Discussione: Ragioni delle crociate
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Vecchio 08-November-2007
astracedi astracedi Non in Linea
AI Storia Senatus
 
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Noghoul Visualizza Messaggio
Possiedo una ventina di opere sulle crociate, ma sono sempre alla ricerca... Qualche consiglio?
Oltre ad alcuni volumetti in inglese della Osprey Publishing (se non li conoscete consiglio di dare un occhio al sito Osprey Publishing - Military History Books), ho tre altri libri dedicati alle crociate che probabilmente conoscerai già:
- Jonathan Riley-Smith, "Breve storia delle Crociate", Oscar Mondadori
- Johannes Lehmann, "I crociati", Garzanti
- Malcolm Barber, "La storia dei Templari", Edizioni PM

Tutti e tre i volumi, compresi alcuni altri che parlano della guerra nel medioevo non limitatamente alle crociate, sostengono la stessa tesi per cui la Chiesa avrebbe promosso le crociate con l'intento non secondario di dirigere in altri lidi la distruttiva voglia di menar le mani dei troppi cavalieri.
Non a caso il primo e più importante promotore della prima crociata (e più tardi degli ordini monacali guerrieri) fu San Bernardo da Quintavalle, monaco cistercense. Era infatti in Francia (intesa secondo i moderni confini), dove Bernardo operava, che i continui dissidi tra la miriade di feudatari grandi e piccoli rappresentava un'autentica piaga sociale, peggiorata dal gran numeri di cavalieri provenienti da rami cadetti e privi di feudo, che altra sorte non potevano avere se non quella di cercar fortuna combattendo... E combattere, nel medioevo, significava anche e forse soprattutto, raziare chi non poteva difendersi.

Non è quindi un caso che la maggior parte dei partecipanti alla prima crociata fossero appunto normanni o francesi.

Urbano II, inoltre, inizialmente è probabile che non intedesse intraprendere nessuna "liberazione" della Terra Santa, ma semplicemente inviare un aiuto all'Impero Bizantino in difficoltà, cogliendo, come si dice due piccioni con una fava.
Solo la fortunata ed inattesa conquista di Gerusalemme e del Levante innescarono una successiva e diversa fase nell'ottica della Chiesa, ormai interessata e moralmente costretta a mantenere queste terre prestigiose ed economicamente fruttuose (per via dei pellegrinaggi). Nuova fase che innescò anche nuovi interessi da parte dei regni occidentali, di Bisanzio e delle città marinare.
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Marco Astracedi
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