Secondo recenti studi dell'Università di Havard, la conquista della statura eretta va spostata addirittura di 15 milioni di anni rispetto a quanto si credeva. Il primato del più antico bipede conosciuto tocca al
Morotopithecus bishopi, che 21 milioni di anni fa già camminava eretto, stando alle analisi genetiche svolte sulla spina dorsale di questo primate, che risulterebbe in tal modo il progenitore dell'uomo e delle scimmie antropomorfe. Il merito della scoperta è di Aaron G. Filler, studioso del Museo di Zoologia Comparativa dell'Università di Harvard, che sostiene altresì che il bipedismo sarebbe nato non sul terreno come sempre creduto finora, ma già quando i nostri antenati vivevano sugli alberi, il che significa che per gli scimpazè e gli altri primati più evoluti ci sarebbe stato un ritorno all'originario modo di camminare.
La tesi sostenuta, nel caso fosse confermata definitivamente, porterebbe a rivedere buona parte delle attuali conoscenze sullo sviluppo dell'evoluzione umana, aprendo anche una serie di interrogativi (come quello sul perché nelle scimmie antropomorfe ci sia stata un'involuzione del bipedismo) di non facile soluzione, almeno secondo gli schemi vigenti.
Dal sito di anthropology:
Aaron Filler’s Morotopithecus bipedalism « Anthropology.net