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Vecchio 23-December-2007
astracedi astracedi Non in Linea
AI Storia Senatus
 
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Ringrazio Dceg per aver posto l'accento sull 'aspetto "infantile" della cosa, sia per quanto riguarda il "giocare alla guerra" sia, aggiungo io, per il "mascherarsi". Come sottolinea Claudio, il reenacting è anche un modo per incanalare la propria aggressività in forme piacevoli per il reenactor (con un'attività che è allo stesso tempo un gioco, uno spettacolo e uno sport) e per il pubblico (spettacolo, ma anche apprendimento).
TRovo anzi che il mantenere un po' di spirito infantile sia tutt'altro che disdicevole ma contribuisca a rendere l'individuo più sereno e vivace, ovviamente se si è coscienti di questa piccola "sindrome di Peter Pan" e ci si possa dimostrare più maturi e seriosi quando occorre.

Inoltre c'è la componente dello "stare insieme", e chinque faccia parte di gruppi di rievocazione storica sa bene come uno dei momenti più piacevoli è il convivio, quando si fanno gran tavolate di gente in costume di fronte ad un piatto di porchetta e litri di vino.

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Nick Visualizza Messaggio
C'è da dire poi che ci sono anche moltissime rievocazioni "pacifiche": mi vengono in mente Thiene, Mondaino ed Eraclea...A parte il fatto che le ultime due sono palii, Thiene presenta un vastissimo mercato medievale in cui il tema principale della rievocazione è proprio il mestiere antico. Mondaino poi penso che sia uno dei più bei eventi, dove c'è un vero e proprio "mercato per rievocatori". Infatti si possono trovare fibbie, cinture, scarpe, vestiti...però è un borgo aperto al pubblico dove si svolge attività rievocativa, non una fiera come quella di Bondeno.
Insomma, di solito l'attività guerriera e quella quotidiana viaggiano di pari passo nella rievocazione
Sì, Nick, so bene che esistono alcune (rare) rievocazioni più "pacifiche", a cui si sommano una quantità di manifestazioni e "sagre" paesane (i vari palii, tornei, cortei, fino alla rievocazione di eventi religiosi). Quest'ultime sono però più delle rappresentazioni storiche, nel senso che i figuranti si limitano ad indossare bei costumi (spesso assai approssimativi) senza sapere un acca del periodo storico che si sta rappresentando; a queste manifestazioni spesso partecipano anche i gruppi di reenacting, ma come elemento accessorio e di spettacolo, sia perché i costumi sono più ricchi ed storicamente affidabili o il campo è esso stesso un'attrattiva, sia perché spesso propongono esplicitamente spettacolo, in genere di tipo guerresco.

Nelle manifestazioni di reenacting o nelle "feste di paese" (le due cose quasi sempre convivono nella stessa manifestazione), e tralasciando l'opera di figuranti occasionali, sono tre le principali componenti della rievocazione:
- i gruppi di reenacting veri e propri
- i gruppi di spettacolo propriamente detti (giocolieri, musicanti, sbandieratori, falconieri, ecc)
- artigiani.

Vediamo per primo quest'ultimo gruppo, anche perché tirato in ballo negli esempi di Nick. Qui possiamo vedere sostanzialmente due tipologie. La prima comprende quegli artigiani che solitamente fanno altro – affollando in questi giorni i mercatini natalizi – e che in queste occasioni si mettono addosso alla bell'e meglio quattro stracci e continuano a vendere prodotti che spesso poco c'azzeccano (CD di musica andina, trenini giocattolo in legno, ecc.). Ci sono poi gli artigiani che lavorano per i gruppi di reenacting e che spesso sono a loro volta dei "rievocatori": si va dal fabbro che fabbrica spade, al calzolaio che produce scarpe medievali, a chi tinge i tessuti con tinture naturali e rivende i tessuti, ecc. Tutti questi artigiani esistono però soprattutto in funzione dell'esistenza dei gruppi di reenacting e di spettacolo, e i mercatini citati (dove io stesso ho acquistato) sono sì occasione di "spettacolo" e di "rievocazione", ma senza i reenactors che fanno la maggior parte degli acquisti neanche esisterebbero.

I gruppi di spettacolo rientrano invece, almeno in buona parte, in quello che sostenevo all'inizio, ovvero che il reenacting è soprattutto uno spettacolo e solo secondariamente un'occasione di cultura. Esistono sì gruppi musicali, tanto per fare un esempio, che fanno anche ricerca musicologica (e quindi, traslando, "archeologia sperimentale") ma nel panorama generale si tratta veramente di eccezioni: la maggior parte si limitano a verstirsi (più o meno) secondo una certa epoca e a suonare repertori stranoti, quando poi non si cade nel ridicolo proponendo, ad esempio, per il periodo medievale italiano, brani di musica celtica.

I gruppi di reenactors, infine. Basta dare un'occhio all'elenco degli associati CERS (C.E.R.S. - Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche - Rievocazioni storiche, eventi culturali, storia, medioevo, medioevale , ma la cosa non cambia anche per gli altri gruppi) per vedere come, quasi senza eccezioni, si tratta di gruppi con vocazioni "belliche", magari non sempre esclusive, ammetto, ma senza che questo modifichi l'evidentissimo andamento generale.

Ed ecco quindi che si ritorna alla solita dicotomia guerra-spettacolo. Non che ci sia nulla di male in ciò, tutt'altro. Anzi tutto torna perfettamente in linea con i miei interessi, coniugando lo svago ed il piacere di stare in compagnia con passioni personali e col "gioco" intelligente e utile.
Sarebbe a mio parere più opportuno avvicinare il reenacting ad uno spettacolo (per il pubblico) o ad un gioco (per i reenactors), piuttosto che a qualcosa di molto più pretenzioso. Naturalmente ci sono giochi più o meno intelligenti, e il reenacting rientra senz'altro nella prima categoria; a questo si somma una componente educativa che non voglio certo negare, non solo per chi pratica ma anche per chi assiste allo spettacolo.

La mia "polemica" è rivolta a quei reenactors un po' troppo pieni di sé che vogliono vedere in un'attività soprattutto ludica un qualcosa di molto più "alto".
Di gente simile ce n'è in giro parecchia e sono molto presenti nel web. Anche limitatamente al settore militare, qualcuno ha anche la pretesa di fare "sperimentazione" e analisi storica. Nulla di più falso, considerando sia le premesse motivazionali dei reenactors sia, e soprattutto, i fattori contingenti.

Tornerò più avanti su quest'ultimo punto.
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Marco Astracedi
www.pangecom.it
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