Qui in Germania il tema Kossovo è trattato in maniera abbastanza marginale. La politica interna, gli scandali finanziari (speculazioni avventate di banche a partecipazione mista statale e privata costeranno miliardi ai contribuenti), le frodi fiscali private del potente manager delle Poste tedesche, che si è dimesso dominano le cronache.
Ho letto or ora su uno dei più autorevoli quotidiani tedeschi, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, FAZ, un articolo del prof. Georg Nolte dell'università di Monaco, membro della comissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite e del consigliere del ministero degli esteri tedeschi, che si mostra assai critico nei confronti del riconoscimento dell'indipendenze del Kossovo, sia in base alle risoluzioni dell ONU (la risoluzione 1244 permette interpretazioni opposte) sia e soprattutto per le conseguenze che un precedente del genere potrebbe avere sul piano pinternazionale più vasto. Non va dimenticato che la polarizzazione si esacerberebbe, e questo insensi diversi e talora contrastanti. Non sempre l'"autodeterminazione", base degli stati nazionali, è la soluzione migliore o quella praticabile, in quanto bisogna considerare sia il fatto della non esistente omogeneità etnica e territoriale che la mancanza di una base di sussitenza economica. D'altro cantogli esempi di Slovenia e anche Croazia non sono stati negativi, ma certamente questi stati sono etnicamente più omogenei, economicamente più forti e socialmente meno problematici.
Soluzini al di fuori dell'ONU sono certamente assai rischiose e nonle ritengogiustificabili.
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