 |  |  |  | | Gli Anni tra le due Guerre, in Europa e nel Mondo Storia Militare. Gli Anni tra le due Guerre, in Europa e nel Mondo |  | 
11-May-2008
|  | Amministratore AI | | Data Registrazione: May 2007 | | Approfondimento sulla resistenza tedesca al nazismo Vi segnalo un lungo articolo di approfondimento sui principali protagonisti e sulla natura della resistenza interna in Germania al nazionalsocialismo.
I caratteri della propaganda antinazista e i principali eventi di contrasto al nazismo prima e durante la seconda guerra mondiale in Germania La resistenza tedesca al Nazismo
L'articolo è di Marco Astracedi e se volete possiamo discuterne in questa discussione. | 
12-May-2008
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Non posso che raccomandare l'articolo di Astracedi, fatto bemissimo e ricco di informazioni. | 
22-May-2008
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Ringrazio per l'apprezzamento Ivan e Dceg.
Vorrei inoltre aggiungere un argomento su cui discutere, non inserito nell'articolo in quanto piuttosto soggetto a valutazioni soggettisve e speculazioni.
Il punto è questo: tra i motivi che in Germania impedirono la formazione di una resistenza su vasta scala e "militarmente" attiva, vi è forse il carattere stesso del popolo tedesco? Vi è forse un'attitudine congenita all'obbedienza "cieca" e un particolare gusto per la gerarchia? Vi è (o vi era) un'autentico spirito di superiorità razziale tale da far condividere alla stragrande maggioranza della popolazione la politica della superiorità germanica?
Naturalmente, già nell'articolo ho accennato a come l'attività di repressione nei confronti di qualsiasi forma di potenziali avversari politici fosse particolarmente precoce, feroce ed efficace. Questo potrebbe certo spiegare molto della debolezza del fenomeno "resistenza" in Germania.
Eppure, contrariamente a quanto avvanne nel resto d'Europa, nessuno si diede mai alla clandestinità e prese le armi contro il regime, neanche nel periodo tra l'estate del '44 e la fine della guerra nel maggio 1945, quando ormai ogni speranza di vittora o anche solo di pace onorevole era orami persa.
In Italia, per fare un esempio a mio parere inerente, negli anni dopo il 1943, la resistenza si sviluppò soprattutto in seguito all'arruolamento forzato nelle file dell'RSI. Molti preferirono rifugiarsi nei monti ed iniziare la guerra partigiana.
Questo in Germania non avvenne mai. Anche negli ultimi mesi di lotta disperata, quando venivano arruolati vecchi e poco più che bambini, nessuno scelse mai la lotta partigiana, e furono invece molti quelli che aderirono entusiasticamente alle file dell'esercito territoriale, con la precisa coscienza di difendere inutilmente il suolo tedesco e il Terzo Reich.
Tutto questo credo debba far riflettere tutti, ma soprattutto il popolo tedesco. | 
22-May-2008
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Quote: astracedi Tutto questo credo debba far riflettere tutti, ma soprattutto il popolo tedesco. | Hai perfettamente ragione Marco:
Tra i diversi motivi della mancanza di una opposizione armata la repressione durissima ha avuto un ruolo ondamentale, ma certamente non è da trascurare un atteggiamento di "innata" obbedienza all'autorità e fiducia in essa che è, o meglio era, tipica della cultura e dell'educazione germanica. Faccio un esempio banale, non politico che però per me è stato significativo e mi è rimasto impresso.
Nel 1960, sedicenne, ho partecipato ad un soggiorno di scolari italiani, di Trieste dove allora vivevo,e di diverse città tedesche sull'isola di Norderney, si trattava del mio primo incontro con la Germania. Un giorno facemmo una gita guidata nelle dune, passando attraverso un campo nudista. Alcune delle ragazze che partecipavano ci dissero poi che si erano sentite molto a disagio di fronte agli uomini nudi e che non avrebbero voluto passare per di lì. Chiedemmo allora perché non avevano preso un'altra strada, si trattava in fondo di una variazione di poche decine di metri. La risposta fu che la guida, il "Führer" aveva detto di passare per di là e a loro non era venuto neppur in mente che si potesse prendere una decisione diversa motivata personalmente.
Bah, ciò non ha impedito che alcuni decenni dopo prendessi la cittadinanza tedesca!
Ultima Modifica di dceg : 22-May-2008 15:54.
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22-May-2008
| | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Proprio oggi trovo pubblicata sull'edizione on-line die Die Welt, un quotidiano tedesco conservatore e vicino alla CDU, la notizia che in Mein Kampf vi sono considerazioni di Hitler che indicano come doverosa la ribellione ad un regime totalitario. Nell'articolo si riporta pure la notizia che Albert Speer, architetto del regime, poi ministro degli armamenti e a detta di alcuni amore segreto di Hitler, quando venne richiamata, nel 1945, la sua attenzione sul passo del libro decise di uccidere Hitler. "Mein Kampf": Adolf Hitler hatte ein Problem mit Diktaturen - Nachrichten Politik - WELT ONLINE
Riporto e traduco il testo in questione da Mein Kampf, facendo presente che il libro in Germania è tutt'ora vietato se non per scopo di studio: "Staatsautorität als Selbstzweck kann es nicht geben, da in diesem Fall jede Tyrannei auf dieser Erde unangreifbar und geheiligt wäre. Wenn durch die Hilfsmittel der Regierungsgewalt ein Volkstum dem Untergang entgegengeführt wird, dann ist die Rebellion eines jeden Angehörigen eines solchen Volkes nicht nur Recht, sondern Pflicht." L'autorità dello stato fine a se stessa non può esistere perché in tal caso ogni tirannia su questa terra sarebbe inattaccabile e giustificata. Se utilizzando il potere dello stato un popolo viene portato alla sua rovina, allora la ribellone di ogni membro di questo popolo è non solamente un diritto, ma un dovere.
Main Kampf fu pubblicato in almeno dieci milioni di esemplari solo in Germania, evidentemente nessuno lo ha letto, sennò le conseguenze sarebbero state altre! | 
25-May-2008
|  | AI Storia Senatus | | Data Registrazione: May 2007 | | Io ritengo che abbia giocato molto anche il fattore culturale nella mancanza di una resistenza armata. La superiorità della razza ariana sulle altre infatti, non fu un'idea della mente di Hitler, ma il risultato di una certa scuola (quella di Kossinna) che ben presto prese piede sulle altre teorie, anche grazie all'appoggio che le fu dato dal regime certo, ma sostanzialmente era ciò che gli studiosi di quel tempo cominciavano a propagandare (a partire da Childe e dal suo The Aryans). E se ad un popolo fai credere che è superiore con tanto di approvazione da parte degli studiosi, non è che poi sia tanto facile togliergli dalla testa questo convincimento, con tutte le conseguenze che esso implica. Se poi ci aggiungiamo che la Germania usciva da un periodo di costanti umiliazioni (o almeno i tedeschi le percepivano come tali) da parte degli altri stati (Francia in testa) dopo la sconfitta subita nella prima guerra mondiale, allora la voglia di rivalsa renderà ancora più difficile sradicare certe convinzioni. Convinzioni che bastano a giustificare qualsiasi atto o quasi ed anche a sopportare un regime dittatoriale, almeno finché questo risulterà vincente. | « -
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