva voce di uno dei due protagonisti, mi ha profondamente emozionato.
E questo soprattutto perché mi rendo conto che episodi così dolorosi ed umani, non sono stati affatto rari durante il secondo conflitto mondiale.
E' stato un periodo che ha toccato milioni di persone, militari e civili, in un modo che per noi non è neanche pensabile, e quello che si può immaginare sentendo questo od altri racconti rende solo una pallida idea di quello che può aver lasciato nell'animo di queste persone.

Sentendo racconti come questo mi viene spontaneo pensare quanto siamo fortunati, noi, a vivere in un mondo dove fatti del genere sono fortunatamente non così comuni come lo sono stati sessant'anni fa.
__________________
Marco Astracedi
www.pangecom.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #2 (permalink)  
Vecchio 08-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 171
Predefinito

Hai ragione, Marco, siamo molto, molto fortunati e nonce ne rendiamo conto. Un periodo così lungo di pace, almeno nei nostri paesi, non c'era dai tempi dell'Impero romano!

E per qual che riguarda la guerra ci sono episodi toccanti, come quello che hai raccontato tu e episodi terribili, di sofferenze enormi o anche di responsabilità di cui taluni si son dovuti caricarsi. Alcuni episodi:

Erano i tardi anni '50 e visitavo una mostra a Trieste dove allora vivevo, sui campi di sterminio nazisti: Fotografie terribili di mucchi di capelli umani, di occhiali ecc. che rendevano evidente il numero enorme delle vittime, e poi gli oggetti decorativi di pelle umana, ma in fondo immagini, da contemplare con orrore ma pur sempre a distenza a distanza. Improvvisamente vicino a me un signore con una barba brizzolata scoppia in lacrime: la divisa del KZ che era esposta portava sul petto un numero, una sola cifra di differenza da quella della stessa divisache quel signore anni prima aveva indossato. Era un sopravvisuto, uno dei pochi.

Anni or sono ho avuto qui in Germania una paziente che da bambina era stata in un campo di sterminio, dove i suoi erano periti. Lei si era salvata, era emigrata a Israele dove si era sentita rifiutata e era ritornata in Germania. Era una donna distrutta, malgrado avesse cercato di rifarsi una vista normale, avesse formato una famiglia, avess eavuto un figlio. MA non ha mai trovato la forza di raccontare quanto aveva vissuto nel lager.

Eun ultimo episodio: Mentre facevo il corso di abilitazione all'insegnamento, il primo che si sia fatto all'inizio degli anni '70 uno dei conduttori, un mite professore di lettere, tipico intellettuale, raccontò il dramma della sua vita: Era stato partigiano, responsabile di un piccolo reparto. Uno dei suoi umomini, poco più di un ragazzo aveva rubato una mucca a dei contadini, compromettendo così l'appoggio indispensabile dellapopolazione civile. Il comandante del reparto dovette processarlo, il giovane venne condannato a morte e dopo che la sentenza fu eseguita egli dovette darne la notizia ai genitori. Erano passati decenni, ma il dolore ed il conflitto in cui si era trovato erano ancora presenti.

Potrei continuare a raccontare episodi del genere che mi sono stati riferiti, ma è meglio che smetta qui. Rallegriamocui di vivere in tempi che, malgrado tutto, almeno per noi sono migliori!
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 76
Predefinito

Sono almeno 15 anni che non posseggo una tv, e tuttavia le notizie, che quotidianamente ci propinano ad ora di pranzo(anzi se vogliamo essere precisei al risveglio, a pranzo, a merenda, a cena e prima di andare a dormire.......), nei momenti di "relax", mentre le famiglie sono generalmente riunite per mangiare ( cosa che ritengo non da poco, cioè mangiare mentre "allegramente" passano certi racconti, certe notizie, e sopratutto certe immagini) mi arrivano lo stesso .
Non ho nulla di cui rallegrarmi se penso che , è vero ,non c'è guerra in Occidente, ma sono molti gli eserciti occidentali, impegnati a portare la guerra altrove, con tutti gli orrori annessi e connessi e con tutte le ripercussioni etiche che ciò comporta..... non mi sembra molto remoto lo scandalo del comportamento dei militari italiani in Somalia, nè quel pò che è venuto fuori sull'Iraq o sulla jugoslavia.
Di fornte a simili notizie, sinceramente, devo pensare che alcuni comportamenti esecitati durante la seconda guerra mondiale sono tutt'ora agenti ,anche se non qui, DA QUI e non posso certo rallegrarmi se è mio fratello, mio ccugino e mio zio ( in senso figurato) che attuano Lì MA ORA i suddetti comportamenti; non posso rallegrarmi nel vedere che la terribile esperienza della seconda guerra mondiale non abbia portato buoni frutti , cioè la volontà costante ed esercitata e l'impegno a che certe modalità di interazione tra gruppi diversi siano una volta per tutte eliminate, o quantomeno regolate veramente (nel senso che le regole vengano applicate e rispettate)

