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Vecchio 08-November-2007
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Predefinito Un'opinione

Salve a tutti,

la mitizzazione che il Fascismo fece del mondo romano antico era strumentale alla visione del mondo che il ventennio intese dare. Ma a mio parere il tentativo risultò goffo, come per tutte le mitizzazioni. Infatti si propose un modello molto stilizzato e si identificarono i valori fascisti in quelli della Roma imperiale, che di veri valori non ne ebbe molti. In effetti, riguardando un pò le testimonianze lettererarie e anche giuridiche del lungo periodo imperiale romano, si scorge il topos di una forte nostalgia verso l'Età repubblicana, quella precedente la conquista greca e l'ellenizzazione dei costumi. E di rimando, nell'età repubblicana forte era l'adesione all'ideale dei boni mores dell'età precedente. Insomma, i valori dell'antica Roma mi pare siano stati sempre il frutto di un rivogimento nostalgico verso un passato mitizzato. In questo sì il Fascismo è stato molto "romano", e non per nulla la sua collocazione politica tradizionale è a destra, nonostante la politica di Mussolini sia stata molto ondivaga e (per così dire) eclettica, non sempre classificabile come destrorsa. L'esaltazione della romanità imperiale durante il ventennio (soprattutto negli utlimi anni) fu un frutto fuori stagione, dagli esiti folkloristici, che rispondeva all' esigenza di ricostruire una forte identità nazionale, che era stata frustrata dai disastri della Grande Guerra. Altri modelli storici non potevano essere accolti dai fascisti: non l'ideale risorgimentale, nè quello comunale, troppo vicini ad una visione liberale e popolare della società, nè tantomeno quello cattolico, ostile ad una società militarizzata e estetizzante come quella proposta nel ventennio. Inutile dire che la proposizione di un nuovo (vecchio) modello derivava, come in ogni dittatura, dal bisogno di accreditare davanti alla società un sistema etico di rottura coi valori ritenuti fallimentari del recente passato e che aveva caratterizzato un periodo storico di successo. Come l'Impero romano, sacrificando le libertà politiche e soggiogando intere popolazioni, aveva raggiunto il culmine dello splendore militare, così l'Italia fascista, comprimendo la democrazia e praticando una politica estera asseritamente aggressiva, avrebbe realizzato una nuova età dell'oro. Ma la vacuità del modello di riferimento ben faceva il paio con l'assenza di idee chiare del Regime, soprattutto sotto il profilo economico e dei rapporti internazionali. Troppo distante era l'ideale militaristico dalla realtà storica in cui l'Italia versava. Alla vigiliia della tragica entrata in guerra l'errore più grave di Mussolini fu quello di non rendersi conto di questo scarto, forse perchè era caduto nella stessa rete di propaganda e di retorica che aveva creato. L'esperienza insegna che una comunità deve costruirsi autonomamente la propria identità, senza ricercarne una posticcia o addirittura farsela imporre da un preteso interprete(oggi, ad esempio, da certi media...). Altrimenti, nello smarrimento della coscienza di sè e accecata dall'ideologia, rischierà di compiere delle scelte dagli esiti infausti.
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