Discussione: Donne in guerra?
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Vecchio 08-December-2007
astracedi astracedi Non in Linea
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Di donne guerriere si è speso parlato, a partire dalle Amazzoni. A parte queste figure semi-mitiche, donne combattenti ce ne sono senz'altro state, ma si devono sempre considerare casi rari ed anomali, ed il medioevo non fa eccezione.
A parte il caso letterario della fantasiosa Clorinda della "Gerusalemme Liberata" del Tasso, sono molto noti i casi della celeberrima Giovanna d'Arco, e di Matilde di Canossa. Entrambe furono però più condottiere di uomini che vere combattenti; certo erano sottoposte ai pericoli della battaglia ed anche per questo erano armate di tutto punto, è però più difficile stabilire quanto la Pulzella di Orleans (al di là delle immagini cinematografiche) si spingesse contro le linee inglesi, oppure quanto fattivamente la contessa Matilde fosse attivamente presente sugli spalti dei castelli assediati dalle truppe imperiali.

Durante il medioevo al pari del titolo di cavaliere, esisteva quello di cavaliera (equitissa, militissa) corrispondente alle mogli dei feudatari di egual carica, ma anche detentrici esse stesso di un feudo, e quindi responsabili degli obblighi militari che questo comportava. Certo si tratta di situazioni abbastanza rare, ma comunque attestate, di cui quello di Matilde di Canossa ne è esempio estremo.

Probabilmente questo tipo di donne potevano quindi essere considerate tanto guerriere quanto lo erano i generali e i condottieri maschi, e che raramente prendevano in mano la spada per menar fendenti ma, piuttosto, per incitare e indicare la direzione alle proprie truppe. A questo tipo di condottieri, oltre a Matilde e ne possono aggiungere altre: Eleonora d'Aquitania, Gaita di Lombardia, la Regina di Aragona Urraca e sua sorella minore Teresa di Portogallo, Berengaria di Navarra e diverse altre ancora.

C'è poi il caso degli ordini monastici militari femminil come quello di Santa Genoveffa o quello degli Ospitalieri (che apriva le porte anche alle donne). Bisogna ricordare, però, che tutti gli ordini militari, anche quelli maschili (Templari, Ospitalieri, Teutonici, ecc) oltre alla guerra vera e propria contemplavano l'opera di assistenza ai malati e ai bisognosi; è quindi assai probabile che le donne svolgessero soprattutto un compito non diverso da quello delle moderne crocerossine.

Bisogna però considerare, io credo, tre altri fattori:
1) che la guerra medievale era assai più complessa, cruenta e brutale di quanto traspaia dalle cronache dell'epoca che, sovente, si occupano solo delle imprese dei nobili
2) che la guerra medievale era soprattutto una guerra d'assedio
3) che gli eserciti in marcia generalmente si portavano dietro anche delle donne, sia moglie regolari o concubine (cn tanto di prole), sia lavoratrici addette a varie mansioni (cuoche, lavandaie), sia le "donne di campo", ovvero donne al di fuori della "rispettabilità", che potremmo anche semplicisticamente chiamare prostitute, che vivevano la stessa disagiata vita di campo dei combattenti.

Io credo che in caso di assedio di una città o di attacco ad un campo (solo per fare un esempio, durante una sortita) le donne, o almeno alcune di esse, non se ne stessero affatto con le mani in mano in preda alla paura, ma prendessero attivamente le armi.
Ad esempio, io vengo da Ancona e qui si narra che durante l'assedi delle truppe imperiali del Barbarossa, l'eroina Stamira (o Stamura), durante una sortita, riuscì ad incendiare alcune macchine d'assedio.

In sostanza, penso che durante gli "attacchi" il ruolo femminile in guerra sia stato raro, marginale, e limitato al comando. Nei casi di "difesa", per quanto si tratti sempre di casi non frequentissimi, la donna dovesse avere un ruolo bellico molto più attivo.
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Marco Astracedi
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