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| Età del Bronzo Storia Militare. Preistoria e Protostoria. Età del Bronzo |
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26-May-2008
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Armi ed esercito nell'antico Egitto
Le armi
Le armi usate dagli antichi Egizi per la caccia e la guerra non subirono sostanziali mutamenti dall'Epoca Predinastica all'inizio del II Periodo Intermedio,quando arrivarono gli Hykhsos.Essi introdussero in Egitto delle nuove armi,come le spade ”Khepesh”dalla doppia lama curva,che avevano una forma intermedia fra quella di una spada ed una scimitarra; il cavallo,il carro a quattro ruote trainato dai cavalli,l’arco composito,che aveva una gittata maggiore di quello semplice utilizzato dagli Egizi e le corazze di cuoio.Inoltre le parti di pietra delle armi furono sostituite da quelle in metallo (rame,bronzo e ferro a seconda delle epoche ).Grazie a queste armi l’Egitto sarebbe stato l’unica potenza militare dell’antichità a sopravvivere all’invasione dei cosidetti “Popoli del mare”.Nel Neolitico le armi più usate erano le frecce,i bastoni,i bastoni da lancio (formati da un unico pezzo di legno,lungo anche più di un metro,ricurvo ad un'estremità-ne sono stati rinvenuti molti esemplari nella tomba di Tutankhamon;veniva usato soprattutto per la caccia agli animali acquatici),i coltelli e le mazze dal manico di legno e la testa conica o rotonda in pietra (in egizio "mnw",caratteristica del sud dell'Egitto).In seguito la testa divenne piriforme ( "heg", tipica del nord)).Mazze piriformi della dinastia 0 sono state rinvenute ad Ierakonpolis. Nelle raffigurazioni è impugnata dal faraone.Successivamente le armi divennero più variate icche,archi (prima di corna d'antilope,poi di legno,soprattutto d'acacia,molto flessibile.Lunghi circa 170 cm,potevano lanciare una freccia a 50 metri;il triplo se si faceva un tiro a parabola); giavellotti,scimitarre,bastoni da lancio,coltelli (in origine con la lama di selce,poi di metallo), pugnali (a doppio taglio;uno,dalla lama di ferro,è stato ritrovato nel sepolcro di Tutankhamon,è il più antico manufatto di ferro rinvenuto in Egitto)e scuri.Gli scudi (dal Medio Regno) erano di legno rivestito di pelle;le corazze (dall'invasione Hykhsos),di cuoio rivestito da placche di bronzo.La cotta di maglia fu introdotta dalla Siria solo all'inizio del Nuovo Regno.L'arco composito, introdotto dagli Hykhsos , era formato da più strati di legno ed osso incollati,e malgrado fosse più corto di quello semplice (in media era lungo 130 cm),aveva una gittata superiore: 80 metri nel tiro diretto,circa 200 in quello a parabola.Il più grande faraone arciere fu senza dubbio Amenhotep II.In un'iscrizione si dice: “il dio perfetto,ricco di potenza, che agisce con le sue braccia alla presenza del suo esercito,forte nell’esercizio dell’arco,che tira a colpo sicuro senza che le sue frecce manchino il bersaglio. Egli tira a bersagli di rame e li buca come se fossero di papiro ,e non tiene in nessun conto i bersagli di legno,tanto è grande la sua potenza…Tira le frecce contro un bersaglio di rame spesso 3 dita,e fa' in modo che 3 palmi escano sul retro del bersaglio".
Il carro da guerra egizio derivava dal carro sumero a ruote piene (lo si vede sul famoso stendardo di Ur),introdotto in Egitto dagli Hykhsos.Fu solo sotto Thutmosis III,però,che assunse l'aspetto definitivo,divenendo una leggera piattaforma mobile di legno e vimini con cassa aperta.Era dotato di due ruote vuote a 4-6 raggi,ed era tirato da due cavalli.Gli animali erano legati al carro da una lunga stanga,a cui erano attaccati solo per il collo ed il pettorale,così da avere una maggiore libertà di movimento e di manovra.Molto mobile,era montato da due uomini,un arciere ed un auriga.Quello ittita, invece,di chiara derivazione sumera,era più pesante,con cassa alta di legno e ruote piene,e portava un auriga e due arcieri.Era meno veloce e meno mobile di quello egizio,e operava in formazione serrata,come una macchina di sfondamento.Era il carro armato dell'epoca.
