Provo a dire qualcosa, in modo succinto, per introdurre il tema, assai interessante.
Direi di distinguere prima i due tipi di fascismo e poi le figure dei due leader, evidenziando alcune similitudini e differenze.
Direi che quello che maggiormente accumuna i due fascismi italiano e spagnolo è l'anticomunismo. In entrambe i paesi, il fascismo nasce come risposta rivoluzionaria ed armata alla "minaccia" comunista, solo che in Italia la "rivoluzione" fu "armata" solo in modo estremamente limitato e gli scontri con i comunisti, per quanto seri, non arrivarono alla degenerazione di una tragica guerra civile come in Spagna; la presa del potere, in Italia, avvenne poi in modo quasi legalitario, con una minaccia armata a cui non credette nessuno.
Se il veemente anticomunismo accomuna i due fascismi, bisogna dire, però, che quello italiano, aveva anche altri spunti politico-ideoligici fondanti, sia pure un po' confusi e a volte contraddittori: l'esaltazione dell'attivismo (in particolare quello giovanile) come essenza stessa dello spirito rivoluzionario, lo spirito rivendicativo dei reduci che si sentivano traditi dalla Nazione e che sentivano la Nazione stessa privata dei giusti riconoscimenti internazionali (la questine della "vittoria mutilata"), il consociativismo (almeno nelle fasi iniziali).
Una caratteristica peculiare del fascismo spagnolo, direttamente collegata all'anticomunismo, è l'esasperato filocattolicesimo. In Italia questo fattore ebbe una qualche rilevanza dopo il concordato con la Chiesa, ma comunque in modo non paragonabile a quella spagnola.
Sia pure per motivi differenti i due fascismi furono accomunati da politiche repubblicane (o meglio, antimonarchiche), che nel fascismo italiano furono vive sono negli anni precedenti il 1922, e poi riprese durante la Repubblica di Salò. Presente in entrambe le Nazioni, poi, vi era ovviamente una politica economica nazionalistica e "autarchica", e un forte sentimento nazionalistico con ambizioni colonialistiche.
Dal punto di vista dell'"estetica di regime" e della propaganda, la Spagna, come tutti i regimi fascisti degli anni '30/'40, si ispirò largamente alle forme esteriori originarie del fascismo italiano; quest'ultimo però esaltò in modo peculiare l'estetica pseudo-romana in un modo che in Spagna non aveva ovviamente senso. Il fascismo esaltò inoltre alcune forme estetiche e movimenti culturali assai meno deteriori – come il futurismo e l'architettura razionalista – peculiari dell'Italia, e che in Spagna sono stati sommariamente importati in maniera sporadica e poco importante.
Una differenza fondamentale ed evidentissima è poi quella che il fascismo spagnolo sopravvisse agli anni del conflitto mondiale.
E questo porta direttamente a sottolineare alcune differenze tra Mussolini e Franco. Se il primo fu uno statista dotato indubbiamente di maggiore carisma, energia, originalità ed intuito politico-populista, Franco fu straordinariamente più "furbo". Egli intuì maggiormente di Mussolini i pericoli dell'alleanza con Hitler e, pur dovendo moltissimo a quest'ultimo e ancor di più a Mussolini, si guardò bene dall'entrare in guerra a fianco dell'Asse, e non concesse neanche il transito delle truppe tedesche destinate all'occupazione di GIbilterra, facendo in questo modo un inestimabile regalo a Churchill.
L'unico, poco più che simbolico, gesto di appoggio a Germania e Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu la costituzione di una divisione di volontari – la "Divisione Azul" – che venne inviata sul fronte russo, operando in seconda linea sotto comando tedesco.
In definitiva, Franco ebbe decisamente un profilo più basso di Mussolini, ma fu anche molto più pragmatico, cinico e politicamente avveduto. |