Discussione: L'Età di Pericle
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Vecchio 22-April-2009
laurentius22 laurentius22 Non in Linea
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Cari Claudio48 e Brasida85,
sono completamente d'accordo con voi nell'affermare che Pericle non fu uno statista lungimirante e, per così dire, "illuminato". Ma sono altresì certo di poter affermare che Pericle operò una politica estera (sì aggressiva e per certi versi crudele) che chiunque altro al suo posto avrebbe fatto. Per Atene c'erano due possibilità: rimanere chiusa dalle montagne in una regione arida e stepposa temendo da un giorno all'altro la fine dei viveri che gli provenivano dal mare o assumere il controllo dello stesso, per garantirsi la stessa sopravvivenza. In parole povere: essere un impero o essere nulla. Fu dunque la Guerra del Peloponneso una guerra anche commerciale: dal casus belli di Megara e la battaglia di Sibota all'ultima battaglia di Egospotami (combattuta per garantire all'Atene assediata le derrate alimentari provenienti dalle colonie greche del Ponto Eusino).
Non condivido invece l'opinione sulla Legge del 451 a.C. che limitava la cittadinanza ateniese: fu secondo me un atto che, seppur limitando la democrazia ateniese, garantì a questa di funzionare correttamente.
Per quanto riguarda il celebre Processo delle Arginuse, posso darti ragione, benchè Pericle non fu l'unico a volerlo.
Infine, nessuno mette in dubbio lo splendore dell'Atene periclea, ancora oggi emblema del mondo classico e centro di cultura ineguagliabile nel mondo antico.

L.
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