L'esercito
Fin dalle epoche predinastiche fu necessario provvedere ad un organizzazione militare,necessaria per le attività belliche (scene di conquiste di città si trovano sulla famosa "Tavolozza delle città",della fine del Periodo Predinastico;scene di guerra su quella "Del campo di battaglia",dello stesso periodo),per la difesa dei confini,per il pattugliamento e la messa in sicurezza delle vie carovaniere lungo le quali giungevano in Egitto materiali preziosi ed esotici (oro, pietre preziose, minerali pregiati,legname,incenso,etc) e per l'espansione nei Paesi stranieri (un rilievo rinvenuto a Gebel Sheikh Suleiman,in Nubia,e datato alla Prima Dinastia,mostra prigionieri legati e cadaveri che galleggiano).Capo dell'esercito era il faraone,mentre i suoi figli o il Visir potevano assumere il comando dei singoli reparti.Resti di una fortezza della I dinastia sono stati rinvenuti ad Elefantina (Assuan):di pianta quadrata (50 metri di lato),posta nel punto più alto dell'isola (da cui poteva controllare il traffico fluviale),aveva una cinta muraria di mattoni,e torri disposte ad intervalli regolari.Già nell'Antico Regno,ma soprattutto nel Medio e Nuovo Regno (ne parla anche Sinhue) furono edificati dei fortini lungo il confine est dell'Egitto per proteggerlo dalle incursioni dei nomadi asiatici;è il cosidetto "Muro del Principe",potenziato nel Nuovo Regno.Fin dall'Antico Regno,accanto a soldati egiziani,per lo più contadini,troviamo mercenari nubiani e libici.Soldatini egiziani armati di scudi ricoperti di pelle e lance e arcieri nubiani con arco e frecce sono stati rinvenuti nella tomba del Nomarca Mesehti di Assiut (XI dinastia);sono conservati al Museo Egizio del Cairo.Fino alla XVIII dinastia la maggior parte delle truppe egizie era costituita da stranieri.Le parole geroglifiche per soldato ed esercito sono infatti seguite dal determinativo “ straniero”.I nubiani venivano usati come arcieri (erano famosi,tanto che la Nubia era chiamata "La terra dell'arco");i Libici come fanteria.Fu solo però dopo l’invasione Hykhsos che l’Egitto si dotò di un esercito permanente;prima c’erano solo truppe locali arruolate dai Nomarchi e aiutate dai mercenari. Nel Medio Regno l'espansione egiziana era diretta soprattutto alla conquista e al rafforzamento del dominio sulla Nubia,che si realizzava con la costruzione di fortezze grandiose fra la Prima e la Terza Cateratta del Nilo.Possenti e dotate di mura merlate,di torri,di passaggi sopraelevati, di feritoie e di fossati,assomigliavano ai nostri castelli medievali.
Non ci sono giunti trattati di strategia militare; probabilmente la si adattava alle circostanze e alle condizioni geografiche.
Il Nuovo Regno segnò l'epoca della massima espansione e conquista dell'Egitto fuori dei confini,che andavano dalla Nubia,a sud,fino al nord della Mesopotamia.Su uno scarabeo di Amenhotep III Nebmaatra,il nonno di Tutankhamon (fine XVIII dinastia),si dice:"…i confini dell’Egitto vanno da Karoy fino alla Naharina,nell’alto Eufrate.”Karoy era una località posta vicino al Gebel Barkal, fra la IV e la V cateratta del Nilo;la Naharina era la “terra fra i due fiumi” a nord dell’Eufrate.
L'esercito era organizzato minuziosamente in diverse gerarchie.Era suddiviso in piccoli gruppi riuniti in sottogruppi.Ogni sottogruppo era costituito da 10 uomini agli ordini di un capo.La stessa divisione era applicata alle squadre di operai,come quelle usate nella realizzazione delle piramidi.
Fino a Sethi I l'esercito era diviso in due armate,che ripetevano la tradizionale divisione di Alto e di Basso Egitto.Sethi I lo divise in tre armate:Amon,Seth e Ptah.Ramesse II lo strutturò in 4 divisioni di fanteria (ciascuna col nome di una delle quattro divinità principali dello stato:Amon, Ra, Ptah e Seth).Ognuna comprendeva 20 compagnie di 250 uomini,divise in sezioni di 50 uomini, insieme con gli arcieri.Seguivano i carristi,dotati di carri a due ruote tirati da cavalli,e la marina,formata soprattutto da marinai del Delta.Ad esso si affiancava una capillare struttura burocratica ed amministrativa formata da "scribi dell'esercito". Nel Nuovo Regno l'esercito era permanente ed i soldati erano reclutati col sistema della leva obbligatoria. Scene di reclutamento di soldati si vedono nella tomba di Userhat,della XVIII dinastia.Durante il Terzo Periodo Intermedio si ricorse sempre più ai soldati stranieri,reclutati come mercenari.
