Quote:
Nick
a volte bisogna unire alle fonti storiche anche il buon senso
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Sì, sono perfettamente d'accordo; e a ben vedere il buon senso lo usano anche la maggior parte degli storici, altrimenti la Storia si limitarebe alla pura elencazione delle fonti.
Sull'argomento delle donne combattenti, vorrei comunque ribadire che probabilmente si trattava in ogni caso di situazioni eccezionali, sia pure meno rare di quello che si pensa solitamente e di quello che riportano le fonti.
Ho letto che sei un reenactor. Anch'io faccio parte di un gruppo di rievocazione storica (Associazione Tabularasa / Compagnia d'arme Lo Basilisco, anch'essa, come la tua, facente parte del CERS) e ci occupiamo di seconda guerra mondiale, risorgimento e, soprattutto, del 1200; essendo di Jesi, il periodo federiciano è praticamente obbligato.
Ora, il fatto che le donne, in situazioni eccezionali, siano potute essere anche delle combattenti, a mio avviso (e su questo sono in buona compagnia) non giustifica la presenza di donne armate di tutto punto e che queste prendano parte ai combattimenti simulati. Noi, ad esempio, ci limitiamo a dotare le nostre donne di un coltellaccio o di una daga, cosa credo plausibile, nell'ottica della vita da campo. Alcune di loro si allenano con noi all'uso delle armi (che, non neghiamolo, è una delle cose più divertenti del reenacting) non partecipano però ai combattimenti. Abbiamo fatto solo alcune rare eccezioni, facendo partecipare allo spettacolo un paio di coppie di ragazze dicendo però sempre chiaro e tondo che quella era una forzatura storica, tirando fuori la storia di Matilde di Canossa, ma comunque sottolineando come si trattasse solo di una nostra concessione allo spettacolo.
Oppure, durante attacchi simulati al campo, ad alcune ragazze, un paio di volte, abbiamo fatto prendere in mano spada e scudo, ma anche qui dicendo chiaramente al pubblico che si trattava di casi eccezionali e non provati.