Se la guerra è altrove ,non mi posso rallegrare, la Terra è una palla e non c'è nulla, all'interno di essa che non abbia relazione col tutto e non sia concatenata a tutto il resto.

Milena
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #4 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 161
Predefinito

Non mi illudo che la gente che ora vive (o è fuggita) in Afganistan o in Mozambico, trovino grandi differenze tra oggi e la guerra di oltre sessant'anni fa.
Eppure c'è la fondamentale differenza del numero delle persone e delle superfici geografiche coinvolte. Durante la Seconda guerra mondiale sono decine, anzi centinaia di milioni le persone coinvolte direttamente nel conflitto e che in un modo o in un altro hanno delle storie da raccontare, storie che hanno segnato la loro esistenza. Se poi consideriamo anche la vita dei civili non direttamente nel teatro bellico la cifra sale a miliardi di persone. Basti pensare alle fabbriche statunitensi con operaie donne, all'acquisto dei buoni del tesoro finalizzato "allo sforzo bellico", allo zucchero delle piantagioni brasiliane destinato agli impianti chimici che producevano armamenti, alle famiglie dei militari del commonwealth (es. Indiani)... Ma lo sapevate che una divisione Brasiliana ha combattutto proprio qui in Italia? Insieme a marocchini, indiani, polacchi, canadesi, greci, ebrei, turcomanni, neozelandesi, algerini, inglesi, americani, francesi, tedeschi, russi (arruolati con i tedeschi) e ovviamente italiani (e probabilmente ne dimentico alcuni).
E' stata una guerra MONDIALE e su scala mondiale (anche in senso numerico) dobbiamo pensare alla diffusione di storie come quella raccontata. L'Afganistan, teatro di guerra da 18 anni, è una tragedia immane ma – sarò forse cinico – bisogna dire che è una tragedia limitata ad un quantitativo relativamente ristretto di persone. La seconda guerra mondiale presenta le stesse tragedie ma su scala immensamente più vasta.

Non mi addentro sul discorso della guerra "portata" in questi paesi dai nostri militari. Dico solo che non sono affatto d'accordo e bisognerebbe almeno distiguere casi isolati (Somalia?) dagli scopi, motivazioni e generale comportamento dei militari europei (se guardiamo all'altra sponda dell'Atlantico i discorsi si fanno più delicati). Questo è però un discorso molto "pericoloso" che non voglio assolutamente portare avanti in questa sede.
__________________
Marco Astracedi
www.pangecom.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 76
Predefinito

Marco erano solo esempi banali, e certo neanch'io ho intenzione di mettermi a discutere di questo. Il punto nodale per me è che la Storia effettivamente pare non Insegnare nulla, se dopo un'esperienza di orrore mondiale come la seconda guerra mondiale ancora vi sono simili cose, anzi, che certi orrori siano addirittura stati "consolidati " ed elevati a sistema.
mi chiedo dunque dove vadano a finire e quanta incidenza abbiano le storie ,umane, delle persone, che probabilmente non sono state considerate allora nè lo sono adesso, se ciò che raccontano serve solo a farci dire meno male che è passato, di qualcosa che invece è ancora presente e vivo.

Per quanto mi riguarda, e stavolta è la natura che ben può insegnarci, so che se un vulcano erutta in un luogo e fa relativamente pochi danni in loco,ciò non toglie che le conseguenze di questo evento siano comunque mondiali. Il protarsi di certi comportamenti nell'uomo, dovunque essi si manifestino e su qualunque scala,certamente non favorisce il progresso comune della specie.