La vita dei soldati era molto dura,ed i testi letterari come le Miscellanee scolastiche non mancavano di metterne in mostra disagi e difficoltà.Nel Papiro Anastasi III,del Nuovo Regno,si legge:"Com'è dura la vita del soldato!Quando è ancora un bambino di due cubiti (circa un metro),è preso ed imprigionato in una caserma.Un colpo bruciante è dato al suo corpo,un colpo distruttivo sopra il suo occhio,un fendente sopra i suoi sopraccigli,il suo capo è squarciato da una ferita.E' posto giù e percosso come un papiro,con punizioni.Nei viaggi porta sulle sue spalle,come un asino,la sua acqua ed il suo pane,e la sua nuca ha formato una groppa come quella degli asini.Le vertebre della sua schiena sono piegate mentre beve acqua putrida e si ferma solo per fare la guardia.Quando arriva alla battaglia,è come un uccello spennato e non c'è forza in tutto il suo corpo.Quando torna in Egitto è come un bastone che il tarlo ha mangiato.E' malato e prostrato ed è portato indietro su un asino,e i suoi vestiti sono rubati dai ladri."(da Edda Bresciani,Letteratura e poesia dell'antico Egitto).
I militari avevano il loro abbigliamento,che cambiava in base alle epoche; i reparti stranieri conservavano gli abiti del paese d'origine,come si vede nel modellino dei soldati nubiani.Durante certe operazioni paramilitari i soldati portavano un grembiule di cuoio.Erodoto racconta che “ I guerrieri egiziani sono i soli,assieme ai sacerdoti,a possedere particolari privilegi,come 12 arure ( 1 arura = 100 cubiti, cioè 3 ettari ) di terreno scelto per ciascuno,esente da tasse .E a quelli che ogni anno formavano la guardia reale, in più oltre alle terre venivano assegnati ogni giorno 5 mine di pane per ciascuno,2 mine di carne di bue e 4 aristeri di vino “.
I giovani militari venivano addestrati nel combattimento e nell'uso delle armi.Una fonte indispensabile per conoscere il loro addestramento viene dalle tombe di Beni Hasan, nel Medio Egitto,e da quelle di Tebe Ovest.Non ne conosciamo le regole,ma c'era la lotta con i bastoni (nella tomba tebana di Amenmes,della XX dinastia ),la boxe,la lotta libera,il sollevamento pesi ( sacchi pieni di sabbia?),e il lancio di coltelli su zoccoli di legno.Nel sepolcro i Baket a Beni Hasan sono raffigurate numerosossime posizioni di lotta,che sembrano i fotogrammi di un film.
Fra i racconti guerreschi che ci sono giunti c'è il resoconto delle 17 campagne militari compiute dal faraone Thutmosis III in Medio Oriente ed in Nubia,che è la più lunga e la più antica iscrizione storica a noi pervenuta.E' scritta su 225 linee di testo,ognuna lunga 25 metri. Thutmosis III fu il primo faraone a scontrarsi con gli Ittiti e a conquistare Megiddo (l'egizia Makita),una città fortificata ai piedi del Monte Carmelo,nel nord di Israele.Nella Bibbia è chiamata Armageddon, dall'ebraico "Har Megedon",cioè "il monte di Megiddo".Secondo l'Apocalisse (16.16) a Megiddo alla fine dei tempi si raduneranno le forze del male per l'ultima battaglia contro le forze divine. L'artifizio con cui fu conquistata Giaffa (Joppe) da parte del generale Thute (nascondendo gli uomini nelle giare portate di nascosto all'interno della città) è simile a quello usato da Omero per la conquista di Troia.Altri epici racconti di guerra sono quello della celebre battaglia di Qadesh fra Egiziani ed Ittiti,nel quinto anno di Ramesse II,e il resoconto della cacciata dai cosidetti "Popoli del mare" da parte di Ramesse III.
