Secondo me il problema era solo in parte "religioso" e strettamente "culturale", in senso "sovrastrutturale" diciamo. In parte credo fosse anche sociale. Del resto i baccanali furono repressi per questioni religiose e culturali? O per motivi principalmente sociali? (A questo proposito feci un corso monografico per un esame di storia romana, e mi ricordo un testo dell'antropologa Clara Gallini, Protesta e integrazione nella Roma antica, che si soffermava su come certi "riti" fossero poi in sostanza uno strumento sia di protesta che di integrazione sociale). Poi c'è anche il fatto che le culture marginali quasi sempre vengono avvertite come "minaccia eversiva" dalla "cultura" (tra virgolette perchè poi la cosa comprende anche tutta una serie di rapporti politici, sociali, economici) che va affermandosi, in questo caso anche a forza, come maggioritaria. Giorgio Galli credo se ne sia occupato in almeno un paio di libri.
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