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Aquamarina
Secondo me si tratta di discernere quanto di estraneo ai Romani e in fattispecie di italico vi sia nella loro cultura successiva all'ascesa di Roma o anche quanto di comune vi fosse prima dell'età storica.
Certo che i Romani non furono dei Santi e le guerre Sannitiche non foruno una passeggiata: si trattava di imporre il controllo su almeno la Campania compresa Napoli........ Che poi ci sia giunto poco di quello che riguarda le culture italiche contemporanee a TRoma è un dato di fatto ,ma non dipende solo dal fatto che i romani vinsero,quanto anche dalla scarsità delle ricerche....... Hai parlato dell'Irpinia.... si può ben dire che qui non esista ancora una vera e propria ricerca archeologica fatta con tutti i crismi nè una mentalità in tal senso....e per accorgertene basta che fai il confronto con la Puglia e in particolare il foggiano....... I caso di Compsa già è un miracolo......ma dico l'hai visitato il Museo Irpino? hai notato lo stato di abbandono? eppure di cose ce ne sono e anche interessanti: gli xoanon lignei della Mefite( unico tempio di questa Dea in italia, credo); la "principessa" della cultura protostorica di Uliveto-Cairano; le tombe a grotticella della Cultura del Gaudo; i reperti sanniti di Carife ;però sono materiali provenienti da scavi di breve durata: uno scavo qui, uno là........politiche sbagliate, problemi legali, zero integrazione.
La questione dunque non è solo che è più facile scavare il romano, perchè già si sa........è mentalità; non mi pare infatti che in altre zone d'Italia, vedi lazio e toscana ad esempio si trascurino le evidenze etrusche, per restare in tema, ma anche sempre per tornare all'esempio della Puglia siti messapici, neolitici, dell'età del pronzo Paleolitici, greci , tutto insomma.........
Non me la prenderei dunque tanto con gli antichi ,quanto con i moderni
Milena
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Sono quasi in totale accordo con te.
Ma aggiusterei la mira. Me la prenderei con PARTE dei moderni.
Studiando all'Orientale a napoli ho a che fare con professori che si occupano anche di Etruschi, Romani e preistoria e Protostoria italiana.
Il problema non è nei ricercatori o nelle ricerche fatte male o approssimativamente.
Il problema è nei costi degli scavi e nella loro durata.
Tanti professori pagherebbero oro per poter indagare siti preistorici e protostorici pur di far luce su questi periodi e anche quelli successivi etruschi, sabini e romani.
Il problema è che lo scavo ha un costo, se le università hanno pochi fondi (e quindi si dedicano, però BENE, a pochi siti) e i finanziatori esterni invece investono per guadagnare molto e se ne fregano degli interessi culturali, capirai che è difficile scavare siti che, a livello di "ricchezza" e risonanza non sono fondamentali ma che, a livello culturale, sarebbero di capitale importanza.
Nessun finanziatore odierno sarebbe contento di investire grosse somme su una ricerca sui Sabini in quanto pensa che scavare un sito romano in cui troverà sicuramente strutture , edifici e ricchezze varie sia molto più proficuo per lui. Ci sono poche persone (tra queste ci siamo noi poveri archeologi[e nemmeno tutti]) che sono davvero interessati alla cultura, alla storia e a capire quali sono stati i processi dalla preistoria ad oggi che ci hanno portati ad essere qui in Italia, come in Egitto, in Sudamerica o in ogni parte del mondo, quello che siamo.
My two cents (che con quelli di prima fanno quattro cents :P )