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Vecchio 02-June-2007
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La questione da te posta è assai complessa ed interessante e ha sempre suscitato numerose polemiche tra gli studiosi. Posso dirti come la penso io: per parlare di fine di un regno o di un impero, a mio avviso, c'è bisogno di un mutamento nelle sue strutture oppure, pur mantenendosi intatte queste, di un insediamento di un regime che sia "altro" rispetto al precedente. Questo non avviene nè con Teodosio nè con Odoacre: Teodosio, infatti, divide l'impero in due, ma sostanzialmente lo fa perchè riconosce che ormai la parte orientale e quella occidentale viaggiano in due direzioni diverse e vuole tenere distinte le due parti che, effettivamente, non costituiscono più un impero unitario; Odoacre, d'altra parte, cerca il riconoscimento di Zenone (sovrano d'Oriente) per poter governare la parte occidentale con il suo consenso, alla fin fine lui è formalmente un funzionario di Costantinopoli, sebbene di fatto agisca in modo autonomo. Tuttavia con Odoacre la situazione dell'Occidente non varia poi molto, in quanto non apporta veri e propri cambiamenti all'organizzazione politica e sociale. Il suo regno, inoltre, è basato sulla tolleranza di Zenone, che lo considera pur sempre un usurpatore, ed infatti non tarderà a sbarazzarsi di lui chiedendo aiuto ad un altro barbaro: Teodorico.
Il regno ostrogoto che questi instaura in Italia è un regno molto più forte dei precedenti barbarici, ma anch'esso non rappresenta un vero e proprio stacco con il passato, anzi, Teodorico cerca una collaborazione tra romani e barbari, in quanto ai primi lascia le faccende amministrative, riservando alla sua gente il monopolio dell'esercito. L'intento di Teodorico è quello di integrare i goti nelle strutture romane, e i lui stesso sceglie come collaboratori figure del calibro di Boezio e Cassiodoro, che non sono barbari, bensì romani.
Dopo Teodorico, morto nel 526, Giustiniano, imperatore d'Oriente, riuscirà a riunire per l'ultima volta le due parti; solo dopo di lui, effettivamente, queste seguiranno vie molto diverse, ma sopratutto, un altro popolo barbaro verrà ad insediarsi in Italia e lascerà un segno molto più marcato dei precedenti: i Longobardi.
Questo lungo riassunto, di cui mi scuso se è sembrato un po' noioso, mi è servito per far capire il mio punto di vista: con i Longobardi c'è quello stacco di cui parlavo all'inizio, essenziale per far parlare di passaggio tra un governo e l'altro o, meglio, tra un periodo e l'altro. Quando sostenni l'esame di storia romana, il mio professore me la fece studiare fino a Giustiniano, e oggi alcuni studiosi tendono a spostare l'inizio dell'alto medioevo dal 476 al 568 (anno della scesa di Alboino in Italia). Io, sostanzialmente, mi trovo d'accordo con questi, sebbene riconosca che il processo di decadenza sia iniziato molto tempo prima. Se vogliamo, Roma decade, almeno come città princeps, quando Costantino crea la nuova capitale Costantinopoli; implicitamente, infatti, si riconosce che la parte orientale è quella più importante dell'impero. Il resto della parte occidentale, d'altronde, vive da parecchi anni una crisi che ha spostato le ricchezze verso le province orientali, ed inevitabilmente segiurà le sorti dell'Urbe. In definitiva trattasi di un'evoluzione (direi meglio trasformazione) lunga, che non si può certo far risalire ad una data precisa (anche quella del 568 sarebbe comunque convenzionale), ma segue un percorso variamente articolato ed anche complesso da ricostruire in tutti i suoi aspetti e le sue modalità.
P. S. il tema è molto interessante, ti ringrazio per averlo aperto, adesso attendiamo la risposta degli altri.

Ultima Modifica di leda : 02-June-2007 17:31.
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