Milena

Ultima Modifica di Aquamarina : 09-June-2007 14:47.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 171
Predefinito

mai, mai purtroppo si è stati in grado di imparare dagli eventi: la querradei trent'anni fece proprorzionalmente direttamente e indirettamente più vittime di ogni altra, in particolare tra la popolazione civile; si è imparato qualcosa?
Ci sarà purtroppo sempre qualcuno che riterrà di avere ragione e di aver diritto di imporre questa ragione con la violenza e qualcun'altro vorrà o dovrà cercare di fermarlo. Sono in questo disilluso e pessimista.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #7 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 80
Invia un messaggio via MSN a Karl
Predefinito

A me devo dir la verità, dato che siamo su un forum di storia, la cosa che più mi dà fastidio (ovviamente sono le morti e le ingiustizie, ma neanch'io in questo momento ho tempo per imbarcarmi in questa discussione... che pure andrebbe fatta anche se su un piano storico è possibile farla fino a un certo punto, non essendo sempre chiara e disponibile la documentazione perchè piuttosto recenti i fatti. Che tuttavia possono essere inquadrati storicamente) è l'uso che della storia si fa in questi casi. E generalmente proprio della seconda guerra mondiale, che ogni volta viene presa a prestito e letteralmente massacrata per fornire la giustificazione dell'inevitabilità (o della vera e propria "giustezza") di questo o quell'intervento militare. E invece proprio la seconda guerra mondiale, pur nella sua tragicidità e probabilmente nelle sue efferatezze e crimini, riscontrabili peraltro da più parti, costituisce secondo me la fine di un ciclo, e l'inizio di un altro. Su diversi piani: tecnologico e militare, politico e in parte ideologico, ecc. E quindi delle distinzioni andrebbero pur fatte. Peccato che quando si corre alla guerra il supporto ideologico di militari (che magari accettano questo o quell'incarico anche per soldi. Che magari hanno un livello di istruzione che basso è dir poco, se penso per esempio ad alcune interviste che ho sentito di militari americani. E conseguentemente un livello di manipolabilità - per l'aspetto e economico e culturale - potenzialmente molto alto) e dell'opinione pubblica diventa piuttosto importante, almeno in una società come la nostra. E si pesca da qualsiasi parte per ottenerlo, in particolare nel supermercato della storia...

Curiosa poi la notazione di Milena sul pianeta Terra. Dato che proprio le guerre, innanzi tutto la seconda guerra mondiale, ha iniziato a porre maggiormente l'attenzione sulle catastrofi potenzialmente innescabili dall'uomo, sulle connessioni tra guerra, ambiente e catastrofe (naturale, ma in quanto tale anche umana, poichè capace di estinguere l'umanità stessa), dal rischio nucleare all'uranio impoverito.

Ultima Modifica di Karl : 09-June-2007 17:20.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #8 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 161
Predefinito

Quote:
Karl Visualizza Messaggio
Peccato che quando si corre alla guerra il supporto ideologico di militari (che magari accettano questo o quell'incarico anche per soldi. Che magari hanno un livello di istruzione che basso è dir poco, se penso per esempio ad alcune interviste che ho sentito di militari americani. E conseguentemente un livello di manipolabilità - per l'aspetto e economico e culturale - potenzialmente molto alto) e dell'opinione pubblica diventa piuttosto importante, almeno in una società come la nostra. E si pesca da qualsiasi parte per ottenerlo, in particolare nel supermercato della storia...
Stiamo andando parecchio OT... Comunque trovo che 'sta cosa dei militari che prestano il proprio supporto ideologico sia da prendere un po' con le pinze. In alcuni casi può essere senz'altro, ma non facciamo facili generalizzazioni.
Tanto per rimanere in argomento con la seconda guerra mondiale vorrei ricordare che i primi a sostenere il fatto che la guerra poteva essere evitata e a riconoscere delle responsabilità anche da parte anglo-francese, – o cosa simile, se non più estrema, nel rapporto Roosvelt-Giappone prima di Pearl Harbour – furono proprio Fuller e Liddell-Hart, cioè un militare ed un ex-militare.
Parimenti la maggior parte dei vertici militari italiani, nel '40, espressero chiaramente la loro opinione contraria alla guerra (almeno in quella situazione) e l'entrata in guerra fu una decisione tutta del Duce.
__________________
Marco Astracedi
www.pangecom.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #9 (permalink)  
Vecchio 09-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 80
Invia un messaggio via MSN a Karl
Predefinito

