Una ricerca internazionale, alla quale ha partecipato l’Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista statunitense “Proceedings of the National Academy of Sciences” (Pnas), sembra confermare l’ipotesi asiatica della colonizzazione europea dell’Homo sapiens, a discapito di quella africana.
Lo studio ha preso in esame una vasta campionatura di denti (3000) appartenuti ad ominidi delle specie Austrolopithecus (afarensis e africanus) e Homo (habilis, erectus , antecessor, neanderthalensis, sapiens), ed i risultati delle analisi sembrano confermare il ruolo cruciale dell’Eurasia nella colonizzazione del continente europeo, emergerebbe infatti, che a colonizzare l’Europa durante il Pleistocene, quindi nel periodo compreso tra 1,8 milioni e 11000 anni fa, sarebbero state in prevalenza ondate di popolazioni asiatiche e non africane, come pensato finora.
L’ipotesi era già emersa in seguito al rinvenimento a Ceprano, nel Lazio, di un cranio di 800 mila anni fa. Dal punto di vista morfologico il reperto, il più antico mai trovato in Italia, rappresenta l’anello di congiunzione tra le forme del periodo di origine del genere Homo (due milioni e mezzo di anni fa) e quelle della comparsa della nostra specie (200 mila anni fa circa).
La nuova ricerca apre nuovi scenari su ciò che avvenne nelle fasi intermedie: la colonizzazione dell’Europa sarebbe stato il frutto non di progressive ondate africane ma di un complicato mix di immigrazioni ed emigrazioni dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa. Lo studio proverebbe inoltre che la speciazione nell’ambito del genere Homo si sarebbe manifestata anche in Asia e non solo in Africa. Ciò potrebbe voler dire che la nascita dell’Homo sapiens potrebbe essere il frutto di questo mix, con ominidi che dall’Asia o dall’Europa sarebbero ritornati in Africa dove avrebbero raggiunto il culmine del processo evolutivo dando vita alla specie umana.
Fonte:
Out of Eurasia. Nuovi scenari sull’origine dell’uomo
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il Tuesday, 14 August 2007 alle 12:53 ed è inserito in Temi e argomenti, antropologia fisica e storica.
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il 11 March 2009 alle 11:01
Non è una novità. La teoria della provenienza africana del genere Homo può riguardare alcune specie molto antiche, mentre le specie Homo sapiens e Sapiens Sapiens sono indigene dell’Eurasia.
Un riscontro nella Bibbia potrebbe esserci se si interpreta il mito di Noè in questo modo: Diluvio = scomparsa della specie del genere Homo i cui sovravvissuti sono le due specie suddette; i figli di Noè, Cam, Sem e Jafet rappresenterebbero i nuclei della nuova specie che hanno formato le razze, nate dall’adattamento all’ambiente.
Questa ipotesi l’avevo appreso negli anni 50 dal mio professore di filosofia, che era un canonico di Castellammare di Stabia, quindi non un ateo o un agnostico.
Nelle grotte di Grimaldi, ed altre località della Provenza, sono stati trovati i resti sia del Sapiens, o Neanderthal, che del Sapiens Sapiens o Cro Magnon, ma anche due scheletri classificati come “negroidi”, che potrebbero essere il frutto dell’incrocio tra le due specie di Homo citate, naturalmente senza discendenza per le differenze genetiche (come il mulo, frutto dell’incrocio di due specoe del genere Equus).
Questa è una ipotesi, prendetela come volete, ma non in senso razzista, cosa assolutamente estranea alla mia cultura.
Nervia Flumen da Bordighera (molto vicino a Grimaldi).