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Archivio di September 2008

Il calendario romano nasce, secondo la tradizione, insieme alla città di Roma: l’istituzione è infatti attribuita al primo re, Romolo. Al secondo re, Numa, sono attribuite modifiche al calendario (forse l’aumento del numero dei mesi, da dieci a dodici) e soprattutto la codificazione del ciclo annuale delle feste.
Strumento indispensabile per lo svolgimento della vita pubblica e religiosa, il calendario aveva come primario scopo quello di indicare i giorni fasti e quelli nefasti (ovvero le date in cui era consentito o meno lo svolgimento di atti giudiziari), i dies comitiales, nei quali si tenevano le pubbliche assemblee, i giorni in cui avevano luogo i mercati e le date delle feste religiose pubbliche – ludi, feriae e dies natales dei templi.

Erano moltissimi, nell’anno romano, i giorni dedicati alle feste religiose, e il numero aumentò nel corso dei secoli. In determinati periodi si celebravano più feste, collegate tra loro, per invocare la protezione delle divinità tutelari, ad esempio, sulla guerra, sull’agricoltura, sulla fecondità di uomini e animali. I rituali erano quanto mai vari. Le celebrazioni potevano durare per uno o più giorni; a seconda della divinità onorata potevano essere previsti sacrifici di animali, processioni, banchetti, rappresentazioni teatrali.

I mesi, in molti casi, celebravano le divinità già nel nome. Il primo mese del calendario romano arcaico era marzo, dedicato al dio della guerra e dell’agricoltura Marte.
Dal primo al ventiquattro del mese si svolgevano le feriae Martis; il 14, giorno precedente le idi, si svolgevano gli Equirria, durante i quali si svolgevano corse di cavalli nel Campo Marzio e riti per la purificazione dell’esercito; alle idi, il 15 del mese, per aprire “ufficialmente” il periodo della guerra, i sacerdoti Salii, preposti al culto del dio, effettuavano danzando una processione in città recando gli ancili, scudi bilobati sui quali battevano il ritmo con delle aste. I giorni tra il 19 e il 23 erano dedicati ai Quinquatrus, in onore di Minerva: venivano praticati riti di purificazione in vista della stagione della guerra, tra cui la purificazione degli ancili e delle armi; il 23 venivano invece purificate le trombe (Tubilustrium).
Nel mese di marzo si svolgevano inoltre gli Agonalia, i ludi dedicati a Marte.

Altre feste venivano celebrate nel mese di marzo: alle calende (il primo del mese) avevano luogo i Matronalia, in onore di Giunone Lucina, divinità protettrice della nascita, alla quale venivano offerti doni nel tempio sull’Esquilino; le idi vedevano la festa di Anna Peremna, dea che presiede all’inizio del nuovo anno, che si celebravano nel bosco sacro lungo la via Flaminia.
I Liberalia, dedicati a Liber Pater, erano invece il 17 marzo. Tra il 22 e il 27 si svolgevano invece gli Hilaria, articolate festività dedicate al culto di Cibele e Attis.

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