Sì in effetti siamo OT. Facciamo conto che sia una parentesi... Sì io mi riferivo principalmente a... come dire... la "bassa manovalanza" che va a rimpinguare le fila di quelli che più spesso finiscono sul campo a lasciarci la pelle. L'ideologia e la propaganda che si accompagna (e che sta dietro, nella società e nella cultura) ai vari reclutamenti negli States mi pare esemplare di quel che avevo in mente. Nelle interviste di cui parlavo ho sentito alcuni militari, generalmente molto molto giovani, economicamente e culturalmente non esattamente ai "vertici" della società, spesso provenienti da quelle zone che sono ritenute la "provincia" degli Stati Uniti (e che tuttavia al contempo ne costituiscono il "cuore"), spesso di colore, che ragionavano delle guerre alle quali partecipavano negli stessi termini in cui potrebbe ragionarne un bambino di 4 anni che commenta un film tipo Star Wars o un fumetto di super-eroi. Del resto proprio l'esempio di alcuni veterani, come quelli del Vietnam per prendere un episodio famoso, hanno mostrato quanto possa contare l'essere imbottiti di ideologia...

Beninteso, meccanismi di questo tipo agiscono in praticamente tutte le guerre che si conoscono, per quanto ne so. Dall'antichità ad oggi. E a qualsiasi latitudine geografico-culturale. La differenza forse sta nel rapporto che tali ideologie e tali meccanismi hanno con la realtà. A volte magari per quanto lontano tende verso l'1:1, altre volte vi si allontana decisamente, a mio parere.

Ultima Modifica di Karl : 10-June-2007 01:23.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #10 (permalink)  
Vecchio 10-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 161
Predefinito

Avevo in parte frainteso, Karl. Ora è più chiaro e condivido maggiormente.

Vorrei sottolineare, però che spesso ci sono differenze culturali non indifferenti tra la media dei soldati USA (specie se di truppa) e gli
equivalenti europei; differenze che si manifestano anche a livello di conssapevolezza diversa. Conoscendo di persona alcuni militari ed ex-militari italiani, e sentendo le loro esperienze, mi sento di poterlo affermare con una certa tranquillità: l'europeo (salvo le solite eccezioni) non è un rambofilo, gli americani (ma anche qui faccio una stupida generalizzazione brutale) lo sono assai di più e, sotto questo aspetto, spesso vengono visti di mal'occhio dagli europei per il modo "sbrigativo" () di portare avanti le azioni.

Da parte mia cercherò di chiudere qui la parentesi OT.
__________________
Marco Astracedi
www.pangecom.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #11 (permalink)  
Vecchio 10-June-2007
L'avatar di  Aquamarina
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 76
Predefinito

Mi scuso se il mio primo messaggio ha avvaito l'Ot, ma ,evidentemente non ho capito bene il senso del post. Credevo che il post fosse stato impostato in modo che le storie umane di tutti coloro che parteciparono direttamente ed indirettamente alla guerra , sevissero come spunto per riflettere sull'azione del passato sul presente, a livello soprattutto del vissuto e dell'interazione delle storie indivduali con la storia generale.

Ciao
Milena
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
  #12 (permalink)  
Vecchio 10-June-2007
AI Storia Senatus
 
Data Registrazione: May 2007
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 161
Predefinito

Quote:
Aquamarina Visualizza Messaggio
Mi scuso se il mio primo messaggio ha avvaito l'Ot, ma ,evidentemente non ho capito bene il senso del post. Credevo che il post fosse stato impostato in modo che le storie umane di tutti coloro che parteciparono direttamente ed indirettamente alla guerra , sevissero come spunto per riflettere sull'azione del passato sul presente, a livello soprattutto del vissuto e dell'interazione delle storie indivduali con la storia generale.
No Milena, non siamo necessariamente OT. Solo che parlare di Seconda Guerra Mondiale, in rapporto alla guerra in genere è una cosa. Parlare di seconda guerra in rapporto ai conflitti odierni è anche fare cronaca, politica, o quant'altro... Propongo di limitarci semplicemente ai decenni o secoli passati – o a ragionamenti in termini più generali – per rimanere ancorati alla Storia ed evitare argomenti scottanti.
__________________
Marco Astracedi
www.pangecom.it
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo questo messaggio!OKNO questo messaggio!
Rispondi Citando
Rispondi


Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di scrittura
Tu non puoi inserire messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

codice vB is Attivo
Smilies è Attivo
[IMG] il codice è Attivo
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Attivo
Pingbacks are Attivo
Refbacks are Attivo



Archeologia Italiana - 1998-2008 - Copyright. Tutti i diritti riservati
InPictura di Ivan Boni - PIVA 03045520362
Powered by: vBulletin Version 3.6.11 ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Limited
Tutti gli Orari sono GMT +2. Attualmente sono le 06:14.
SEO by vBSEO 3.1.0