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Vecchio 19-February-2008
astracedi astracedi Non in Linea
AI Storia Senatus
 
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Predefinito i musicisti più importanti

Prendendo spunto dal thread, sul forum gemello AI, sulle canzoni del cuore, mi è venuta l'idea per questa domanda, assai più pretenziosa:

Secondo voi, quali sono stati i musicisti più importanti nella storia della musica occidentale?

Per importanti intendo quelli che hanno lasciato un'impronta duratura, hanno rivoluzionato il modo di intendere la musica ed hanno avuto maggiore influenza sui suoi successori.
Non voglio porre un limite numerico, cerchiamo però di tenerci sul numero più basso possibile nella nostra cernita.

Premetto che, pur appassionato, sono tutt'altro che un esperto; comunque ecco le mie proposte.

Per primo metterei Claudio Monteverdi. Oltre ad essere un punto di passaggio tra la musica mediovale/rinascimentale e quella barocca, di quest'ultima è uno dei massimi rappresentanti, portando l'arte del contrappunto e della polifonia ai massimi livelli. Inoltre, di fatto, è l'inventore dell'opera lirica, o almeno del melodramma, modernamente intesi.

Poi andrei su una triade celeberrima e forse un po' scontata: Bach, Mozart e Beethoven, con particolare attenzione al primo e all'ultimo. Tutti e tre sono straconosciuti e questo è già sintomo della rilevanza generalmente riconosciuta. Bach, in particolare – sebbene non particolarmente celebre durante la sua vita – venne riscoperto tra la seconda metà del '700 e l'800 e largamente riconosciuto come punto di riferimento nella costruzione musicale (in particolare nel contrappunto), come vetta, forse insuperata, per tutta quella musica con struttura "geometrica". Beethoven, pur basandosi su meccanismi già sperimentati fu, di fatto, il "grande rivoluzionario" della tecnica orchestrale: dopo di lui la sinfonia (ma non solo) fu tutt'altra cosa rispetto al passato. Inoltre, sebbene con strutture musicali prettamente classiche, fu il primo dei Romantici, inaugurando un periodo durato ben oltre il mezzo secolo.

A cavallo tra XIX e XX secolo la musica classica (o musica colta, se preferite) vede una serie di spinte verso la sperimentazione di vie nuove. Nella prima metà del novecento si assiste al minimalismo di Satie o, da tutt'altra parte, alla Dodecafonia o alla musica atonale di Schoemberg, Ligety o Nono (questi ultimi due da me particolarmente apprezzati). Queste però sono, per me, sperimentazioni che hanno dato frutti abbastanza limitati, mentre altri, contemporanei o loro precursori – pur innovando, rimanendo nel solco della musica tonale – hanno avuto maggiore rilevanza. Penso a Wagner, come innovatore dell'opera lirica, o Bartok, Shostakovich, ecc. nella musica orchestrale. Tra tutte queste figure io sceglierei il grande maestro della poliritmia: Igor Stravinskij.

Sempre nella prima metà del '900 c'è un altro fenomeno interessante: la commistione tra musica popolare/leggera (che nei secoli precedenti è stata in larga parte annima) e musica colta. Basti pensare ad alcuni ottimi risultati di colonne sonore o musical... In particolare mi sembra spiccare George Gershwin, in questa fusione tra musica "accademica" e musica popolare. Inoltre, Gershwin è un buon punto di contatto con il jazz, che non conosco molto bene, ogliendomi quindi dall'imbarazzo nel dover scegliere altri nomi in questo particolare ambito musicale (anche se apprezzo molto Duke Ellington).

Insieme al Jazz, il Novecento, vede svilupparsi e diversificarsi, in forma ormai non più anonima, la musica leggera e, dagli anni '50 il rock. Per me i Beatles, oltre ad essere dei grandi innovatori (specie dal 1967-68) coprono in maniera eccellente buona parte del ventaglio (canzonetta leggera, rock più o meno duro, psichedelia, sperimentazione "proto-progressive", richiami al folk...). Nel diversificato panorama della musica pop-rock-blues, se devo fare una scelta tra le band che hanno fatto maggiormente "scuola" le mie preferenze vanno sicuramente verso gli scontatissimi Beatles.

Riassumendo ecco ecco le mie proposte: Monteverdi, Bach, Beethoven, Stravinskij, Gershwin, Beatles.

Non tutti da me apprezzati nello stesso modo e che non metterei necessariamente sullo stesso piano di valori, sono comunque tutti nomi stranoti, forse anche troppo.

Vediamo se qualcuno vuole proporre figure meno scontate...
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Marco Astracedi
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