Beh sì posso capire

Tuttavia per un romanzo, seppur storico, è un'altra cosa. Certamente ce ne sono di scritti meglio e peggio, e non solo a livello puramente letterario. Alcuni commettono errori grossolani semplicemente perchè non si sono documentati. Però certo... in questo caso l'invenzione è ammessa, e anzi, se non ci fosse...
Scrivere di storia contemporanea è certamente più insidioso rispetto agli altri periodi. Tuttavia... E' anche vero che la documentazione che abbiamo a disposizione è immensamente più ampia rispetto a quella dei periodi antichi. Per non parlare della pre e protostoria... Per esempio facendo la tesi (il periodo è il tardo neolitico vicono orientale) mi sto accorgendo che tutto sommato, per quanto ci siano dati scientificamente analizzati alla base, la ricostruzione storica è ampiamente teorica, nonchè densa di lacune potenzialmente infinite, e magari incolmabili. E anche ad un livello più basso, riguardante per esempio l'attribuzione di funzioni agli edifici, che è appunto quel di cui mi sto occupando, tutto sommato... Ma credo sia la natura stessa della disciplina (in questo caso l'archeologia piuttosto che la storia) ad esser un po' così... Ne parlavamo in AI nella discussione su archeologia scienza o umanesimo. In questo caso il fatto che alla base io abbia certi dati "oggettivi", e "scientificamente" analizzati e analizzabili, in realtà poi non è che mi aiuti più di tanto. Voglio dire... in alcuni edifici ho resti all'interno tipicamente domestici? Si tratterà di abitazioni. In tutti gli altri edifici simili però non ci sono praticamente resti, come mai? Non saranno abitazioni? Oppure sono state ben ripulite prima di essere abbandonate. Oppure... oppure... In mancanza di fonti più ricche, tipo quelle scritte o qualcosa di simile (magari una pittura...), le ricostruzioni per quanto più o meno fondate, a mio avviso restano sempre largamente, o comunque abbastanza, ipotetiche. E lo "stacco" tra dato e interpretazione comunque ineliminabile. Credo.