Guerrieri e Spiritualità
Spero di inaugurare la sezione con un argomento pertinente......ero indicesa tra qui e Discussioni fuori tema, perchè è un pò particolare, ma popichè è questa la sezione in cui parliamo di guerra, credo che, in definitiva, lo si possa affrontare da un punto di vista antropologico.
Veniamo al sodo; alcuni definiscono la guerra come una forma, seppur estrema, di comuniciazione. una simile idea è espressa anche dal liverani per quanto riguarda il Vicino oriente antico. Quando la diplomazia non vada a buon fine non si può far altro che guerreggiare.......
La guerra ad ogni modo è una funzione molto importante nelle società umane spesso considerata un vero e proprio motore.......e la funzione del guerriero è stata in tutti i tempi vitale e centrale all'interno delle comunità così come la sua educazione.
Essa ovviamente dovette( e dovrebbe ) comprendere le tecniche di combattimento relative all'uso di armi o veicoli specifici nonchè tecniche di combattimento senz'armi .
Cosa centra dunque la spiritualità?
Essa c'entra poichè la formazione dello spirito del guerriero è importante tanto quanto la formazione del suo corpo, altrimenti in guerra si potrebbe rischiare di far la fine di un famoso maestro di spada giapponese, bravissimo in allenamento ma terrorizzato, dunque bloccato e incapace di agire, davanti a un gruppo di briganti manciuri nella guerra russo giapponese . Perchè in guerra si ha ben a che fare con la Vita e con la Morte e il confine tra le due cose diventa piuttosto labile.......
Si potrebbe dire, seguendo gli insegnamenti dello Zen, che la tecnica vince la forza e lo spirito vince entrambe (tecnica e forza fisica).
Dunque cosa c'entra l'antropologia? in realtà forse dovrei parlare di antropologia storica. In oriente, ad esempio in Giappone, sebbene le discipline derivate da antiche arti di guerra siano spesso praticate come sport, non mancano esempi in cui lo studio si fa più serio; alcune volte i dojo espongono la lista dei morti indicando anche il nome della tecnica assassina......agghiacciante.......altre volte ci si concentra sullo studio dei principi spirituali che formano il guerriero che- spalle rilassate ventre saldo ano chiuso e mente libera- affronta situazioni estreme di vita e di morte senza vacillare nell'animo ( e dunque sono applicabili più in generale a situazioni reali anche se non di guerra). Se esso infatti vacilla, come può il corpo non farlo?
In occidente al contrario per quel pò di marziale nostrano che è rimasto e si è tramandato si studia soprattutto la tecnica e antiche arti di combattimento sono sport e basta, senza affiancare alcuna riflessione di ordine spirituale; eppure, senza dover chiamare in causa i Templari, guerrieri monaci, non credo che la tradizione occidentale avesse qualcosa da invidiare a quella orientale.
Ho letto a proposito dei guerrieri longobardi , tra i quali quelli detti cinocefali furono considerati tra i più pericolosi poichè invasati dallo spirito del cane mostravano in battaglia una ferocia animale. i guerriri longobardi sono anche spesso raffigurati con i denti sullo scudo come se lo mordessero, in realtà pare che essi facessero battere i denti contro lo scudo perchè il nemico ne fosse terrorizzato..... come i guerrieri giapponesi ( ultimamente ho sentito la definizione di budeshava che spero di aver trascritto e inteso bene- anzi se qualcuno me lo può confemare aggiungo la parola nei tags-, per riferirsi a guerrieri particolarmente ferrati nello studio dell'atteggiamento spirituale e mentale adeguato, che comprende molti esercizi ad esempio tipici dello yoga) che facevano vibrare e tintinnare la corazza . Un tremore che terrorizza in virtù del fatto che esso è vibrazione e risonanza dell' energia di colui che l'emana.
Dicevo dunque che da noi non esiste, a quanto ne sappia io ,tradizione ininterrotta riguardo al corretto spirito e mente del guerriero e che alcune nozioni ci ritornano da oriente...... ma come potrebbero attecchire su un terreno sterile?
Queste sono le domande a carattere storico- antropologico che mi e vi pongo: come mai in occidente sia venuta meno la tradizione di uno studio completo( che quindi comprende anche la tempra dello spirito) di discipline marziali nostrane e attraverso quali meccanismi invece sia considerato piuttosto normale imparare e studiare le arti di combattimento orientali; inoltre in che modo avviene oggi l'addestramento dei soldati, quanto ci rientrino principi morali, etici ( in quanto la guerra è soprattuto qualcosa di ritualizzato)e soprattutto spirituali........ mi si dirà forse che oggi non si tratta di guerrieri e non si tratta di cavaliri ma di semplici soldati; tuttavia essi ancora affrontano le stesse situazioni estreme di vita e morte.....
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