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27-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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vorrei aggiungere un concetto: gli egizi, seppur tanto bravi e all'avanguardia in molti campi, non lo furono molto nel campo militare, se non a partire del nuovo regno.questo perchè per loro la guerra era innanzitutto un gesto rituale e perciò tendevano a mantenere le loro armi in pietra, infatti l'utilizzo delle mazze in pietra durò parecchi secoli. fu solo quando capirono che la superiorità degli abitanti del Vicino Oriente nell'arte della guerra derivava dall'utilizzo delle armi in metallo,che decisero di adottarle anche loro.
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27-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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E' vero che le mazze di pietra furono usate per parecchi secoli,ma solo in ambito liturgico e cultuale.Per la guerra si preferì usare le armi di metallo (rame,bronzo e ferro a seconda delle epoche).Già nel modellino di guerrieri Egizi le punte delle lance sono di bronzo.Contesto il fatto che nell'Antico e nel Medio Regno le guerra fosse un fatto rituale,dato che già nella prima dinastia sono attestate spedizioni militari in Nubia e,forse,in Asia.Non dimentichiamo,inoltre,che l'Egitto era difeso naturalmente dal Mediterraneo,a nord,dai deserti,ad est e a sud,e dal Mar Rosso e dal Sinai,ad est,e questi potevano essere dei deterrenti forti per le popolazioni che avessero voluto conquistarlo.
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27-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Errata corrige
Mi sono accorta di avere detto,per la fretta (ah,il lavoro!) una fesseria.Le mazze non furono usate solo in ambito liturgico e rituale,ma anche per la guerra,tanto da assumere una valenza simbolica. Ciò non toglie che accanto ad esse furono usate anche altre armi,come lance, pugnali,etc,prima con parti di pietra,e poi di metallo (come si vede nel modellino di soldati Egizi conservato al Museo Egizio del Cairo).L'atto del faraone di colpire i nemici con la mzza (attestato già su quelle predinastiche),è un atto rituale,come simbolo della vittoria dell'ordine (il faraone) sul caos (simboleggiato dai nemici).Per quanto riguarda la guerra,invece,credo che si debba distinguere fra "guerra" e "rappresentazione della guerra " (ad esempio sulle pareti dei templi).Mentre la prima,come tutte le guerre,serviva per estendere i propri confini e le proprie zone d'influenza,per difendersi e per acquisire nuove risorse,la seconda aveva una valenza simbolica,come simbolo della vittoria dell'ordine sulle forze del caos.Mi scuso ancora per la fesseria.
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28-May-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Meritaton
Contesto il fatto che nell'Antico e nel Medio Regno le guerra fosse un fatto rituale
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Concordo pienamente!!! La guerra non è mai e non è mai stata un atto rituale, bensì un'azione con preminenti scopi e metodi tanto pragmatici quanto brutali. Tutt'al più si può certo dire che in ambito bellico si trovano associate anche forme di ritualità che derivano da credenze magico-religiose o che vanno comunque al di là del semplice atto pratico: dalla decapitazione o altra mutilazione corporea, alle più moderne "onore alle armi" o cattura della bandiera.
La mazza è uno strumento sì antichissimo, ma non per questo poco efficacie, tanto da essere ancora usato nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. In ogni caso, come ha già scritto Meritaton, la mazza non fu affatto l'unica arma usata durante l'antico e medio regno.
Concordo invece, sia pure in termini molto generali, che l'esercito egizio non fu mai particolarmente avanzato, se non per un breve periodo del Nuovo Regno, almeno se confrontato con quello di alcuni popoli coevi.
L'Egitto, come giustamente dice Meritaton, già naturalmente difeso abbastanza efficacemente dalla natura dei suoi confini, forse dedicò relativamente maggiori risorse in altri campi, diversi da quello militare; si può comunque dire che, salvo episodi di durata limitata, l'esercito egizio fu sempre in grado di svolgere egregiamente il suo ruolo.
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28-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Non oso immaginare l'effetto di una mazza su un osso lungo o su un cranio.Mio nonno aveva in casa la riproduzione di una mazza ferrata irta di punte,e mi faceva così paura!!!Brrr....
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11-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Proverbio egizio:non maneggiare una lancia se non sei capace di mirare bene (da Ankh Scesionq)
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12-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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Trovate un'esaustiva descrizione dell'esercito egizio (ed ittita) nella discussione:" La fine dell'età del Bronzo nel Mediterraneo",su AI.Ciao!!!
