In realtà sulla visione del lavoro come dannazione o meno nel cattolicesimo a mio giudizio ha influito anche la mentalità delle varie epoche che a volte ha accentuato il suo carattere più aspro. Riguardo al lavoro, tuttavia, S. Paolo è chiaro: "chi non vuole lavorare, non mangi" (2Ts, 3,10). Questo vuol dire che l'uomo ha il dovere di trovare un lavoro se vuole mangiare, e questo è normale visto che il cristianesimo non ammette che si rubi o che si sfrutti il prossimo in qualunque modo (che poi nella pratica non sempre sia così, ciò è un altro paio di maniche). Anche l'ozio nella visione cattolica viene condannato, infatti Marco ricordava l'ora et labora benedettino che nasce proprio dal fatto che, sebbene dediti all'adorazione del Signore, i monaci devono comunque tenersi impegnati. D'altra parte i cristiani sapevano bene che l'ozio è il padre dei vizi......
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