Ovviamente Marco, parlando di KFOR mi riferivo alla Nato; le pressioni dovevano esserci in sede di trattativa, come ho scritto, e purtroppo così non è stato, e trattandosi di una forza composta quasi esclusivamente da militari europei le possibilità c'erano... ma pesava molto la posizione statunitense (condizionata dal peso delle lobbies albanesi, e dal ruolo strategico del Kosovo).
E poi, con il consenso incondizionato degli americani (o quasi, visto che le garanzie richieste sono molto labili, soprattutto nel contesto balcanico... rimane la minaccia economica, ma non è detto che servirà a tenere a freno movimenti ultranazionalisti che ancora hanno potere e rappresentatività, sia in ambito albanese che serbo, senza contare il problema della mafia kosovara che è, a quanto si legge, degnamente rappresentata), per quale motivo i kosovari avrebbero dovuto cedere qualcosa in sede di trattativa?
E' ovvio che avvallata la scelta unilaterale del Kosovo, una forza di interposizione servirà se non altro a garantire i diritti delle minoranze; non ci giurerei sul fatto che il processo del passaggio di poteri seguirà il percorso concordato.
La pressione doveva esserci prima, durante i negoziati, mentre ora si poteva, forse, fare ulteriori pressioni diplomatiche ed economiche per rimandare la dichiarazione di indipendenza e magari fare ripartire le trattative. Non bisogna dimenticarsi che per l'ennesima volta si è scelta la strada di agire al di fuori dell'ONU, tra l'altro con dubbi di legittimità dal punto di vista del diritto internazionale.
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