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31-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Ciao, Meritaton, forse ci siamo già incontrati nel Web e comunque volevo farti i miei complimenti per la descrizione in apertura della discussione.
Noto, però, che sorvoli con una certa leggiadria su quella che, da sempre, è stata l'arma principale dell'esercito egizio ovvero la marina fluviale.
In molte incisioni sono riportati i vari battelli che solcavano il Nilo per le più svariate mansioni sia pacifiche e commerciali quanto belliche o quantomeno militari.
Sorvoli anche, forse perchè legato all'argomento, sulla lunga iscrizione tombale di El Kab e, più precisamente della tomba dell'ammiragio (??) Ahmose figlio di Ibana, che fu al servizio di re Ahmose, oltre che di Amenhotep e Thutmosi, con il quale sconfisse gli Hyksos e li cacciò dal suolo egizio.
E' giusto riconoscere a questo grande e valoroso soldato quanto egli compì se non altro perchè l'iscrizione di cui sopra è una delle poche che parli della guerra di liberazione iniziata da Seqenenra Tao II detto il Valoroso proseguita da re Kamose e conclusa dal di lui fratello Ahmose.
Tutti e tre questi sovrani si avvalsero della marina fluviale quale arma principale, re Kamose distrusse con essa la flotta Hyksos tanto che alla sua morte, molto probabilmente, oltre alle proibizioni già in vigore gli Hyksos imposero anche il divieto di acquistare legname per la costruzione di navi, cosa che gli egizi sembra aggirassero utilizzando legno di acacia che non è ritenuto uno dei più idonei all'uso.
Qui mi fermo, qualora qualcuno fosse interessato alla guerra di liberazione dagli Hyksos, con tutti i suoi antefatti e sviluppi potremmo aprire una discussione appropriata.
Ciao, BATA.
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21-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2008
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Ciao,
Visto che siamo in argomento vorrei chiedere se avete delle informazioni sui Popoli del Mare che a più riprese tentarono l'invasione anche del suolo egizio. Ho recentemente letto il libro di Melis sui Shardana che non mi ha convinto e volevo approfondire l'argomento.
Grazie fin d'ora 
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23-August-2008
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Lisandro
Ciao,
Visto che siamo in argomento vorrei chiedere se avete delle informazioni sui Popoli del Mare che a più riprese tentarono l'invasione anche del suolo egizio. Ho recentemente letto il libro di Melis sui Shardana che non mi ha convinto e volevo approfondire l'argomento.
Grazie fin d'ora 
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Ci credo che non ti abbia convinto, dal momento che Melis fà solo supposizioni e non porta vere e fondate prove di ciò che asserisce. Questo non vuol dire che fare supposizioni non sia bene, ma poi bisogna anche trovare delle prove "tangibili" di esse, altrimenti vale tutto e non vale nulla. Se vuoi libri un po' più attendibili sui popoli del mare, guarda su AI forum le discussioni aperte, sono stati segnalati vari volumi. Ad esempio:
I popoli del Mare - Archeologia Italiana Forum
Ma ci sono anche altre discussioni, in cui sostenitori di Melis e oppositori hanno sviscerato abbastanza l'argomento (spesso i toni sono stati anche eccessivi).
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4 Settimane Fa
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2008
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Ciao Leda,
ho visto qualcosa dei forum citati e i toni sono decisamente esuberanti..... Melis fà una serie di affermazioni possibili ma scarsamente supportate da evidenze "misurabili" , questo non vuol dire che abbia torto ma mi colpisce l'enfasi che vuole trasmettere sulla passata grandezza del popolo sardo quasi a bilanciare una carenza attuale che io francamente non vedo....
Sul libro è segnalato un'affresco preso da una tomba etrusca in Campania dove sono rappresentati due guerrieri universalmente noti come Sanniti e Melis li attribuisce come guerrieri Shardana.... ma la datazione della tomba non dà ragione alla corrente sannita??
Ciao e grazie per la segnalazione 
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4 Settimane Fa
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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veramente per Melis, Sardi ed Etruschi sono lo stesso popolo, cioè Shardana! E non solo gli etruschi, ma anche i Danai e varie altre popolazioni facevano parte degli Shardana, secondo lui. Ancora non ho capito se qualche popolazione dell'antichità (a parte Romani e Greci) si salva dall'attribuzione Shardana.....  .
