Buon'idea, Marco! E la tua scelta non è da criticare. Io aggungerei però Brahms, che malgrado le apparenze è più innovativo di Wagner e che rappresenta il fondamento su cui si sviluppa la musica del Novecento. Aggiungerei anche Gustav Mahler, l'unico vero musicista liberty. Tornando indietro proprorrei anche Palestrina, Luca Marenzio e Gesualdo da Venosa. Facciamo un balzo in avanti ed ecco, tra i contemporanei ancora almeno Penderczki. E dimentichiamo Verdi e Puccini? - Nel mondo slavo poi Bartók, ma anche Smetana e Dvořák.
Per quanto riguarda il jazz si tratta più di interpreti che di compositori ma non si possono non dimenticare almeno Art Tatum e Charlie Parker.
No, una scelta è davvero troppo difficile da fare.
A proposito, in questo momento sto ascoltando la Cantata BWV 170 di J. S. Bach
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