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4 Settimane Fa
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AI Storia Senatus
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Data Registrazione: May 2007
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Quote:
Lisandro
Sul libro è segnalato un'affresco preso da una tomba etrusca in Campania dove sono rappresentati due guerrieri universalmente noti come Sanniti e Melis li attribuisce come guerrieri Shardana.... ma la datazione della tomba non dà ragione alla corrente sannita??
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L'affresco è quello clebre di Paestum, del IV sec. a.C. ed illustra guerrieri lucani/campani o sanniti (proprio in quegli anni l'area costiera campana fu soggetta all'espansionismo sannita).
Per dire che l'affresco è sannita (o giù di lì) ci sono la datazione (parlaimo di un migliaio di anni dopo i Popoli del Mare!!!), raffigurazioni coeve sannite/italiche del tutto simili, e ci sono anche reperti archeologici inerenti gli stessi armamenti difensivi raffigurati nell'affresco: cinturoni di bronzo, corazza muscolare "italica", ed elmi pileati.
Probabilmente Melis non ha visto l'affresco dal vivo e neanche una buona fotografia, perché ha individuato sugli elmi delle cose simili a corna e ha fatto 2+2=5, trovando una rassomiglianza con gli elmi cornuti dei bronzetti sardi, delle raffigurazioni egizie degli Shardana e di un bronzetto trovato a Cipro probabilmente relativo ai Popoli del Mare.
Peccato che nell'affresco sannita vengano raffigurate piume o penne, e non corna. D'altra parte sarebbe stato anche facile dare un occhio ai vari elmi italici della regione (in genere basati sul tipo attico) per vedere tubi porta-pennacchi o ali o corna in lamina.
Il problema è che di questi abbagli plateali ce ne sono altri e molte delle "prove" portate da Melis sono di tipo simile: basti prendere le diverse tipologie di spade che per lui sono tutte shardana, facendo di tutta un'erba un fascio, mettendo insieme spade micenee con quelle caananite, tipo naue con il tipo ad antenne, le diverse spade sarde separate tra loro da secoli...
Quello che mi dispiace che questa leggerezza analitica (tanto per usare un eufemismo) facilmente riscontrabile a specialisti od appassionati, non è altrettanto facile da cogliere per il grande pubblico, tanto che la sua "teoria" sta prendendo sempre più piede. Secondo Melis gli SharDAN ("principi di DAN", cioè i membri della tribù di DAN, una delle 12 d'Israele) sarebbero originari di Ur e avrebbero portato distruzione e colonizzato mezzo Mediterraneo e mezza Europa: SarDI, Micenei, Celti e Thuata de DANnan (peccato che probabilmente la leggenda irlandese si riferisca a popolazioni pre-celtiche), vichinghi, fino ad arrivare al DON!
Se per fare storia e archeologia bastassero analogie pseudo-linguistiche tipo DIN-DON-DAN, somiglianze morfologiche più che superficiali e una totale noncuranza dello scorrere del tempo (tra Shardan e Vichinghi passano 2000 anni, mica bruscolini) sarebbe molto più facile risolvere qualsivoglia "mistero" archeologico.
Non voglio dire che tutto quello che sostiene Melis debba per forza essere sbagliato (magari qualcosa qua e là è anche interessante e forse pure azzeccheta, se tralasciamo le ipotesi più estreme) ma di sicuro il metodo sembra essere del tutto privo di qualsiasi parvenza di affidabilità.
Quello che mi dispiace è che la teoria di Melis (come l'altra che identifica la Sardegna con l'Atlantide platonica, di cui è autore Sergio Frau) godano di spazio sempre maggiore su internet ed anche su altri media.
Mi ha dato fastidio che sull'ultimo numero di FocusStoria – una rivista con intenti puramenti divulgativi, per carità, ma comunque l'unica in Italia ad occuparsi di storia per il grande pubblico – in un articolo sui Popoli del Mare la teoria di Melis figuri alla pari di altre due ipotesi (tutte e due di tipo migrazionista: provenienza occidentale e migrazione/invasione ad Oriente e viceversa) con l'unica precisazione che si tratterebbe di un libro "discusso". Peccato anche che nello stesso articolo non venga dato spazio anche ad altre e più fondate ipotesi, non sempre migrazioniste, prima tra tutte quelle dell'origine settentrionale (Tracia, Egeo e Anatolia) dei Popoli del Mare.
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3 Settimane Fa
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Nuovo Utente
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